Giovani e adolescenti

Aggiornata a gennaio 2020 – a cura di Paola Moriondo

I materiali, elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in Biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico e nelle altre bibliografie (scuola, minori, bullismo, disturbi alimentari…)

Il percorso bibliografico proposto si articola in:

La condizione degli adolescenti e dei giovani

9788815283368Istituto Giuseppe Toniolo, La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2019, Il Mulino, Bologna, 2019, 297 p.
La sesta edizione del Rapporto Giovani aggiorna il quadro sulla condizione delle nuove generazioni, mostrando come esse affrontano gli snodi della transizione alla vita adulta e le implicazioni sociali ed economiche che ne conseguono. Fra i temi centrali, l’uscita precoce di molti giovani dal sistema formativo, con particolare interesse per l’impatto sul lavoro e sulla partecipazione sociale. Una sezione consistente del Rapporto 2019 è dedicata al questionario on line predisposto dalla Segreteria dei Vescovi per il Sinodo dedicato ai giovani. Due approfondimenti locali, sui giovani campani e sui Neet Lombardi chiudono il Rapporto.
Collocazione Biblioteca: 82R19

A cura di Elena Caneva … [et al.], WeWorld Index 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti, WeWorld Onlus, Milano, 2019, 76 p.
Il WeWorld Index è uno strumento importante per misurare l’inclusione di bambini, bambine, adolescenti e donne nel mondo. La quinta edizione, del 2019, si basa su un concetto innovativo d’inclusione che considera sia la sfera economica sia quella sociale. La classifica finale è il risultato della valutazione del progresso di un Paese, ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni e 34 indicatori, scelti tra i più significativi analizzati da banche dati internazionali. In biblioteca disponiamo in versione cartacea dei rapporti 2018 (coll.18110) e 2017 (coll, 17901), gli altri rapporti sono disponibili on line a questo link. Si veda inoltre anche il report 2019 di Terre des Hommes, La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo, 2019, 68 p.

Rita Bichi, Pablo Vidal-González, Young People and Inequalities. A Sociological Analysis, in Studi di Sociologia, a. 57, n. 2 (apr.-giu. 2019), pp. 113-116 – on line
Le scienze sociali studiano le nuove generazioni rapportandole ai numerosi fattori sociali che variano nel tempo e nei luoghi e che sono collegati alle risorse culturali, economiche, educative e politiche presenti nei diversi sistemi sociali. Questi fattori sono parte importante nello sviluppo della persona e nella costruzione di propri percorsi e progetti di vita. Secondo l’autore, mettere in relazione il mondo dei giovani e i fattori sociali significa concentrarsi su almeno tre argomenti di riflessione: la persistenza e la crescita delle disuguaglianze globali; l’incapacità, anche per società che si trovano in posizioni cardine, di costruire percorsi e risorse a supporto dell’inclusione sociale in particolare per le giovani generazioni; la consapevolezza che i giovani vivono in una società che, da una parte globalizza il rischio e dall’altra diviene sempre più cosmopolita. Si veda anche, nel medesimo numero della rivista, l’articolo di Rosa Capobianco e Mauro Giardiello, Young people and inequality: marginality as a case of epistemological fallacy, pp. 117-128. [I documenti sono disponibili in PDF]

71A470E8-94C2-4C39-8D4B-B9239041FCC8Niccolò Zancan, Uno su quattro. Storie di ragazzi senza studio né lavoro, Laterza, Bari, 2019, 108 p.
In Italia le giornate di un milione e duecentomila ragazze e ragazzi sono vuote. Uno su quattro non studia, non lavora, né spera più di riuscire a farlo. Dobbiamo allora pensare che uno su quattro sia pigro, buono a nulla, incapace? Se la logica ci dice che così non può essere, dobbiamo chiederci: che cosa spinge un quarto di generazione nell’angolo? Il libro attraverso varie narrazioni di giovani cerca di portare spunti di riflessione per rispondere a tale domanda.
Collocazione Biblioteca: 18567

Mario Becciù, Anna Rita Colasanti, Noemi Solarino, Stili di vita dei giovani tra ricerca di benessere e significati esistenziali, in Rassegna CNOS, a. 35, n. 2 (mag.- ago. 2019), pp. 69-78
L’articolo presenta i risultati di un’indagine sugli stili di vita degli adolescenti per valutare la presenza di abitudini corrette o di comportamenti di rischio per la salute. Sono stati intervistati 1831 ragazzi (82% maschi e 18% femmine) tra i 14 e i 17 anni, allievi dei corsi di formazione professionale dell’Opera Salesiana in diverse regioni italiane. Le abitudini indagate riguardano: sonno, alimentazione, peso, attività fisica, tempo libero, uso di internet, sessualità; i comportamenti a rischio considerati sono relativi a: consumo di alcol, fumo, sostanze psicoattive, guida pericolosa, atti antisociali. Gli autori discutono i risultati e concludono auspicando lo sviluppo di azioni formative concernenti gli stili di vita e i determinanti della salute per questa fascia di età.

Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio ; Banca d’Italia, Istruzione, reddito e ricchezza: la persistenza tra generazioni in Italia, in Questioni di Economia e Finanza, n. 476 (dic. 2018), pp. 1-27 – on line
Il lavoro esamina sia la persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche familiari in termini di istruzione, reddito e ricchezza, sia l’importanza delle condizioni di partenza nello spiegare il successo degli italiani. I risultati collocano l’Italia nel novero dei paesi con una persistenza intergenerazionale delle condizioni economiche relativamente alta; in anni recenti questo fenomeno mostra una tendenza all’aumento. Variabili che non sono oggetto di scelta da parte degli individui spiegano il loro successo economico in una misura più ampia che in passato.

1120-9488Fabio Gaspani, Giovani NEET e mondo del lavoro: una transizione complessa, in Polis, a. 32, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 289-314
L’articolo espone una ricerca qualitativa condotta su un campione di NEET (Not in Education, Employement or Training). Emerge una tendenza a reagire al clima di incertezza che contraddistingue l’attuale periodo storico con aspettative decrescenti, indipendentemente dalle risorse a disposizione. In tale quadro, i deboli collegamenti tra sistemi di istruzione e mercato del lavoro, così come i processi di precarizzazione e dequalificazione delle occupazioni, favoriscono l’emergere di un diffuso scoraggiamento legato alla possibilità di un prolungamento indeterminato dello stato di Neet. Fabio Gaspani lavora all’Università di Milano-Bicocca. Si veda anche l’articolo di Giulia Barbero Vignola e Tiziano Vecchiato, Futuro e lavoro nelle aspettative e nei desideri dei ragazzi, in Studi Zancan, a. 17, n. 6 (nov.-dic. 2018) – on line, pp-30-35 e quello di Francesca Tosi, Caratteristiche e determinanti della condizione Neet in Italia, in Polis, a. 32, n. 3 (set.-dic. 2018), pp. 387-398

A cura di Filippo Di Nardo, I giovani e la sfida del lavoro. Chi sono i Millennials e la Generazione Z e cosa si aspettano da lavoro e welfare, Guerini Next, Milano, 2018, 127 p.
Una maggiore attenzione alle politiche attive rivolte ai cosiddetti Millennials e alla Generazione Z, può favorire migliori opportunità e condizioni di lavoro nelle aziende. Consapevoli delle specificità che riguardano le esigenze delle nuove generazioni, sono sempre più numerose le imprese che propongono programmi di welfare esplicitamente rivolti ai giovani dipendenti e collaboratori. Lo studio curato da Filippo Di Nardo, corredato dall’analisi di numerosi casi aziendali e dai dati della ricerca 2018 dell’Osservatorio Edenred-Orienta su Millennials, Generazione Z, lavoro e welfare aziendale, mostra un’immagine tutt’altro che scontata delle nuove generazioni: fiduciosi protagonisti dell’innovazione tecnologica e consapevoli della necessità di integrare competenze specifiche e soft skills, i Millennials non disdegnano il posto fisso, privilegiano iniziative di life work balance ai bonus economici e aspirano a costruirsi una famiglia propria.
Collocazione Biblioteca: 18294

Angelo Giglio … [et al.], Uno guardo sul popolo della movida torinese. Consumi di alcol e percezione dei rischi correlati tra i frequentatori dei luoghi del divertimento notturno di Torino, in Dal fare al dire, a. 27, n. 3 (2018), pp. 39-48
La ricerca descritta nell’articolo rientra nel Progetto Itinerante Notturno (PIN), finalizzato alla riduzione dei rischi correlati al consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive e attivo nei luoghi dei divertimento notturno di Torino dal 2009. Ci si è concentrati sul consumo di alcool, che appare in aumento, con caratteristiche di assunzione compulsiva. Si è inoltre riscontrato che i soggetti che ne fanno abuso sono poco consapevoli dei rischi che l’alcol comporta, come quelli correlati alla guida dell’automobile. Si veda anche la ricerca dell’ Istituto di Tecnologie Biomediche – CNR, Osservatorio Permanente sui giovani e l’ alcool, Aggregazioni giovanili e movida a Roma nei quartieri di San Lorenzo e Ponte Milvio, Osservatorio Permanente sui giovani e l’ alcool, Roma, 2018, 65 p.

