Giovani e adolescenti

Aggiornata ad dicembre 2018– a cura di Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico e nelle altre bibliografie (scuola, minori, bullismo, disturbi alimentari…)

Il percorso bibliografico proposto si articola in:

La condizione degli adolescenti e dei giovani

9788815275486Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2018, Il Mulino, Bologna, 2018, pp. 259
La quinta edizione del Rapporto Giovani aggiorna il quadro sulla condizione delle nuove generazioni, mostrando come esse affrontano gli snodi della transizione alla vita adulta e le implicazioni sociali ed economiche che ne conseguono. Il filo conduttore è qui costituito dai valori, i desideri, gli atteggiamenti e i comportamenti degli under 35, che vengono indagati anche attraverso una prospettiva longitudinale.
Collocazione Biblioteca: 82R18

Pasquale di Padova, Enrico Nerli Ballati, Stratificazione sociale, riproduzione delle disuguaglianze e condizione NEET in Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 245-273
L’articolo affronta il rapporto tra origini sociali e il rischio di far parte della categoria NEET (no istruzione, impiego o formazione) per la fascia di giovani di età 15-24 anni in Italia. Sulla base dei dati del 2015 della “Rilevazione continua sulle forze lavoro” condotta dall’Istat, gli autori mostrano che piuttosto che essere un nuovo fenomeno generazionale, lo stato di NEET è profondamente annidato nel cosiddetto triangolo OED, che include la classe sociale di origine, le scelte educative e il loro conseguimento e destinazione sociale. I risultati dell’indagine dimostrano che il tasso di NEET, così come la durata della disoccupazione o dell’inattività tra i NEET, variano drasticamente a seconda dell’origine sociale. Nell’ultima parte sono discusse brevemente le implicazioni politiche del fenomeno.

Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini, Insicurezza e populismo. I dieci anni della grande crisi, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 231-255
L’articolo riflette intorno al nesso tra crisi sociale, economica, politica, e fenomeno populista. Le diverse dimensioni dell’insicurezza, connesse alle diverse facce della crisi, convergono nel configurare una grande crisi che rende il cittadino sempre più critico nell’approccio alla politica democratica favorendo il fenomeno del populismo. Con dati statistici gli autori considerano, in particolare, l’insicurezza economica, le difficoltà lavorative nelle famiglie, l’insicurezza sul futuro dei giovani, le diseguaglianze sociali, l’immigrazione, la sfiducia nelle politiche europee.

copertina309-piccola-320x446Vincenza Pellegrino, Le propensioni utopiche di una generazione precaria. L’ascolto attento delle aspirazioni emergenti, in Animazione Sociale, n. 319 (2018), pp. 18-28
Pur nella condizione di precarietà diffusa, che rende difficile proiettarsi nel futuro, molti mondi giovanili esprimono attivamente nuovi desideri esistenziali (dominio sul proprio tempo, il bisogno di relazioni e interazioni lente, il richiamo dell’elemento naturale troppo a lungo relegato fuori dallo spazio urbano…). Sono nuovi processi culturali di produzione del futuro che è vitale cogliere e immettere nello spazio pubblico.

A cura di Rita Bichi … [et al.], Felicemente italiani. I giovani e l’immigrazione, in Vita e pensiero, Milano, 2018, pp. 165
Il testo riporta una ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e promossa da Fondazione Migrantes sui giovani italiani, dai 18 ai 29 anni. Lo scopo dell’indagine è approfondire i percorsi e i processi attraverso i quali si formano le opinioni rispetto ai migranti, agli stranieri, all’altro percepito diverso da sé. Questi giovani vivono nella stessa nazione ma hanno storie diverse. Alcuni di loro sono cittadini italiani per nascita, altri hanno acquisito la cittadinanza provenendo da una migrazione, propria o della famiglia di origine. Il numero di ragazzi italiani con background migratorio aumenta ed è destinato a crescere in futuro: la convivenza delle differenze si fa quotidiana, innalza barriere e costruisce ponti, produce conflitti, ma anche ricchezza materiale, culturale, relazionale. I risultati restituiscono un quadro nel quale prevale un atteggiamento di difesa e di diffidenza nei confronti degli immigrati.
Collocazione Biblioteca: 18102

Claudia De Giglio, Roberta Rossi, Indagine conoscitiva: salute riproduttiva tra gli adolescenti, in Rivista di sessuologia clinica, a. 23, n. 2 (2017), pp. 39-49
Ragazzi e ragazze adolescenti frequentanti una scuola superiore sono stati sottoposti ad un questionario a domande aperte al fine di conoscere le loro conoscenze in materia sessuale e le loro necessità di ricevere ulteriori informazioni. Gli argomenti di indagine sono i metodi anticoncezionali, l’igiene e le malattie a trasmissione sessuale, la gravidanza, l’aborto, gli aspetti psicologici della sessualità. Claudia De Giglio lavora presso l’Istituto di Sessuologia clinica (ISC) di Roma, Roberta Rossi è presidente della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica.

catalogA cura di Giovanni Di Franco, Giovani a tempo indeterminato. Valori e atteggiamenti dei giovani romani, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 254
Viene esposta una ricerca su giovani romani condotta tramite la somministrazione di questionari elaborati in modo statistico. Emerge una notevole quantità di dati volti a una comprensione dei giovani in vari contesti e ambiti: la famiglia, la scuola, il rapporto con gli immigrati, il disagio davanti alle tematiche sessuali, l’atteggiamento nei confronti della droga e del lavoro, il tempo libero, la politica, il diventare adulti. Ampio spazio viene dedicato al metodo della ricerca e a questioni teoriche a carattere introduttivo.

Joseph Stiglitz, Amartya Sen, Jean-Paul Fitoussi, We world Index 2017. Bambine, bambini, adolescenti e donne tra inclusione ed esclusione, WeWorld Onlus, Milano, 2017, pp. 90
Il WeWorld Index si conferma per il terzo anno consecutivo come uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. Grazie all’ampia serie di indicatori analizzati e ricca varietà di interviste e testimonianze raccolte ci permette di gettare uno sguardo non superficiale sulla situazione di milioni di bambine, bambini, adolescenti e donne che sono esclusi dalla possibilità di vivere in un ambiente sano, ricco di opportunità formative, economiche e sociali, sicuro e al riparo dalla violenza e dalla corruzione, aperto al pluralismo e alla parità di opportunità tra uomini e donne. I rapporti precedenti si trovano on line sul sito di We world.
Collocazione Biblioteca: 17901

Elisabetta Perone, Per restare o per tornare? Studiare in Italia in tempo di crisi, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 155-181
Il contributo, sulla base di un insieme di biografie di giovani di origine straniera residenti in Campania, riflette sul valore dell’istruzione in tempo di crisi. Analizzando, in particolare, le parti delle narrative che si sono incentrate sulle prospettive future, con particolare riferimento alle aspettative di inserimento nel mercato del lavoro, l’autore indaga la relazione tra titolo di studio conseguito in Italia e il progetto migratorio di ritorno.

b233d972ada3f6b911297ef40b012c8a_XLMarco Bay, I giovani nelle statistiche sociali. Fonti, indicatori, sezioni tematiche, LAS, Roma, 2017, pp. 349
Il volume è organizzato in sezioni tematiche (demografia, nazionalità, istruzione, scuola, università, forze lavoro, Neet, famiglia, disagio giovanile, devianza, benessere, salute, cultura, partecipazione, volontariato…) che offrono un approccio statistico-descrittivo su minori adolescenti e giovani italiani, con dati relativi soprattutto al decennio 2005-2015. Il fine è fornire al lettore statistiche e stime, a partire da fonti attendibili e ufficiali, per tracciare profili, evidenziare andamenti, confrontare percentuali e conoscere a un primo approccio di base la realtà giovanile che si è venuta a originare dopo i primi anni del millennio. In particolare sono indicati i giovani in Italia, mettendoli il più possibile a confronto, in alcuni ambiti di osservazione, con altri paesi europei ed extraeuropei. In appendice, sono riproposte alcune infografiche di sintesi per facilitare alcune comunicazioni di dati statistici piuttosto attuali.
Collocazione Biblioteca: 17790

Maurizio Ambrosini, Nuovi italiani. Ragazzi, ragazze e le sfide dell’integrazione, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2017), pp. 4-9
Nell’articolo vengono considerate le problematiche familiari e sociali dei figli di immigrati nati in Italia. Con le famiglie di origine possono crearsi dinamiche conflittuali su base culturale. L’inserimento scolastico non pone solitamente particolari problemi, mentre quello lavorativo, oltre alle difficoltà economiche attuali, appare talora problematico in quanto tali giovani cercano uno status sociale superiore a quello delle famiglie di origine. Maurizio Ambrosini è docente di Sociologia dei processi migratori e sociologia urbana presso l’Università di Milano.

Maurizio Gentile, Giuseppe Tacconi, Giovani dispersi in Europa e in Italia: comprensione del fenomeno e misure di contrasto, in Orientamenti pedagogici, n. 4 (ott.- dic. 2016), pp. 797-825
L’indicatore europeo certifica che l’Italia ha un tasso di abbandono pari al 17%. Tale valore corrisponde alla percentuale di 18-24enni aventi un livello di scolarizzazione pari alla secondaria di primo grado e che non frequentavano né percorsi d’istruzione né di formazione nelle quattro settimane precedenti al sondaggio. Se invece utilizziamo l’indicatore delle mancate iscrizioni, il tasso raggiunge un valore pari a 31%, 14 punti oltre la stima europea. Questo impone l’elaborazione di strategie e politiche nazionali di contrasto.

downloadMaria Piacente … [et al.], Giovani oggi: sognare si può?, in Pedagogika.it, a. 20, n. 3 (lug.-set. 2016), pp. 9-93
Il dossier di questo numero si apre con due testimonianze di giovani sulle speranze e sulle difficoltà di tenere il passo in una società estremamente competitiva e selettiva, che crea grandi disuguaglianze e disillusioni. Seguono i contributi di P. Mottana, R. Mantegazza e di altri autori, che tracciano un ritratto dei giovani attuali, una generazione che vive “surfando sulla realtà” e rischia di rimanere intrappolata nello status dei cosidetti Neet, giovani tra i 18 e i 30 anni che non studiano, non lavorano e passano le giornate in maniera improduttiva. Il ritratto che ne esce, pur avendo delle zone d’ombra, lascia anche intravedere i sogni e le risorse di questa generazione. Nella sezione temi ed esperienze i diversi contributi aiutano a “riscoprire il valore della memoria a scuola” con l’ascolto di storie di vita narrate, rivelare “l’inesauribile ricchezza del qui e ora” attraverso la proposta di learning week, dirigersi “verso un’alleanza tra il sistema educativo ed il mondo del lavoro” e trovare “le parole che curano” la fragilità delle giovani madri sui social network.