copertina-1-320x446Vincenza Pellegrino, Le propensioni utopiche di una generazione precaria. L’ascolto attento delle aspirazioni emergenti, in Animazione Sociale, n. 319 (2018), pp. 18-28
Pur nella condizione di precarietà diffusa, che rende difficile proiettarsi nel futuro, molti mondi giovanili esprimono attivamente nuovi desideri esistenziali (dominio sul proprio tempo, il bisogno di relazioni e interazioni lente, il richiamo dell’elemento naturale troppo a lungo relegato fuori dallo spazio urbano…). Sono nuovi processi culturali di produzione del futuro che è vitale cogliere e immettere nello spazio pubblico.

Pasquale di Padova, Enrico Nerli Ballati, Stratificazione sociale, riproduzione delle disuguaglianze e condizione NEET in Italia, in Politiche Sociali, a. 5, n. 2 (mag.-ago. 2018), pp. 245-273
L’articolo affronta il rapporto tra origini sociali e il rischio di far parte della categoria NEET (no istruzione, impiego o formazione) per la fascia di giovani di età 15-24 anni in Italia. Sulla base dei dati del 2015 della “Rilevazione continua sulle forze lavoro” condotta dall’Istat, gli autori mostrano che piuttosto che essere un nuovo fenomeno generazionale, lo stato di NEET è profondamente annidato nel cosiddetto triangolo OED, che include la classe sociale di origine, le scelte educative e il loro conseguimento e destinazione sociale. I risultati dell’indagine dimostrano che il tasso di NEET, così come la durata della disoccupazione o dell’inattività tra i NEET, variano drasticamente a seconda dell’origine sociale. Nell’ultima parte sono discusse brevemente le implicazioni politiche del fenomeno.

A cura di Rita Bichi … [et al.], Felicemente italiani. I giovani e l’immigrazione, Vita e pensiero, Milano, 2018, 165 p.
Il testo riporta una ricerca dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e promossa da Fondazione Migrantes sui giovani italiani, dai 18 ai 29 anni. Lo scopo dell’indagine è approfondire i percorsi e i processi attraverso i quali si formano le opinioni rispetto ai migranti, agli stranieri, all’altro percepito diverso da sé. Questi giovani vivono nella stessa nazione ma hanno storie diverse. Alcuni di loro sono cittadini italiani per nascita, altri hanno acquisito la cittadinanza provenendo da una migrazione, propria o della famiglia di origine. Il numero di ragazzi italiani con background migratorio aumenta ed è destinato a crescere in futuro: la convivenza delle differenze si fa quotidiana, innalza barriere e costruisce ponti, produce conflitti, ma anche ricchezza materiale, culturale, relazionale. I risultati restituiscono un quadro nel quale prevale un atteggiamento di difesa e di diffidenza nei confronti degli immigrati.
Collocazione Biblioteca: 18102

b233d972ada3f6b911297ef40b012c8a_XLMarco Bay, I giovani nelle statistiche sociali. Fonti, indicatori, sezioni tematiche, LAS, Roma, 2017, 349 p.
Il volume è organizzato in sezioni tematiche (demografia, nazionalità, istruzione, scuola, università, forze lavoro, Neet, famiglia, disagio giovanile, devianza, benessere, salute, cultura, partecipazione, volontariato…) che offrono un approccio statistico-descrittivo su minori adolescenti e giovani italiani, con dati relativi soprattutto al decennio 2005-2015. Il fine è fornire al lettore statistiche e stime, a partire da fonti attendibili e ufficiali, per tracciare profili, evidenziare andamenti, confrontare percentuali e conoscere a un primo approccio di base la realtà giovanile che si è venuta a originare dopo i primi anni del millennio. In particolare sono indicati i giovani in Italia, mettendoli il più possibile a confronto, in alcuni ambiti di osservazione, con altri paesi europei ed extraeuropei. In appendice, sono riproposte alcune infografiche di sintesi per facilitare alcune comunicazioni di dati statistici piuttosto attuali.
Collocazione Biblioteca: 17790

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 Gli adolescenti e i giovani visti da vicino 

A cura di Michele Procacci e Antonio Semerari, Ritiro sociale. Psicologia e clinica, Erickson, Trento, 2019, 346 p.
I pazienti che soffrono di ritiro sociale sono allo stesso tempo poco capiti e mal curati. Questa psicopatologia è la risultante di un complesso di componenti che si combinano fra loro in misura differente e possono includere: ansia, depressione, anedonia, rejection sensitivity, problemi neurocognitivi, problemi nella mentalizzazione e nella social cognition, tendenza all’ideazione paranoide, disturbi del pensiero, sentimenti cronici di non appartenenza e non condivisione, carenza di abilità sociali. I primi cinque saggi di questo volume si propongono di fornire un quadro d’insieme di questa complessità. I cinque saggi della seconda parte sono invece maggiormente rivolti ai clinici e approfondiscono l’individuazione e la valutazione del ritiro sociale in differenti disturbi mentali. In appendice gli strumenti di valutazione utilizzabili nel processo di diagnosi. Si veda anche il libro a cura di M. Lancini, Il ritiro sociale negli adolescenti. La solitudine di una generazione iperconnessa, Raffaello Cortina, Milano, 2019, 334 p. (Coll. Bibl. 18439)
Collocazione Biblioteca: 18334

9459048Laura Pigozzi, Adolescenza zero. Hikikomori, cutters, ADHD e la crescita negata, Nottetempo, Milano, 2019, 252 p.
Attraverso l’analisi di fenomeni estremi (hikikomori, reborn dolls,cutters, adhd,…), la psicoanalista Laura Pigozzi si interroga sulla continuità che esiste tra essi e lo statuto “disanimato” degli adolescenti contemporanei. Il rapporto che questi intrattengono col proprio corpo, con la scuola, con il sesso e con la scoperta del mondo mostra i segnali inquietanti di una chiusura, di “un arresto del desiderio, uno scacco della vitalità, un gorgo di passività”. Piú isolati e ripiegati su di sé che in passato, gli adolescenti appaiono privi di quello slancio verso il nuovo, l’Altro e l’esterno che dovrebbe definire il passaggio all’età adulta. L’autrice si chiede cosa stia succedendo e soprattutto quali siano gli strumenti idonei per riaprire i loro sguardi sulla vita e sul futuro. Tramite l’esame di casi clinici e l’analisi approfondita della relazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare, Pigozzi rileva come nel passaggio dalla famiglia alla scuola, dai genitori agli amici, qualcosa è andato storto in un modo che le altre epoche non hanno conosciuto. Oggi piú di ieri, risulta faticoso il compito principale degli adolescenti: creare un legame con i pari.
Collocazione Biblioteca: 18559

Alice Scavarda, Franca Beccaria, Hikikomori: ragazzi chiusi alle relazioni sociali. Una ricerca sul benessere degli adolescenti cuneesi, in Dal fare al dire, a. 28, n. 2 (2019), pp. 39-48
Il progetto proposto, realizzato dal Comune di Cuneo, nasce per sperimentare prassi di prevenzione di comportamenti a rischio e di promozione della salute degli adolescenti, in particolare dei soggetti più fragili, vulnerabili a episodi di chiusura relazionale (Hikikomori). Nell’ambito del progetto è stata realizzata una ricerca finalizzata ad approfondire lo stato di benessere e malessere dei ragazzi, attraverso la somministrazione di questionari a scuola, ed è stato esplorato il ruolo di Internet e dei social media all’interno della loro vita quotidiana. Nell’articolo proposto sono riportati e commentati i risultati dell’indagine. Sul tema si veda anche l’articolo “Il corpo recluso dei giovani. Adolescenze hikikomori“, di Laura Pigozzi, in Pedagogika.it, a. 23, n. 3 (lug.-set. 2019), pp. 47-52