Giulia Barbero Vignola … [et al.], Cos’è importante per essere felici. La parola ai ragazzi, in Studi Zancan, a. 17, n. 4 (lug.-ago. 2016) – on line, pp. 19-28
L’articolo illustra lo studio longitudinale “Crescere” che segue nel tempo un campione di 500 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni in provincia di Padova e Rovigo, allo scopo di conoscere i percorsi di sviluppo degli adolescenti. Ad essi è stato chiesto di descrivere le attività del tempo libero, l’uso di internet e dei social network, la vita in famiglia, le relazioni con gli amici e i compagni di classe, l’atteggiamento verso la scuola, la spiritualità e quello che pensano di se stessi. I risultati ottenuti a tre anni dall’avvio dello studio indicano che i ragazzi di oggi vivono immersi nella realtà virtuale, ma il virtuale non basta loro per essere felici: hanno bisogno di relazioni autentiche e dirette, con gli amici, in famiglia, in amore, hanno bisogno di essere accettati per quello che sono, di esprimersi e di stare bene con se stessi. Nello stesso numero della rivista sono pubblicati i risultati dello studio “Crescere” nella città di Pinerolo (Torino): Crescere a Pinerolo: stili di vita, benessere e futuro dei ragazzi, pp. 35-43.

Luciano Abburrà, Luisa Donato, Carla Nanni, Né a scuola, né al lavoro. Chi sono i Neet? Una ricognizione in Piemonte e in provincia di Torino, in Informa Ires, n. 2 (giu. 2016), pp. 77-85
L’acronimo “Neet” (Neither in Employment, nor in Education or Training) identifica i giovani che non lavorano e al contempo non sono più in formazione o istruzione, con l’obiettivo di circoscrivere soggetti a rischio di esclusione sociale verso i quali indirizzare le politiche di contrasto all’emarginazione. L’Ires Piemonte ha pubblicato un ampio dossier statistico sul tema: in Italia, nel 2014, oltre un giovane su quattro si trova nella condizione di essere definito Neet; in Piemonte mostra nel biennio 2012-13 un incremento più consistente rispetto ad altre regioni come la Lombardia e Veneto.

yJacques Nancy, European Youth in 2016. Special Eurobarometer of the European Parliament, European Parliament, Bruxelles, 2016, pp. 31
L’Eurobarometro è uno studio dedicato ai giovani europei tra 16 e 30 anni, condotto nei 28 Stati membri tra il 9 e il 25 aprile 2016. Viene pubblicato alla vigilia dello European Youth Event (EYE2016) dove i giovani discuteranno e proporranno nuove idee sullo stato del mondo, sul futuro dell’Europa e sulla democrazia, sulla gioventù e sull’occupazione, sulla rivoluzione digitale, sullo sviluppo sostenibile e sui valori europei. I temi trattati dal rapporto sono molti, tra cui l’emarginazione dei giovani dalla vita politica e lavorativa, la migrazione per studio e per lavoro, l’efficacia dei sistemi formativi, il rapporto con internet e le tecnologie, la conoscenza delle Istituzioni europee, il coinvolgimento dei giovani sulle tematiche ambientali e sullo sviluppo sostenibile.

A cura di Stefano Laffi, Quello che dovete sapere di me. La parola ai ragazzi, Feltrinelli, Milano, 2016, pp. 152
Nell’estate del 2014, trentamila ragazze e ragazzi compresi fra i sedici e i ventun anni hanno partecipato alla Route nazionale, appuntamento storico degli scout Agesci, per conoscersi, confrontarsi, stare insieme. In vista di quell’occasione è stato chiesto a tutti loro – su base volontaria e in forma anonima – di scrivere una lettera con il titolo “Quello che dovete sapere di me”, ovvero di stendere liberamente il proprio autoritratto, intorno a pensieri, questioni, sentimenti avvertiti come urgenti, essenziali per avere una rappresentazione corretta della loro vita, al di là dell’appartenenza allo scoutismo. Circa novecento fra loro hanno aderito all’invito, e Stefano Laffi, ricercatore sociale, ha guidato la sua èquipe in un approfondito lavoro di analisi sul materiale raccolto. In questo testo ne restituisce una selezione per costruire un libro composto dalle voci dei ragazzi, dai loro racconti, dalle loro lettere a nessuno e a tutti noi; parole che delineano l’autoritratto composito e sorprendente di una generazione che è molto osservata ma, forse, molto poco capita.
Collocazione Biblioteca: 17750

 Gli adolescenti e i giovani visti da vicino

Karin Bagnato, Subcultura Emo: analisi qualitativa, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 93-106
Lo scopo dello studio è identificare, mediante un’analisi qualitativa, le caratteristiche più rappresentative della subcultura Emo, diminutivo di “emotional”, derivante in origine da una tipologia musicale sviluppatasi agli inizi degli anni ’80. La ricerca, svolta a Messina, ha coinvolto 10 partecipanti e i risultati hanno messo in evidenza che questi giovani denunciano una società che li respinge e che li fa sentire inadeguati. Di conseguenza, la frangia che copre gli occhi, l’abbigliamento di colore nero, l’uso di monili che raffigurano teschi e cuori spezzati, i piercing, eccetera, diventano tutti elementi sia per distinguersi dagli altri, sia per costruirsi una propria identità mediante l’appartenenza ad uno specifico gruppo.

COP_Orientamenti-Pedagogici_1-18Vittorio Luigi Castellazzi … [et al.], Adolescenti in terra di confine: dal vissuto corporeo alla ridefinizione dell’identità. Indagine pilota in un campione di adolescenti mediante il Test del Disegno della Figura Umana e il Test di Rorschach, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 71-92
Negli ultimi decenni, il diffondersi tra gli adolescenti di un disagio emotivo sempre più frequente nelle relazioni affettive ha generato un’attenta riflessione e un fervente dibattito all’interno della psicoanalisi. Ne è emersa una visione del disagio emotivo adolescenziale attuale come il risultato, da un lato, delle trasformazioni dei valori e della cultura della società post-moderna, sempre più orientata al valore della realizzazione di sé, alla libertà e al godimento assoluto e, dall’altro, di una sempre più massiccia eclissi della funzione paterna. Il presente lavoro di ricerca intende esplorare le dinamiche profonde del processo di soggettivazione in un campione di 42 adolescenti non pazienti (21 maschi e 21 femmine) e dimostrare quanto la funzione educativa di limite, incarnata dalla Legge del Padre, sia un fattore decisivo nel favorire il processo di soggettivazione degli adolescenti, e la sua assenza, al contrario, un fattore che rallenta e/o ostacola il processo di ridefinizione dell’identità.

Manuela Zambianchi, Personalità proattiva e prospettiva temporale nei giovani, in Counseling, n.3 (set. 2017) – on line, pp. 1-7
Il costrutto di personalità proattiva designa una disposizione interna stabile a intervenire attivamente nell’ambiente allo scopo di modificare le situazioni insoddisfacenti, a sormontare gli ostacoli e a ricercare sfide. Lo studio ha valutato l’associazione tra la prospettiva temporale e la personalità proattiva in 388 studenti universitari, e il profilo temporale di specifici sottogruppi sulla base del loro livello di tendenza proattiva. I risultati evidenziano una correlazione significativa positiva tra passato positivo, presente edonistico, futuro positivo e personalità proattiva, mentre sono emerse correlazioni negative tra personalità proattiva, passato negativo e futuro negativo. Una cluster analisi ha evidenziato tre specifiche configurazioni temporali, corrispondenti ad altrettanti diversi livelli di personalità proattiva.

9788858127353Stefano Benzoni, Figli fragili, Laterza, Bari, 2017, pp. 143
L’autore compie un percorso fra psichiatria e anti-psichiatria nell’ambito dell’età evolutiva nel tentativo di chiarire i problemi di diagnosi, terapia, ricerca condizionati dai poteri economici presenti in medicina. Considera anche come i rapidi cambiamenti sociali condizionino la prassi della psichiatria creando nei genitori, negli insegnanti, negli operatori socio-sanitari confusione e disorientamento. L’autore conclude auspicando un coinvolgimento delle famiglie, genitori e figli, per condividere percorsi terapeutici con il personale curante.
Collocazione Biblioteca: 17928

Valeria Giordano, Paola Panarese, Stefania Parisi, Rischio, trasgressione, avventura. Esperienza e percezione del limite tra gli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 169
Obiettivo di questo volume è il tentativo di decostruzione degli stereotipi sulle pratiche a rischio, condotto a partire dalla restituzione della parola ai giovanissimi. Un’indagine realizzata presso alcuni Istituti superiori della città di Roma, su un campione di circa 1.200 studenti di età compresa tra i 14 e i 20 anni, costituisce infatti il punto di partenza per il superamento del carattere di “eccezionalità della notizia”, legato alla rappresentazione mediatica dei giochi pericolosi, e suggerisce spunti per nuove e più documentate interpretazioni di questi comportamenti, in apparenza insensati e in realtà rispondenti a specifiche domande di senso. All’analisi delle condotte a rischio più note (balconing, binge drinking, choking game, eyeballing, surfing suicide) la trattazione affianca una valutazione della conoscenza, della percezione, dell’esperienza e delle motivazioni di un’idea di divertimento che presuppone la trasgressione di una norma o il superamento di un limite socialmente imposto.
Collocazione Biblioteca: 17931