Cosimo Alvati, Musica e cultura giovanile : il sound del nuovo millennio. Modelli di vita musicali, utopie giovanili e sfide educative, in Note di pastorale giovanile, n. 7 (nov. 2019), pp. 12-33    
L’importanza che riveste il mondo della musica per la costruzione di un’identità personale, sociale e culturale è un dato di fatto. Uno degli obiettivi delle riflessioni proposte nell’articolo è quello di descrivere la musica ascoltata dai giovani del nuovo millennio, individuandone le tendenze principali e scoprendo i nuovi linguaggi utilizzati, e di approfondire i modelli culturali ed esistenziali proposti, confermando la grande capacità della musica di suscitare emozioni e plasmare identità. Il percorso proposto è suddiviso in tre parti: la prima parte analizza la situazione, descrive i giovani del nuovo millennio e la musica da loro ascoltata; la seconda parte costituisce una lettura più profonda degli immaginari e dei modelli di vita musicali del nuovo millennio, con un’attenzione particolare a quelli proposti dal fenomeno della Trap Music; la terza parte contiene una serie di riflessioni di tipo culturale, educativo e pastorale sulle utopie giovanili presentate e le conseguenti sfide educative che pongono al mondo ecclesiale.

downloadMaria Adelaide Gallina, Dalla debolezza alla dipendenza. Comportamenti a rischio e uso di sostanze tra adolescenti e non solo, Carocci, Roma, 2019, 135 p.
Secondo l’autrice, docente di Sociologia generale all’Università di Torino, lo scenario che caratterizza il contesto sociale postmoderno ci pone di fronte a una civiltà-mondo che presenta diverse sfaccettature, tra cui la mancanza di confini che si riflettono sul soggetto e sulle scelte di vita. Il rischio appare come un elemento della normalità, un desiderio di uscire dalla routine e da un quotidiano insoddisfacente che spesso porta gli adolescenti a divertirsi fino a sballarsi. Nel testo si concentra l’attenzione sull’adolescente che sposta in avanti il limite che si vorrebbe fissato dal buon senso e dalla capacità di dare un significato funzionale alle esperienze di vita. La curiosità di sperimentare sensazioni forti – l’uso di più sostanze, la guida pericolosa e forme di trasgressioni sociali – può generare da una parte azioni aggressive nei confronti del contesto sociale di riferimento e dall’altra favorire un’identità spesso fragile, smarrita e costantemente sottoposta a critiche e revisioni.
Collocazione Biblioteca: 18403

Amelia Manuti, Maria Luisa Giancaspro, Ruolo dei modelli familiari nelle scelte di carriera nella transizione scuola-università-mondo del lavoro: uno studio sugli studenti di scuola secondaria superiore, in Counseling, n.2 (giu. 2019), vol. 12, pp. 1-13 – on line
Negli ultimi decenni, il tema della scelta di carriera nella transizione dalla scuola al mondo del lavoro è diventato rilevante nella ricerca e nella pratica di orientamento. L’obiettivo di questo studio è quello di analizzare la relazione tra processo di career decision making e influenza della famiglia. Sono stati coinvolti nella ricerca 169 studenti di scuola superiore cui è stato chiesto di compilare un questionario volto a misurare la difficoltà nel career decision making, l’autoefficacia percepita nella scelta, la percezione del contesto familiare e le aspettative parentali. I risultati mostrano come la percezione del contesto familiare influenzi le difficoltà percepite nella scelta di carriera e l’autoefficacia percepita nel career decision making, mentre le aspettative genitoriali hanno impatto solo sull’autoefficacia percepita.

Francesca Gatto, Chiara Panciroli, Maria Chiara Pedroni, Adolescenti, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2019), vol. 19, pp. 27-45
Il presente focus sugli adolescenti propone tre contributi: “Adolescenti e disagio psichico” di Francesca Gatto, che intervista il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni; “Da destinatari a protagonisti” di Chiara Panciroli, che approfondisce il tema del lavoro sociale di comunità con i ragazzi adolescenti; “Gli adolescenti e l’hate speech online” di Maria Chiara Pedroni, che presenta il fenomeno in crescita nel mondo giovanile, che si manifesta in molteplici forme di espressione miranti a diffondere o giustificare l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo e altre forme di odio fondate sull’intolleranza.

125032__o019_orientamenti-pedagogiciGiuseppe Crea … [et al.], Considerazione delle conseguenze future dei propri comportamenti e capacità di autoregolazione emotiva tra i giovani adulti in una prospettiva formativa. Una ricerca tra giovani universitari, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 43-66
Considerare le conseguenze future delle proprie azioni contribuisce al processo di crescita dei giovani adulti che sono chiamati a rafforzare la consapevolezza delle risorse disponibili per elaborare processi di adattamento costruttivo, soprattutto nell’età in cui si preparano a scelte importanti per la propria vita. La ricerca è stata fatta su un campione di 793 giovani universitari di diversi atenei italiani dai 18 anni in su, con una percentuale di 63% di donne e 37% di maschi. Dalla ricerca si rivela come il modo con cui i giovani vedono gli effetti delle loro azioni presenti permetta loro di regolare i vissuti emotivi e sintonizzarsi meglio con un futuro del quale vogliono sentirsi protagonisti.