Graziella Zizzo, Il tentato suicidio in adolescenza, in Rivista Plexus, n. 18 (2017) – on line, pp. 1-26
L’autrice propone una riflessione sulle caratteristiche del tentativo di suicidio in adolescenza attraverso la narrazione di frammenti di casi clinici seguiti in un Servizio di Neuropsichiatria Infantile, secondo un modello di intervento terapeutico che fa riferimento alle teorie junghiane e che prevede la presa in carico anche della coppia genitoriale e del contesto di vita degli adolescenti che hanno cercato la morte. Questo contributo è stato presentato nel seminario “Rischio suicidario in adolescenza”, organizzato a Palermo dal Laboratorio di Gruppoanalisi il 29 e 30 settembre 2017. Nello stesso numero della rivista troviamo l’articolo di Giovanna Erika Di Cara, Nuove evenienze patologiche in adolescenza e rischio suicidario, in Rivista Plexus, n. 18 (2017) – on line, pp. 1-17

9788865314043_0_0_0_75A cura di Alfredo De Risio … [et al.], Minori e giovani adulti autori di reato. Il complicato intreccio tra salute mentale e contesto penale, Alpes, Roma, 2017, pp. 298
Il volume raccoglie contributi di affermati studiosi e professionisti che, a vario titolo, sono chiamati ad un’assunzione di responsabilità nella diversità dei saperi e dei campi di intervento, in risposta al complesso fenomeno della trasgressione e della devianza giovanile. Il libro, pertanto, è un incontro dialettico e operativo tra la società del diritto e le scienze dell’uomo, volto a offrire degli spunti riflessivi e propositivi dell’agire e dell’essere a quanti operano con gli adolescenti e i giovani adulti autori di reato.
Collocazione Biblioteca: 18153

Maria Chiara Giorda … [et al.], Nuove generazioni e radicalismo violento. Stereotipi e antidoti, Rassegna Italiana di Criminologia, a. 46, n. 4 (2017), pp. 228-303
La rivista è interamente dedicata ad un’analisi interdisciplinare del radicalismo violento di matrice religiosa legato alle giovani generazioni europee con background immigrato. Sono proposti i seguenti contributi: “Nuove generazioni e radicalismo violento. Stereotipi e antidoti” di Maria Chiara Giorda, Antonio Cuciniello, Mariagrazia Santagati; “Dinamiche della auto-radicalizzazione” di Giorgio Gallino, Mara Rotelli; “Oltre la religione. Il reclutamento dei foreign fighter nello Stato islamico (ISIS)” di Corrado De Rosa e Andrea Fiorillo; “Terrorismo, terrorista e funzionamento mentale” di Carmine Munizza, Paolo F. Peloso, Luigi Ferrannini; “Terrorismi vecchi e nuovi” di Francesco Gianfrotta; “La percezione sociale delle vittime del terrorismo” di Luca Guglielminetti; “Il radicalismo estremo in carcere: una ricerca empirica” di Luisa Ravagnani e Carlo Alberto Romano; “I meccanismi di radicalizzazione: giudici e criminologi a confronto” di Guido Travaini … [et al.].

Luca Benvegna, L’autodeterminazione dei corpi femminili nelle culture giovanili, in Pedagogika.it, a. 21, n. 4 (ott.-dic. 2017), pp. 89-93
L’articolo intende affrontare delle interpretazioni sul ruolo femminile nelle culture giovanili e sull’importanza riposta nella sperimentazione di simboli identitari derivanti dalla costruzione sociale del corpo. L’articolo può quindi essere un incipit per lo studio della questione di genere analizzata in una dimensione socio-culturale, analizzando i modelli culturali posti in essere dalle giovani donne in uno scenario globalizzato.

91B9eQ0HscLAlberto Pellai, Barbara Tamborini, L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, De Agostini, Milano, 2017, pp. 254
In questo libro gli autori, un medico psicoterapeuta e una psicopedagogista, tracciano un ritratto della pre-adolescenza e danno indicazioni e strumenti a genitori ed educatori su come affrontare quest’età della vita così particolare. L’inizio coincide approssimativamente con l’entrata nella scuola media ed è un’età di emozioni intense e improvvise, di un cervello in piena evoluzione, che funziona in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Il testo aiuta anche i genitori a guardarsi dentro e capire che tipo di genitori si è e si vorrebbe diventare per essere mamme e papà sufficientemente buoni, capaci di riflettere sui propri errori ed aggiustare il tiro. A completare l’opera si trovano anche proposte di film da vedere per riflettere su adolescenza e pre-adolescenza.
Collocazione Biblioteca: 17946

A cura di Emanuela Confalonieri, La dating violence negli adolescenti e nei giovani adulti: fattori di rischio e di protezione nella ricerca in ambito nazionale e internazionale. Focus monotematico, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2017), vol. 19, pp. 7-68
Questa raccolta di articoli ha per tema la violenza intima messa in atto nei confronti del partner all’interno di una relazione sentimentale, fenomeno che oggi riguarda non solo le coppie adulte, ma anche gli adolescenti e i giovani. L’espressione “dating violence” utilizzata per descrivere tale fenomeno comprende anche le conseguenze dei comportamenti violenti. Questo tema viene trattato anche in Lucia Beltramini, Questo piccolo grande amore. Il fenomeno della violenza di genere nelle giovani coppie, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2017), vol. 17, pp. 17-36

Giusy Manca, “Corpo narrante” degli adolescenti: modalità di auto-rappresentazione per affrontare il proprio debutto sociale, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2017), pp. 635 -652
Gli adolescenti trascorrono molto del loro tempo a curare il proprio corpo, non solo per abbellirlo e per conformarlo ai trend della moda, ma soprattutto per raccontare attraverso il corpo una possibile rappresentazione di se stessi. Mentre costruiscono la loro nuova identità, avviano svariate sperimentazioni per produrre un’immagine di sé capace di narrare tutto il sé e per favorire il debutto sociale. Il proprio corpo è dunque considerato come una “lavagna” su cui scrivere di sé per leggersi ed essere letti. Il corpo diviene narrante, ma non sempre la sua lettura è immediata perché i suoi messaggi sono molto simbolizzati. Comprendere il valore comunicativo delle varie manipolazioni del corpo da parte degli adolescenti è sempre più importante per ogni educatore, per andare oltre le apparenze e decodificarli correttamente.

Matteo Rossi Renier, Anna Lamberti Bocconi, 9788865313886_0_0_0_75Adolescenza e droga. Studio sociologico, neuroscientifico, psicologico e giuridico, Alpes Italia, Roma, 2017, pp. 106
Durante l’adolescenza il cervello non è ancora maturo e, per incapacità di valutare i rischi, è più facile avvicinarsi alle droghe, il cui consumo interferisce strutturalmente sullo sviluppo e sulla funzionalità cerebrale. L’assunzione di sostanze psicoattive nell’adolescenza è un fenomeno preoccupante ed è necessario mettere in atto azioni di contrasto e di prevenzione. Per attuare una prevenzione efficace occorre responsabilizzare gli adolescenti rispetto agli enormi rischi che corrono a livello fisico e psichico facendo uso di droghe. Infine, deve essere data la possibilità a tutti di usufruire di trattamento medico e psicologico. In appendice gli aspetti normativi in tema di sostanze stupefacenti e psicotrope e la classificazione e descrizione di queste stesse sostanze. (si consulti anche la bibliografia sulle dipendenze da sostanze).
Collocazione Biblioteca: 17977

Mauro Carta, Diego Mantello, Adolescenti e disagio psicosociale. Una ricerca-azione nel Comune di Roma, in Psicobiettivo, a. 37, n. 2 (mag.-ago. 2017), pp. 87-104
L’articolo riferisce di una ricerca condotta su alcuni adolescenti con problematiche psicosociali quali comportamenti a rischio, insofferenza alle regole, abbandono scolastico, difficoltà nello sviluppo psico-affettivo. Sono stati utilizzati questionari di auto-somministrazione sia per gli adolescenti che per i loro genitori comparando qualitativamente i dati ed esponendo la narrazione dei casi clinici. È stata osservata una sostanziale concordanza nei dati ottenuti che si presentano utili per l’attività degli operatori.

Maura Manca, L’autolesionismo nell’era digitale, Alpes, Roma, 2017, pp. 182
Il libro è considerato un testo innovativo e una guida importante per comprendere tutte le sfaccettature dell’autolesionismo, per capire come si manifesta e indagare la relazione con i social media e le comunità online. Costituisce un valido aiuto per i genitori alle prese con le condotte autolesive dei figli.
Collocazione Biblioteca: 18152

9788807105296_quarta.jpg.444x698_q100_upscaleEugenio Borgna, Le passioni fragili, Feltrinelli, Milano, 2017, pp. 229
In questo testo l’autore, eminente psichiatra e psicanalista, scrive una riflessione sulle ferite dell’anima che appartengono alla nostra vita e, in particolare, alla nostra crescita. Percorre il tema del dolore, indaga la malattia dell’anima nell’infanzia e nell’adolescenza, s’inoltra nelle fragilità di ogni comunità e cerca di dare una voce al silenzio del cuore. Certo, è necessario distinguere nell’area sconfinata delle depressioni una condizione depressiva, che sarebbe meglio chiamare malinconia, o tristezza vitale, e fa parte della vita di ogni giorno, da quella che ha dimensioni psicopatologiche radicalmente più profonde; benché ci siano depressioni che sconfinano l’una nell’altra. Ma ogni ferita che l’anima sopporta appartiene a pieno titolo alla nostra esperienza e richiede di essere riconosciuta come tale. Questo saggio ci mostra che le passioni fragili devono emergere nella loro realtà tutta umana e che non possiamo fare a meno di riconoscere la loro verità psicologica per accedere alla conoscenza di noi stessi.
Collocazione Biblioteca: 17921

Luigi Zoja, Jung, i neet e gli hikikomori. E se la rinuncia fosse ricerca di individuarsi?, in Animazione Sociale, a. 47, n. 309 (2017), pp. 11-22
L’autore, psicoanalista junghiano, già presidente dell’Associazione Internazionale di Psicologia Analitica, si sofferma sul comportamento di alcuni giovani: gli hikikomori in Estermo Oriente, che vivono ritirati dalla società e i neet in Europa, giovani autoesclusi perché sempre più estranei al circuito economico e sociale. Secondo l’autore, questi comportamenti possono essere compresi utilizzando alcuni concetti di Jung, in particolare quello di individuazione, cioè il distaccamento dai modelli convenzionali per sviluppare il proprio potenziale.

Silvia Vegetti Finzi, Un’adolescente in carriera, in Psicologia contemporanea, n. 262 (lug.-ago. 2017), pp. 10-11
Le adolescenti di oggi appaiono forti, determinate, sicure di sé, organizzate, senza complessi di inferiorità rispetto ai maschi. L’unico rischio, rileva l’autrice, è che nel loro efficientismo sacrifichino il desiderio al successo sociale.

9788891748027_0_0_1313_75Luca Chianura, Vittoria Quondamatteo, Adolescenza e pseudo adolescenza. Nuove emergenze e nuove prospettive, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 155
Questo volume raccoglie riflessioni e pensieri originati dall’esperienza di un variegato gruppo di figure professionali che da anni, in diversi contesti terapeutici e riabilitativi, incontra ragazze e ragazzi il cui percorso evolutivo e autobiografico si è interrotto alle soglie dell’adolescenza o nella prima adolescenza. Questa interruzione si manifesta, il più delle volte, con il clamore dell’urgenza psichiatrica e con una apparente varietà di sintomi e forme di sofferenza fisica e mentale. Il percorso, spesso molto lungo, deve procedere verso la nascita di una libera curiosità per la mente dell’altro e della consapevolezza che dall’altro si possa imparare qualcosa. Vengono descritti alcuni progetti e servizi rivolti a minori all’interno del circuito penale, minori stranieri non accompagnati, minori rom, ecc. Due capitoli sono inoltre dedicati rispettivamente all’arteterapia e alla “sand play therapy” con gli adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 17935

Alberto Pellai, Perché i nostri ragazzi giocano con la morte?, in Famiglia Cristiana – on line, pp. 2
Un ragazzo di 13 anni, a Soverato, è morto sotto i binari di un treno mentre stava facendosi un selfie con altri due amici, che invece si sono salvati. A partire da questo fenomeno, denominato dai giornalisti “selfie estremo”, lo psicoterapeuta Alberto Pellai fa una riflessione sul rapporto che i nostri giovani hanno con l’idea della morte, così poco reale e così tanto immaginata e vissuta virtualmente, perché “dentro un videogioco muoiono tutti, ma in realtà non muore nessuno”. Occorre invece parlare con i nostri figli di questi temi, senza paura, “perché solo se si è stati educati a sentirsi responsabili e rispettosi intorno alla morte, lo si può diventare anche nei confronti della vita”. Questa tematica è anche affrontata in Daniele Doglio, Il gioco della morte. Balene azzurre in Rocca, a. 76, n. 13 (lug. 2017), pp. 27-29

www.mondadoristoreDavid Le Breton, Cambiare pelle. Adolescenti e condotte a rischio, EDB, Roma, 2016, pp. 115
L’autore affronta le condotte a rischio tipiche dell’adolescenza quali le dipendenze, l’autolesionismo, il suicidio o tentato suicidio, i disturbi alimentari, l’aggressività analizzando la sofferenza nascosta che le produce.
Collocazione Biblioteca: 17864

Philippe Jeammet, Comportamenti autodistruttivi in adolescenza, in Psicologia contemporanea, n. 257 (set.- ott. 2016), pp. 28-36
L’autore dell’articolo afferma che i comportamenti autodistruttivi, quali anoressia, ferite e mutilazioni, rappresentano per gli adolescenti un modo per sentirsi padroni della propria vita. I comportamenti autolesivi sono una costruzione subita e si nutrono di delusioni accumulate proporzionali al desiderio sottostante; l’autolesionismo lenisce la sofferenza, come una vera e propria anestesia delle emozioni. Nel contributo che segue, “Nella mente degli adolescenti”, Alberto Oliverio mette in evidenza i risultati di recenti studi in ambito neuroscientifico secondo i quali il comportamento degli adolescenti associato ad una personalità ribelle, non incline al compromesso e nettamente in contrapposizione al mondo degli adulti, sia dovuto a specifici fattori ormonali e maturativi.

Gustavo Zagrebelsky, Senza adulti, Einaudi, Torino, 2016, pp. 99
Il tema di questo saggio è l’annullamento nella società attuale dell’età matura. Tutte le società possono perire, corrompendosi dal loro interno. Come gli organismi, possono de-generare. Per ri-generarsi, occorre mettere fine a qualcosa del passato, occorre saper morire: del tutto, se la degenerazione è inarrestabile; in parte, se è ancora rimediabile. Nel discernimento di ciò che è vivo e ciò che è morto dovrebbe consistere la politica. L’ideologia odierna, secondo l’autore, è l’esatto contrario: la crescita e lo sviluppo che non ostacolano, ma moltiplicano i fattori della degenerazione. Così, al di là di vuoti e ipocriti discorsi a favore dei cosiddetti diritti delle generazioni future, la generazione presente, credendo di salvare se stessa, sta lavorando contro. Come le età della vita si stanno contraendo nella sola giovinezza, così le generazioni corrono il rischio di ridursi a quella presente che opera credendo di potere disporre illimitatamente e immediatamente delle risorse che la terra, ancora per poco, è capace di offrire. G. Zagrebelsky è un giurista, docente universitario, già giudice e presidente della Corte Costituzionale.
Collocazione Biblioteca: 17631

1246A cura di David Le Breton e Daniel Marcelli, Dizionario dell’adolescenza e della giovinezza, LAS, Libreria Ateneo Salesiano, Roma, 2016, pp. 906
Si tratta di un dizionario molto utile per impostare delle ricerche in un vasto repertorio di questioni sociali riguardanti l’adolescenza e la giovinezza. David Le Breton è sociologo, Daniel Marcelli è psichiatra. All’opera hanno collaborato numerosi specialisti di varie discipline per proporre un panorama il più completo possibile delle problematiche di tale periodo della vita dal punto di vista individuale, familiare e sociale.
Collocazione Biblioteca: 17784

A cura di Giuseppina Speltin, L’età giovanile. Disagio e risorse psicosociali, Il Mulino, Bologna, 2016, pp. 312
Adolescenza ed età giovanile presentano sfide e compiti di sviluppo assai peculiari, che comportano risorse cognitive e richieste di adattamento non solo personale, ma anche sociale. Il volume affronta queste tappe evolutive in relazione ai rischi di disagio dal punto di vista delle richieste sia interne (come il cambiamento fisico e la definizione del sé), sia esterne (da parte della scuola, della società, del mondo del lavoro). Sono prese in considerazione le professioni di aiuto psicosociale e vengono proposti strumenti di intervento utili nella gestione delle situazioni di disagio. Giuseppina Speltini insegna Psicologia dell’adolescenza e Psicologia sociale nell’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 17624

Il lavoro con gli adolescenti e i giovani

Paolo Gambini, Emilio Brecciaroli, L’influenza del sostegno degli adulti significativi sulla crescita dei preadolescenti, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 225-248
La ricerca approfondisce l’influenza sui preadolescenti degli adulti significativi, cioè le persone più grandi e diverse dai genitori che i ragazzi dichiarano di avere scelto come riferimento importante. La ricerca è stata realizzata su 373 preadolescenti di due scuole secondarie di primo grado di Roma.

Luigi Campagner, Carlo Arrigone, Un modello di integrazione sociosanitaria innovativa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 4 (autunno 2018), pp. 3-6
L’articolo propone delle esperienze a favore di giovani adolescenti con disturbi di personalità borderline realizzate nei Centri Snodi (comunità educative femminili integrate) nei territori di Agenzia per la tutela della salute (ATS) Insubria e Milano.

51uqQFJhgoL._SX334_BO1,204,203,200_Kristian Caiazza e Michele Gagliardo, Sulle tracce dell’educazione. Persone, contesti, relazioni, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2018, pp. 183
L’essere umano nel suo percorso di crescita è un esploratore che parte alla ricerca di mondi “sconosciuti”. Per questo l’esperienza di chi educa si alimenta del confronto, della tensione verso ciò che non si conosce, dell’andare altrove per poi tornare e riflettere, rielaborare e contestualizzare ciò che si è appreso Il testo è dunque un viaggio nei principali contesti educativi – famiglia, scuola, comunità, politica – fatto di interviste, racconti e analisi. Nella seconda parte del libro si trovano infatti alcune esperienze di educativa di strada in contesti permeati dalla mafia, di doposcuola tra pari e di educazione attraverso il modello economico. L’obiettivo è proporre a chi vive l’esperienza dell’educare strumenti e stimoli per interpretare la realtà in cui opera e promuovere, laddove possibile, condizioni di maggior benessere. Gli autori sono rispettivamente il responsabile del Progetto Giovani del Gruppo Abele e il responsabile nazionale per la formazione dell’associazione Libera.
Collocazione Biblioteca: 18205

A cura di Sonia Moretti, Cira Stefanelli, Rileggere adolescenze e devianze. Fare sicurezza e trattamento negli Istituti Penali e nei Servizi minorili, Alpes, Roma 2018, pp. 256
Il libro affronta il tema della devianza in età adolescenziale sotto diversi aspetti: l’educazione, la sicurezza, il contributo della psicoanalisi, l’immigrazione, la tossicodipendenza, il branco antisociale, il ruolo della Polizia Penitenziaria, la legislazione, la collaborazione tra diverse figure professionali. L’intento è quello di restituire l’importanza del saper entrare in relazione con quei minori arrivati all’incontro con la Giustizia minorile, di offrire quindi un contributo a tutte le professionalità che lavorano con adolescenti problematici.
Collocazione Biblioteca: 18158

A cura di Annamaria Mandese, Alfredo De Risio, Giacomo Salvanelli, «Baby gang»: come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti e istituzioni, Alpes, Roma, 2018, pp. 166
La finalità di questo lavoro è quella di ribaltare la logica repressiva ed emarginante imperante nella cultura italiana, nella convinzione che il migliore metodo per contenere l’entità di un problema è conoscerlo per prevenirlo. Il fenomeno delle baby gang, sempre più frequente come fatto di cronaca nera, viene analizzato da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e geodetico fornendo indicazioni, anche pratiche, per la sua prevenzione. Non è permessa la fotocopiatura. Si veda anche l’articolo di Giovanni Zoppoli, Delinquenza giovanile. Quella baby gang che ho nel cervello, in gli asini, a. 6, n. 49 (mar. 2018), pp. 68-72
Collocazione Biblioteca: 18194

A cura di Andrea Marchesi, Michele Marmo, Cose da Cose-da-fare-con-i-giovanifare con i giovani. Parole chiave tra comprendere e intraprendere, in Animazione Sociale, supplemento al n. 321 (2018), pp. 320
Il volume, rivolto agli operatori sociali che lavorano con i giovani in vari ambiti, è una raccolta di articoli apparsi nella rivista “Animazione sociale”. Si propone di aiutare gli operatori a “comprendere ciò che sta già accadendo, qui e ora, nelle esperienze di chi sta provando ad aprirsi un varco nel futuro, nonostante l’incertezza di una crisi senza fine”. Non si tratta dunque di considerare i giovani oggetto di studio, ma di riflettere sui metodi, sul che fare e come fare, provando ad aprire prospettive di azione nella realtà. Tra gli autori degli articoli troviamo, oltre a molti operatori del privato sociale, Kristian Caiazza del Gruppo Abele, Michele Gagliardo di Libera Formazione, Mario Pollo, esperto di animazione socio-culturale, Vincenza Pellegrino e Ivo Lizzola, docenti universitari.

A cura di Franco Santamaria, Stare con ragazze e ragazzi in difficoltà. La via educativa nei territori, in Animazione Sociale, Supplemento al n. 315 (2018), pp. 5-256
Questo testo della collana Matite raccoglie articoli apparsi negli ultimi anni sulla rivista Animazione sociale sul tema dell’educazione dei ragazzi in difficoltà. Nell’introduzione si analizzano i ragazzi in difficoltà oggi e le loro problematiche; segue una prima parte, “Chiavi di lettura”, sui servizi socio-educativi nei territori. La seconda parte è intitolata “Luoghi dell’agire” e presenta esperienze fatte sul contrasto alla dispersione scolastica, con famiglie in difficoltà, con minori stranieri non accompagnati. Le parti successive sono intitolate “Processi di trasformazione” e “Possibilità di futuro” e sono dedicate a proposte di intervento.

Manuela Guardiani, Educazione alla prosocialità: impatto sulla maturazione dei giovani, problemi aperti e potenziali soluzioni, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 133-144
Negli ultimi tempi l’esacerbarsi dell’individualismo sociale ha portato a un incremento dei comportamenti devianti dei giovani, mettendo in evidenza l’importanza dell’insegnamento della responsabilità sociale in ambito scolastico. Ciò può essere realizzato mediante la pedagogia del “service learning” che combina attività di servizio solidale e attività riflessive, metodo diffuso nel mondo, ma scarsamente conosciuto in Italia. Questo lavoro si inserisce in un progetto più vasto, volto a monitorare gli approcci all’insegnamento della prosocialità nel nostro Paese, valutando la relazione tra programmi di “service learning” e sviluppo del senso di responsabilità sociale negli studenti. Il progetto ha anche sondato il mondo valoriale dei giovani e raccolto impressioni e suggerimenti per il miglioramento di un programma scolastico di attività di servizio sociale attraverso colloqui con gli studenti stessi, comparando le esperienze degli studenti italiani e di quelli di un liceo internazionale.

CatturaSabrina Anzillotti, Giuseppe Faro, Carola Morè, Lo specchio velato. La ricerca del Ser.D. di Orbassano sul fenomeno della complessità socio-sanitaria adolescenziale, in Mission, a. 14, n. 49 (gen. 2018), pp. 51-55
L’articolo si sviluppa intorno ad un fenomeno osservato presso il Ser.D di Orbassano ma che riguarda tutti i servizi che accolgono adolescenti multiproblematici. Gli autori evidenziano un forte aumento delle situazioni con problematiche sanitarie croniche di medio-bassa gravità associate a criticità sociali per le quali non esistono percorsi di valutazione integrata e risposte domiciliari o residenziali adeguate. Tale scenario diviene ancora più complesso e complicato quando i protagonisti del circuito socio-assistenziale sono adolescenti multiproblematici. Gli autori hanno realizzato una ricerca con l’obiettivo di analizzare come l’essere portatori di complessità socio-sanitaria influisca sugli adolescenti, i quali, a causa della gravità delle problematiche che presentano, sono “presi in carico” da più servizi (specialistici e del territorio) contemporaneamente. La ricerca ha preso in esame 25 casi di adolescenti in carico al Servizio per le Dipendenze di Orbassano dal 2008 al 2016. Nell’articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

Alberto Arnaudo … [et al.], Cantiere adolescenti. Un progetto di lavoro integrato tra servizi sanitari e sociali per l’intercettamento precoce e la presa in carico di adolescenti a rischio, in Dal fare al dire, a. 27, n.1 (2018), pp. 19-26
L’articolo descrive il progetto “Cantiere adolescenti” attivato dall’asl CN1 di Mondovì -Cuneo dal 2015 per l’individuazione precoce e la presa in carico degli adolescenti in difficoltà. Il progetto, nato dalla collaborazione di tre diversi dipartimenti (Salute Mentale, Dipendenze e Neuropsichiatria infantile), prevede le seguenti azioni: servizi educativi e di comunità del territorio (centri di aggregazione, educativa di strada, progetti adolescenti e giovani…); spazio di ascolto adolescenti; spazio di filtro diagnostico; ricoveri ospedalieri e UMVD (Unità Multidisciplinari Valutazione Disabilità). Il progetto prevede anche momenti formativi comuni a tutti gli operatori.

Alessandro Tolomelli … [et al.], Pratica teatrale interculturale, in Educazione interculturale, n. 2 (nov. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-138
Questo numero della rivista è incentrato sull’attività educativa teatrale in una prospettiva interculturale. Negli articoli di questo numero vengono indicate alcune pratiche e alcuni pensieri che illustrano come il teatro possa rappresentare una soglia extra-ordinaria, uno sconfinamento dentro la tessitura della vita quotidiana, il luogo proprio dove può darsi l’essere-in-comune, dove l’eventualità della comunità diventa attualità. In questo senso si riscontra un’analogia strutturale fra il teatro e la pedagogia interculturale. Tra le esperienze qui presentate e attuate con bambini e adolescenti in diverse parti del mondo, troviamo laboratori di teatro orientale, psicodramma moreniano e teatro dell’oppresso.

copertina-n.-313_piccola-320x448Carlo Andorlini… [et al.], Spunti per una pedagogia dell’impegno fra i giovani. Parole chiave per lavorare con i giovani/7, in Animazione Sociale, a. 43, n. 313 (2017), pp. 33-76
La monografia comprende i seguenti articoli: 1) Giovani al tempo della sharing economy, di Carlo Andorlini e Nicola Basile; 2) Giovani che fanno il loro futuro dando futuro al loro paese, intervista a Maria Ramella, a cura di Carlo Andorlini e Nicola Basile; 3) Non è una scuola quella dove non c’è utopia al lavoro, di Marco Lo Giudice e Riccardo Nardelli; 4) Giovani alla ricerca sperimentale di utopia, qui e ora, di Andrea Marchesi.

A cura di Maria Clotilde Gislon e Valentina Franch, La psicoterapia breve in adolescenza. Un modello integrato, Mimesis Edizioni, Milano, 2017, pp. 214
Nella prima parte il libro ha l’obiettivo di presentare un processo di valutazione del disagio adolescenziale: le cause, le risorse, le potenzialità e le capacità di resilienza individuali e ambientali. Nella seconda parte si propone di descrivere il modello di Psicoterapia Breve Focale Integrata di cui vengono presentati gli elementi costitutivi: lo schema teorico di riferimento, il processo diagnostico e l’intervento terapeutico con particolare attenzione alla ricerca sulla resilienza. Sono presentati numerosi casi clinici. Le autrici sono psicoterapeute e docenti presso la Scuola di Psicoterapia Breve Integrata di ISeRDiP. Collocazione Biblioteca: 18199

A cura di Fabio Vanni, Come out. Intercettare, orientare ed includere adolescenti difficili nel processo di cura, Regione Emilia Romagna, Bologna, 2017, pp. 201
Nel 2013 in Emilia Romagna, con deliberazione n. 590, sono state approvate le ‘Linee di indirizzo sulla promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza’ che sviluppano in modo diffuso gli interventi di promozione e prevenzione nei vari contesti di vita degli adolescenti, con attenzione agli adulti di riferimento ed al passaggio alla maggiore età. Tra gli interventi sulla cornice concettuale del progetto segnaliamo quello di Gustavo Pietropolli Charmet. Altre risorse on line sul progetto possono essere reperite al link della Regione Emilia.
Collocazione Biblioteca: 17941

Copertina-UnderA cura di Danilo Chirico e Marco Carta, Under. Giovani, mafie, periferie. Un dossier dell’Associazione daSud con il contributo della Fondazione con il Sud, Giulio Perrone, Roma, 2017, pp. 263
Questo libro è un dossier realizzato in modo collettivo dall’Associazione antimafie daSud e racconta, anche attraverso l’analisi di storie di vita, il mondo dei baby criminali, giovani che provengono in gran parte dalle periferie delle città del sud e da situazioni di povertà ed emarginazione, ma anche dalla media borghesia. L’intento è quello di osservare il contesto sociale, sistematizzare le informazioni, leggere e offrire spunti di riflessione sulla vita di questi giovani a scuola, in famiglia, nei quartieri e nelle carceri. Il legame tra il mondo dei giovani e il sistema mafioso è di grande attualità e gli autori intendono proporre un valido strumento per contrastare questo fenomeno.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.450

A cura di Giulia Ruta e Mario Schermi, Educare nel tempo dell’estraneità. Il lavoro educativo nelle urgenze della crescita contemporanea, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 187
Il libro intende rilanciare gli spunti di riflessione elaborati in occasione della prima edizione del CantierEducare, tenutosi a Parma nell’ottobre 2015, un evento dedicato alle questioni educative e alle loro pratiche. L’educare nella società attuale è caratterizzato da complessità notevoli e rapidi cambiamenti. I diversi capitoli del volume affrontano diverse realtà come il carcere, la scuola, i luoghi di lavoro, la multiculturalità, i problemi di incomunicabilità, la struttura sociale urbana, i mezzi di comunicazione, la capacità di ascolto, i problemi dei minori, le capacità di apprendere. Fra gli altri segnaliamo l’intervento di Luigi Ciotti “Il noi, al di qua dell’estraneità”.
Collocazione Biblioteca: 17939

A cura di Alessandra Sala, Ascoltare ragazzi e genitori: la consulenza psicologica breve di sportello, Mimesis, Milano, 2017, pp. 186
Il libro affronta il tema delle consulenze psicologiche brevi, in particolare degli sportelli d’ascolto. Vengono proposte alcune considerazioni teoriche per poi passare ad esemplificazione pratiche rivolte a famiglie, a figli minorenni, a genitori, anche in ambito scolastico tramite la relazione di casi clinici.
Collocazione Biblioteca: 17866

downloadIrene Biemmi, Silvia Leonelli, Gabbie di genere. Retaggi sessisti e scelte formative, Rosenberg e Sellier, Torino, 2017, pp. 206
Femmine e maschi frequentano la scuola insieme fino dai primi anni di vita, ma durante il percorso le loro strade tendono a separarsi, come se seguissero dei bivi obbligati che indirizzano le prime verso ambiti di tipo umanistico e i secondi verso percorsi di tipo tecnologico-scientifico. Talvolta si osserva il fenomeno contrario. La ricerca descritta nel libro presenta le storie di giovani donne e giovani uomini che operano decisioni anticonformiste. Le riflessioni educative proposte mirano a decostruire le gabbie culturali, ma ambiscono anche a delineare nuove piste per orientarsi fuori dalle gabbie di genere. Irene Biemmi è docente di Pedagogia sociale presso l’Università di Firenze. Silvia Leonelli è ricercatrice in Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 18183

A cura di Claudio Bencivenga, Alessandro Uselli, Adolescenti e comunità terapeutiche tra trasformazioni e nuove forme di malessere. Contributi clinici, ricerche e pareri a confronto, Alpes, Roma, 2016, pp. 203
Il tema del libro è la cura dell’adolescente attraverso la comunità terapeutica. I curatori hanno raccolto esperienze, testimonianze, teorie e dati sperimentali per presentare la cornice della comunità terapeutica a chi non la conosce. La prima sezione del volume raccoglie i contributi di clinici e ricercatori che esprimono il loro punto di vista sull’attualità della psicopatologia dell’adolescente e delle Comunità per adolescenti. La seconda sezione del libro, intitolata “Conversazioni”, contiene la trascrizione degli incontri con quattro grandi psicoanalisti: Gustavo Pietropolli Charmet, Umberto Galimberti, Massimo Recalcati e Philippe Jeammet.
Collocazione Biblioteca: 18154

A cura di Stefano De Martin, Lessico generazionale. Adulti che si occupano di giovani, Piagge, Firenze, 2017, pp. 240
Questo libro comincia dalla copertina, dove un’immagine appesa malamente con un chiodino e pasticciata, suggerisce l’idea di precarietà e mostra, tra altre, la foto di Giulio Regeni, per segnalare la vicinanza al movimento che chiede verità sulla sua tragica fine. Il testo è composto da venti contributi raccolti in vario modo (focus group, interviste individuali, testi scritti per l’occasione), riflessioni di persone impegnate professionalmente in ambiti transitati da giovani (la scuola e i luoghi della formazione, la città con le sue periferie e gli spazi di socializzazione, i coworking e gli spazi dei nuovi lavori, i centri di accoglienza e i campi nomadi). Il libro diventa terreno di incroci e scambi di esperienze, parole, riflessioni; un campo aperto dove si viene assaliti da un lessico preciso, dove l’attenzione è tutta sugli adulti che predispongono setting di ascolto, animazione, educazione, accompagnamento, formazione, divertimento, espressione artistica.
Collocazione Biblioteca: 17746

9788859012054_0_0_1401_80Franca Bonato, Emozioni sulla scena. Educazione emotiva e teatro, Erickson, Trento, 2016, pp. 181
L’autrice, regista e autrice teatrale, esperta nell’uso del teatro in contesti formativi, educativi e sociali, in questo libro offre spunti di itinerari didattici e percorsi formativi basati sul teatro per educare all’emotività, come indicano i titoli dei capitoli del volume: le emozioni; gioco e creatività; verso una pedagogia delle emozioni; il teatro educativo: una nuova pedagogia; la lezione di teatro educativo; proposte di itinerari didattici. Collocazione Biblioteca: 17781

C’era una volta un sogno, Ragazzi speciali in mare per cinque giorni, in Sempre, a. 39, n. 9 (set. 2016), pp. 28-31
Il progetto “Nave Italia”, promosso dalla Fondazione Tender To Nave Italia onlus, dà la possibilità a gruppi di persone con disabilità fisica, malattia mentale e/o disagio sociale, di fare un’esperienza educativa molto singolare a bordo di un brigantino. L’articolo descrive l’esperienza promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, una sfida educativa fatta di lavoro, formazione e convivenza per un gruppo di adolescenti ospiti dei centri diurni e per un ragazzo autistico.

Massimiliano Anzivino, Lauro Menozzi, Al lavoro con giovani senza lavoro. Territori che si sperimentano nel contrastare insieme la disoccupazione giovanile, in Animazione Sociale, a. 46, n. 303 (set.-ott. 2016), pp. 78-87
Nell’articolo si racconta l’esperienza tuttora in corso in un piccolo comune della Bassa reggiana per contrastare la disoccupazione giovanile, attraverso un approccio sperimentale basato sulla ricerca-azione e sulla collaborazione tra territori a livello politico, imprenditoriale e formativo.

A cura di Paola Schiavi, Adulti e adolescenti: dove incontrarsi?, in Animazione Sociale, a. 46, n. 301 (mag.-giu. 2016), pp. 3-10
In questa intervista Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta esperto delle tematiche dell’adolescenza, afferma che spesso si sente dire che gli adolescenti di oggi non hanno più bisogno degli adulti. A dimostrarlo è il disinteresse in classe, la disaffezione verso le proposte degli adulti, la crisi che oggi vivono gli spazi oratoriali, lo scoutismo, i centri di aggregazione, etc. In realtà gli adolescenti stanno cercando gli adulti competenti che li aiutino a crescere, perché hanno l’impressione che sia molto faticoso e che sarebbe bello se chi è già passato di là svelasse loro qualche segreto.

1265Andrea Zampetti, La strada educativa. Un approccio sistemico al lavoro educativo di strada, Las, Roma, 2016, pp. 324
La strada, oggi, appare come una grande opportunità che viene valorizzata come uno spazio di protagonismo sociale per riscoprire i valori dell’appartenenza e della comunità. La strada però è anche luogo che rivela il profondo disagio e il rischio di emarginazione. Non è luogo di transito, di passaggio, di incontro, di condivisione, di reciprocità e solidarietà, ma una “casa” senza ponti né protezioni, luogo di sfruttamento e di accumulo di “scarti”. Questa situazione può riguardare soggetti diversi, che hanno estremo bisogno di essere aiutati per un recupero di dignità, di speranza e di reintegrazione sociale. L’autore è docente della facoltà di Scienze dell’Educazione. Si veda anche l’articolo di Roberto Camarlinghi, Un pomeriggio con l’educativa di strada. Tra le case popolari di Barriera di Milano, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (2016), pp. 109-110

Fulvio Poletti, La peer education in una prospettiva pedagogica, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (2016), pp. 188-210
La peer education negli ultimi anni è risultata molto promettente come metodo di prevenzione dei comportamenti a rischio tra i giovani, tanto da suscitare talvolta attese miracolistiche da parte di genitori, educatori e delle autorità politiche e scolastiche. Questo articolo si propone di collocare questa metodologia in un orizzonte di senso storico-pedagogico, rintracciando nella storia della pedagogia e del pensiero educativo quegli autori e quegli spunti educativi che possono fungere da sostegno teorico e metodologico alla peer education. L’articolo si conclude con un’esperienza di applicazione effettiva di questo metodo in un preciso contesto scolastico della Svizzera italiana, nell’ambito di un progetto europeo realizzato con partner italiani e francesi

Le politiche giovanili

Filippo Giordano, I tirocini di inclusione sociale. Le novità introdotte dal Ministero del Lavoro per l’avvio, nel mondo dell’occupazione, di persone beneficiarie del ReI, in Qualità Sociale, a. 22, n. 50 (ott. 2018), pp. 83-88
Nell’articolo vengono esposte numerose informazioni riguardanti il reddito di inclusione con particolare riguardo all’inserimento lavorativo (Progetto Giovani) e al tirocinio di inclusione sociale. Filippo Giordano è esperto in consulenza del lavoro

Marco Rossi Doria, Battere la “disperanza“, in Il Mulino, a. 67, n. 4 (2018), pp. 620-628
L’autore propone alcune riflessioni a partire da un caso di cronaca, gli episodi di violenza gratuita compiuti da ragazzi tra i 12 e i 16 anni contro altri ragazzi a Napoli alla fine del 2017. L’autore si interroga sull’origine di questo fenomeno e sostiene che il compito della Repubblica è anche di sostenere tutte quelle realtà, come una scuola accogliente e rigorosa, una formazione professionale seria, progetti di sviluppo locale, che riducono i pesanti condizionamenti nei quali alcuni ragazzi si trovano a dover vivere.

937-camilletti-cover-595Elena Camilletti, Realizing an Enabling Environment for Adolescent Well-being: An inventory of laws and policies for adolescents in South Asia, Unicef, Firenze, 2018, pp. 69
Questo documento fa il punto sulle leggi e le politiche per gli adolescenti negli otto paesi dell’Asia meridionale: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka. Questi paesi presentano una ricca diversità di istituzioni culturali, storiche, politiche, sociali ed economiche, che si riflettono nei loro quadri giuridici e sulle politiche nazionali per gli adolescenti. Vengono messe in luce le somiglianze e le differenze tra i paesi dell’Asia meridionale per quanto riguarda l’applicazione del diritto internazionale dei diritti umani nei loro quadri normativi nazionali.

Greta Persico, Cristiana Ottaviano, Vivere insieme come risposta ai bisogni abitativi di giovani donne con e senza disabilità, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2018), pp. 155-169
L’articolo riferisce di una ricerca volta ad analizzare strategie innovative in risposta ai bisogni abitativi di giovani adulti/e con disabilità, con l’intento di mettere in discussione i principali strumenti di policy pensati per la residenzialità di persone con disabilità, offrendo possibili alternative analizzate alla luce della letteratura esistente e radicate nell’esperienza concreta.

Serena Quarta, Stefania Ruggeri, I Giovani Neet in Italia: quali politiche innovative per il contrasto e la prevenzione del fenomeno, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (ago. 2017), pp. 315-331
La letteratura internazionale ha consentito negli ultimi anni di conoscere a fondo il fenomeno dei giovani Neet e di mostrare le numerose sfumature che esso assume se rapportato alla struttura sociale e alle condizioni socio-economiche della società di riferimento. Nel presente articolo gli autori analizzano il fenomeno in Italia e provano a individuare nuove strategie di intervento in grado di prevenire il fenomeno e stimolare soluzioni che portino alla riqualificazione delle nuove generazioni e a scardinare pregiudizi e luoghi comuni fuorvianti.

Kristian Caiazza, Michele Gagliardo, Poter dare una copertina-n.-311mano al futuro di tutti. Giovani che crescono lavorando allo sviluppo locale, in Animazione Sociale, a. 47, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 23-32
Gli autori, operatori sociali che al Gruppo Abele si occupano di giovani e cittadinanza, ritengono che la crisi più profonda di oggi sia relativa al senso di futuro. Una crisi che coinvolge gli adulti non meno che le nuove generazioni, per le quali è distruttivo sentire di non poter dare una mano al futuro delle società a cui appartengono. Eppure l’orizzonte non è chiuso neanche oggi; è possibile nutrire aspirazioni e partecipare alla costruzione di trame di futuro. Per coglierle occorre uscire dai pensieri massimalisti o minimalisti, immergersi nel quotidiano, vivere il proprio territorio, dove prendono forma, più di quanto si creda, esperimenti che già fanno parte del futuro.

Pietro Fantozzi … [et al.], Bisogni e politiche sociali nel Mezzogiorno. Nuovi fermenti in un contesto avverso, in Politiche Sociali, a. 4, n, 2 (mag.-ago. 2017), pp. 211-385
Il numero speciale della presente rivista è nato per verificare le prospettive del welfare state, del welfare locale e comunitario in territori difficili come quelli del Mezzogiorno d’Italia. L’intento degli autori è descrivere esperienze di produzione di benessere, che, nonostante la precarietà dei contesti, sono riuscite a dare risposte a bisogni sociali importanti. In alcuni casi, anche per capire se emergono delle best practices, per conoscere meglio gli attori che si mobilitano e qual è la dimensione politica di questo welfare. Si segnala in particolare: Emmanuel Jovelin; “Il programma di Garanzia Giovani: tra ri-centralizzazione e specificità meridionale” di Maurizio Cerruto e Manuel Marocco; “Le politiche del lavoro e i servizi per l’impiego: eredità passate e opportunità di innovazione” di Maurizio Avola, Laura Azzolina, Marco Cuttone; “La negoziazione delle politiche sociali e del lavoro in Calabria” di Maria Mirabelli, Vincenzo Fortunato; “Social investment e Mezzogiorno: il caso della Puglia” di Lucia Ferrara … [et al].

Anna Pileri, Banlieues, come i giovani possono uscire dalla trappola?, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 50-53
Le periferie delle città francesi sono diventate luoghi di segregazione dai molteplici aspetti, economici, culturali e politici, soprattutto per i giovani, non solo immigrati, che non trovano opportunità di lavoro e sono facile preda di varie forme di violenza e criminalità. La prospettiva con cui affrontare tale problematica è da ricercare in un “risveglio interculturale” che abbia anche valenze pedagogiche. Anna Pileri è ricercatrice presso l’Università di Bologna.

DS_412_L204Sylvain Bordiec, Diversité limitée. Jeunesses populaires et éducation à la citoyenneté dans les quartiers de la “Politique de la ville”, in Déviance et Société, n. 2 (giu. 2017), vol. 41, pp. 273-304
Questo articolo si fonda sui contributi di un’indagine sociologica condotta in un quartiere parigino inserito nella geografia prioritaria della politica della città. Le operazioni di educazione alla cittadinanza messe in atto in questo contesto rivelano che ciò costituisce per la gioventù locale allo stesso tempo una forza di riconoscimento e una forza di negazione della “sua” diversità. Si osservano le interazioni che si creano durante le operazioni fra i partecipanti e le associazioni pubbliche, i funzionari e i poliziotti. Queste osservazioni mostrano che l’attuale contraddizione è collegata alla coesistenza della diversità come insieme di caratteristiche e di pratiche sociali differenziate confermate e rinforzate dalle associazioni – la “diversità sociale” – e della diversità come politica tematica mobilitata e modellata dalle autorità locali – la “diversità politica”. In base al luogo di residenza e al colore della pelle, la “diversità politica” colloca questi giovani dei ceti popolari in un raggruppamento “negativo”.

Nicola Basile, Giuseppe Imbrogno, Giovani attivi nelle piattaforme sociali abilitanti. L’apprendimento istituente dei giovani nel partecipare al governo del territorio, in Animazione Sociale, a. 47, n. 307 (feb. 2017), pp. 69-79
Nei luoghi di discussione, ideazione e decisione è vitale la presenza dei giovani affinché maturino a loro volta una competenza istituente. Diversamente, si corre il rischio che si rompa il rapporto tra giovani e istituzioni e che imploda la generatività dell’intera società. In questa prospettiva sono oggi importanti quei percorsi in cui i giovani si abilitano a partecipare alla vita comunitaria in una logica di bene comune.

Alessandro Pirani, Districarsi nel dar corpo a un progetto giovani. “Scotch”: meta ragionamento per orientarsi in percorsi di co-progettazione, in Animazione Sociale, n. 308 (2017), vol. 47, pp. 86-91
Nell’ambito della pianificazione di politiche giovanili, l’autore propone una forma di progettazione dialogica, partecipata, sociale: un cammino da inventare strada facendo, avendo sufficientemente chiara una mappa e un “meta ragionamento”, che permettano di fare spazio e dare ordine a un lavoro creativo capace di apprendere dal suo evolversi. Secondo l’autore, l’acronimo SCOTCH (Self, Contradiction, Openness, Tinkering, Capabilities, Hacking) è prima di tutto un esercizio per ragionare sul processo di produzione delle politiche che vogliono dar corpo a un progetto.

Cattura hhLeopoldo Grosso, Politiche serie e qualche grammo di buonsenso, in Huffington Post, pp. 1
In questo articolo Leopoldo Grosso, psicologo e psicoterapeuta del Gruppo Abele, commenta il suicidio di un adolescente di Lavagna, avvenuto durante una perquisizione in casa compiuta dalle forze dell’ordine che cercavano derivati della cannabis. L’autore sottolinea il ruolo importante della famiglia e della scuola nell’affrontare il delicato tema dell’uso di sostanze in adolescenza e auspica un cambiamento nelle politiche di contrasto al narcotraffico e alla dipendenza. Si contesta infatti la convinzione di poter scoraggiare il consumo di sostanze stupefacenti non con la prevenzione e l’educazione, ma con gli interventi esemplari delle forse dell’ordine.

A cura di Carlotta Bellomi … [et al.], Diverse lingue stessi diritti. Gli articoli della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in sei lingue, in Save the Children Italia Onlus, Roma, 2016, pp. 48
La pubblicazione contiene gli articoli della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza tradotti in sei lingue: italiano, francese, spagnolo, arabo, inglese, cinese. Inoltre, contiene una sintesi (in italiano) di alcuni percorsi svolti da Save the Children all’interno del programma Fuoriclasse nelle scuole di Bari, Milano, Napoli, Scalea e Torino, con l’obiettivo di condividere alcune delle buone pratiche sperimentate sul campo e offrire sostegni didattici per favorire l’inclusione di tutti i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole italiane.

Paolo Roberto Graziano … [et al.], Le politiche per l’occupazione giovanile in Europa, in Politiche Sociali, a. 3, n. 2 (mag.-ago 2016), pp. 219-310
Questo focus monografico raccoglie i seguenti contributi: “Youth unemployment policies: beyond school-to-work transition policies”, di P. R. Graziano, P. Vesan; “Plus ca change…? Innovation and continuity in UK employment policy during the Great Recession”, di A. Tassinari, K. Hadjivassiliou, S. Swift; “NEETs. Can the Dutch meet their needs?”, di S. Bekker, S. Klosse; “Per uno schema europeo di sostegno alle transizioni attive: prime riflessioni a partire dalle politiche per l’occupazione giovanile in Italia”, di P. Vesan; “Le prospettive occupazionali dei giovani al termine dei percorsi di istruzione e formazione in Italia e in Europa alla luce dell’indicatore europeo sulla transizione scuola-lavoro”, di R. Cascioli.

Filmografia

StampaFrancesca Archibugi, Gli sdraiati, Italia, 2017, 120′
Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti che si scontrano all’interno di un appartamento a Milano. Giorgio è un giornalista di successo, celebre volto di un programma televisivo, stimato da colleghi e circondato da amici. Solo la sua ex moglie non gli rivolge parola e suo figlio si limita a farlo il minimo indispensabile. Tito, d’altronde, è un adolescente e in quanto tale è mosso da un insieme di emozioni complesse che non si preoccupa di articolare o esprimere, soprattutto a suo padre. È pigro come solo un adolescente può essere. Giorgio fa il possibile per cercare di capirlo. Il suo sogno è portarlo sul Colle della Nasca, per la vendemmia, ma lui non ne vuole sapere. Tito si sente soffocato dalle attenzioni di suo padre e preferisce passare tutto il giorno con il suo gruppo di amici, mangiando, parlando di niente e giocando ai videogiochi. Finché un giorno, senza preavviso, comunica a suo padre che l’avrebbe raggiunto in Liguria per la vendemmia. Dopo una serie di incidenti e malintesi, alla fine, in qualche modo padre e figlio troveranno il modo di comunicare… o almeno ci proveranno. Liberamente ispirato al ‘romanzo’ omonimo di Michele Serra, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione ‘stesa sul divano’.
Collocazione Biblioteca: 03D48

Jonas Carpignano, A Ciambra, Italia, Brasile, Francia, Germania, 2017, 120′
Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia. Osservato con uno sguardo lucido ed esterno, A Ciambra si presenta come un efficace e partecipe ritratto di un mondo che molti preferiscono non conoscere e disprezzare.
Collocazione Biblioteca: 03D53

locandinaEric Lartigau, La famiglia Bélier, Francia, 2015, 100′
Paula Bélier ha sedici anni e da altrettanti è interprete e voce della sua famiglia. Perché i Bélier, agricoltori della Normandia, sono sordomuti. Paula, che intende e parla, è il loro ponte col mondo: il medico, il veterinario, il sindaco e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre a scuola di avere una voce per andare lontano. Incoraggiata dal suo professore di musica, si iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Indecisa sul da farsi, restare con la sua famiglia o seguire la sua vocazione, Paula cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento esagerato e una famiglia (ir)ragionevole, niente è davvero perduto. La famiglia Bélier svolge una storia ben ordita in cui ciascun personaggio gioca la sua parte con effetto e sincerità, senza mai sconfinare nel pathos. Precipitando lo spettatore nel mondo ‘smorzato’ dei malentendants, Lartigau elude lo sguardo (fastidioso) dei ‘normali’ sui disabili, mettendo in scena una famiglia che quella difficoltà ha imparato a gestirla, intorno a quella difficoltà è cresciuta e su quella difficoltà si è impratichita, sentendo ogni movimento della vita. La famiglia Bélier non emoziona perché è differente, ma al contrario perché è universale, si agita, si rimprovera e fa pace come tutte le famiglie del mondo. Collocazione Biblioteca: 03D09

Richard Linklater, Boyhood, USA, 2014, 163′
Girato in soli 39 giorni, ma in un arco di tempo di ben 12 anni (tra il 2002 e il 2013), Boyhood è un’esperienza cinematografica assolutamente innovativa che ci fa immergere in un modo unico, nella vita ordinaria di una famiglia ordinaria. Il protagonista è Mason (Ellar Coltrane), che insieme con la sorella Samantha, intraprenderà un viaggio emozionante e trascendente attraverso gli anni che vanno dall’infanzia all’età adulta. Sua madre e suo padre (Patricia Arquette e Ethan Hawke), da tempo separati, dovranno invece confrontarsi con le difficoltà dell’essere genitori in un contesto in continua evoluzione. Molto più di un particolare esperimento cinematografico (realizzare un lungometraggio lungo più di una decade, riunendo ogni anno il cast per girare alcune scene e vederli così invecchiare realmente), Boyhood è un grandissimo affresco sull’essere ragazzi americani oggi, partendo dalle radici, dalla formazione individuale, un racconto fondato quasi tutto sul concetto di famiglia, non tanto come nucleo ma come elemento centrale nella “boyhood”, l’età tra gli 8 e i 20 anni. C’è un paese intero e il suo spirito, per come è vivo oggi nella storia – per nulla clamorosa – di Mason.
Collocazione Biblioteca: 02D46

Locandina-283x400Xavier Dolan, Mommy, Francia, Canada, 2014, 140′
Xavier Dolan è un giovanissimo regista già alla sua quinta esperienza. I suoi film riguardano sempre rapporti difficili, specialmente tra madre e figlio. Mommy è un film impegnativo e inquietante che costituisce una riflessione sulla malattia mentale, sulla sua difficoltà di cura e sulla problematicità del conviverci. Diane, una madre vedova che aveva messo il figlio in una comunità di recupero, deve andarlo a riprendere perché espulso dopo l’ennesimo episodio di violenza. Il film descrive la relazione madre-figlio e le difficoltà di allevare da sola un adolescente problematico, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit di attenzione (ADHD). I due sembrano trovare speranza nell’incontro con una vicina, un’insegnante balbuziente dal passato misterioso che si offre di aiutare Steve, ma purtroppo la serenità raggiunta durerà poco.
Collocazione Biblioteca: 03D15

Ivano De Matteo, I nostri ragazzi, Italia, 2014, 90′
Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita (uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato), e le loro rispettive mogli, perennemente ostili l’una all’altra, si incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso, per rispettare una tradizione. Parlano di nulla: alici alla colatura con ricotta e caponatina di verdure, l’ultimo film francese uscito in sala, l’aroma fruttato di un vino bianco, il politico corrotto di turno. Una sera una telecamera di sicurezza riprende (senza che se ne possa ricostruire l’identità) l’aggressione a calci e pugni da parte di un ragazzo e di una ragazza nei confronti di una mendicante, che finisce inizialmente in coma. Le immagini vengono messe in onda da “Chi l’ha visto?” e in breve tempo le due coppie acquisiscono la certezza che gli autori dell’atto delittuoso sono i reciproci figli. Che fare? Lo spettatore viene posto in una condizione di estraneità al fatto che gli viene consentito di giudicare nella sua dinamica, assegnando torti e ragioni. È quanto accade dopo che invece l’accaduto costringe ognuno a porsi la domanda: io come mi comporterei? La totale amoralità dei due ragazzi può spaventare, spingendoci quasi a rifiutarne le modalità di espressione e il regista ci chiede piuttosto di guardarla in faccia, senza nascondere la testa sotto la sabbia, perché è su questo piano che ai genitori viene chiesto di intervenire, senza prediche inutili, ma anche senza cedimenti. Collocazione Biblioteca: 02D90

Silvio Soldini, Il comandante e la locandinacicogna, Italia, Svizzera, 2012, 108′
Leo Buonvento è padre premuroso di due adolescenti e vedovo di una consorte in bikini con cui si intrattiene in dialoghi immaginari. Idraulico efficiente, come le caldaie dei suoi clienti la sua vita fa acqua (fredda) da tutte le parti. Diana è una giovane donna insicura col talento dell’arte e la mancanza di ‘talenti’. Incalzata da un singolare padrone di casa, cerca i soldi per l’affitto, un committente illuminato e le parole per dire i suoi diritti. Amanzio, sensibilizzatore urbano col vizio dell’esproprio proletario e della merce scaduta, ha lasciato dieci anni prima il lavoro e adesso vive di espedienti, aforismi e affitto, quello sofferto da Diana. Elia, figlio di Leo, è un adolescente introverso, perso dietro domande esistenziali e una cicogna capricciosa in volo su Torino. E a Torino si incroceranno vite e affanni dei protagonisti, commentati dall’alto dal rammarico di Garibaldi, dalla riprovazione di Leonardo, dalle note di Verdi e dalle rime di Leopardi. Soldini lascia interagire spazi urbani e corpi attoriali in carne e bronzo, perché attore è pure la statua equestre di Garibaldi sfidata dal marmo inquinato (e poi decollato) del cavalier Cazzaniga, ‘incarnazione’ del disagio della nazionalità, della decostruzione ideologica e del vizio a trasformare la storia del passato in politica del presente. Sospeso tra realtà e caroselli fiabeschi, “Il comandante e la cicogna” prova a ricomporre le due anime di un autore che ha merito di diversificare lo stile, raccontando di fenomenologie del disagio e praticando la leggerezza e il sorriso.
Collocazione Biblioteca: 03D01

Claudio Giovannesi, Alì ha gli occhi azzurri, Italia, 2012, 94′
Nader e Stefano: uno è egiziano ma è nato a Roma, l’altro è italiano ed è il suo migliore amico. Anche Brigitte, la fidanzata di Nader, è italiana, ma proprio per questo i genitori del ragazzo sono contrari al loro amore. Nader allora scappa di casa. “Alì ha gli occhi azzurri” racconta una settimana della vita di un adolescente che prova a disubbidire ai valori della propria famiglia. In bilico tra l’essere arabo o italiano, coraggioso e innamorato, come il protagonista di una fiaba contemporanea, Nader dovrà sopportare il freddo, la solitudine, la strada, la fame e la paura, la fuga dai nemici e la perdita dell’amicizia, per tentare di conoscere la propria identità. Sette giorni per cercare un’identità e una tregua, se non una risoluzione, al conflitto tra la cultura islamica e quella occidentale, sette giorni per crescere provando ad assumerle entrambe, trasformando la duplicità in ricchezza. Muovendo dalla Profezia di Pier Paolo Pasolini, Claudio Giovannesi richiama fin dal titolo l’Alì del poeta, quel sottoproletariato di cui rimpiangeva l’innocenza perduta dentro un’invisibile rivoluzione conformistica.
Collocazione Biblioteca: 02D34

locandina2_10x14_def_vers2Marco Pozzi, Maledimiele, Italia, 2012, 94′
Maledimiele è la storia di Sara, un’adolescente di quindici anni che si ammala di anoressia. Sara conduce una doppia vita: quella alla luce del sole, dove recita la parte della brava ragazza, diligente e apparentemente senza problemi e quella segreta fatta di costrizioni, di autodisciplina e di regole ferree per imporre al suo corpo un irraggiungibile peso ideale. Inizialmente nessuno sembra accorgersi di niente: sia i genitori che le amiche del cuore faticano a vedere l’evolversi della malattia. Tutto sembra procedere senza problemi fino a quando la ragazza sviene durante una gita scolastica. Da quel momento i suoi problemi con il cibo, fino a quel momento invisibili, diventano evidenti a tutti. Rispetto a una società nella quale la ragazza non si riconosce, la sua malattia almeno la rende autentica: è questa la forza di “Maledimiele”, secondo film di Marco Pozzi, regista del gruppo “Ipotesi Cinema” coordinato da Ermanno Olmi, ma anche documentarista (Senza tregua) e ricercatore universitario. Il suo è un film che penetra, esplora e visualizza i meandri psichici e infernali non solo di una malattia, ma di un’intera società, vista attraverso gli occhi di un’adolescente che con (e contro) il suo corpo conduce una solitaria e silenziosa rivolta.
Collocazione Biblioteca: 02D49

Bouli Lanners, Un’estate da giganti, Francia; Belgio; Lussemburgo, 2011
È estate. Zak e Seth si ritrovano senza un soldo e abbandonati dalla madre assente nel cottage di famiglia. Come ogni anno, sono rassegnati a trascorrere l’ennesima estate noiosa, Ma quest’anno le cose cambiano, quando incontrano Dany, con il futuro nelle loro mani, iniziano il grande ed emozionante viaggio della loro vita.
Collocazione Biblioteca: 03D