Luca Toschi, L’amore ai tempi della rete. Pratiche e rappresentazioni della sessualità tra adolescenza e giovane adultità, in Rivista di sessuologia clinica, a. 24, n. 2 (2018), pp. 50-69
Nell’Era Digitale le relazioni interpersonali devono confrontarsi con nuove forme di interazione e comunicazione, in cui la socializzazione all’affettività e alla sessualità delle generazioni più giovani svolge un ruolo spesso equivocato. Sulla base di due studi empirici condotti nella Regione Lazio, il presente lavoro analizza le differenze rilevate tra gli atteggiamenti riferiti e la condotta sessuale sperimentata da due campioni distinti di intervistati, nella continuità tra adolescenza e giovane adultità: la prima indagine è stata condotta tra studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori; la seconda ha preso in considerazione un panel di universitari, la maggior parte dei quali iscritti a corsi di laurea magistrale di area psicologica. Ai due gruppi è stato sottoposto un questionario strutturato articolato nelle medesime aree tematiche. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dell’indagine.

Sinead Reilly, Maria Semkovska, An examination of the Mediatory Role of Resilience in the Relationship Between Helicopter Parenting and Severity of Depressive Symptoms in Irish University Students, in Adolescent Psychiatry, n. 1 (apr. 2018), vol. 8, pp. 32-47 – on line
Lo studio, attraverso la raccolta di dati relativi a 280 studenti universitari irlandesi, ha come obiettivo quello di determinare se la “genitorialità elicottero” possa predire sintomi depressivi negli studenti e se tale relazione sia mediata dalle capacità di resilienza. L’articolo si conclude sottolineando la necessità di ulteriori ricerche sui “genitori elicottero” (quei genitori che sono molto protettivi nei confronti dei loro figli e che li aiutano a superare tutti gli ostacoli che incontrano, cercando di risolvere tutti i loro problemi) come potenziale target d’intervento nell’ambito di crescenti tassi di depressione nella popolazione giovanile in generale e sulla relazione tra questa tipologia di genitori, lo sviluppo di capacità di resilienza e la depressione. [Articolo presente in PDF]

Nerdologia_005A cura di Eleonora C. Caruso, Nerdopoli. Espressioni di una comunità in evoluzione, Effequ, Torino, 2018, 162 p.
Fino a pochi anni fa il nerd era il ragazzo disadattato, fisicamente repellente, cervellone al limite del maniacale e dedito a hobby considerati ridicoli, come le storie di fantascienza e la tecnologia. Ma i tempi cambiano, e nel corso degli anni si è andato rafforzando un vero e proprio orgoglio identitario: oggi il nerd non è più il giovane con gli occhiali spessi, ma un uomo, o una donna, con competenze precise e consapevole del proprio valore, anche ideologico. I saggi di questo libro vogliono offrire una panoramica approfondita su quel che oggi può significare la “#nerdità”. Come in una metropoli, “vivere la nerdità” significa relazionarsi con una variegata compagine di persone dai diversi e specifici interessi: dall’esperta di videogiochi all’appassionato di anime, dal giocatore di ruolo alla scrittrice di fanfiction, per mostrare al lettore che non esiste un noi e un loro, che ogni nerd è una persona e che in ogni persona c’è sempre un po’ di nerd. I testi sono di Susanna Scrivo, Eleonora C. Caruso, Alice Cucchetti, Arianna Buttarelli, Simone Laudiero, Matteo Grilli, Aligi Comandini. Prefazione di di Tito Faraci. La curatrice è scrittrice ed articolista, esperta di anime e videogiochi.
Collocazione Biblioteca: 18232

Karin Bagnato, La Subcultura Emo: analisi qualitativa, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 93-106
Lo scopo dello studio è identificare, mediante un’analisi qualitativa, le caratteristiche più rappresentative della subcultura Emo, diminutivo di “emotional”, derivante in origine da una tipologia musicale sviluppatasi agli inizi degli anni ’80. La ricerca, svolta a Messina, ha coinvolto 10 partecipanti e i risultati hanno messo in evidenza che questi giovani denunciano una società che li respinge e che li fa sentire inadeguati. Di conseguenza, la frangia che copre gli occhi, l’abbigliamento di colore nero, l’uso di monili che raffigurano teschi e cuori spezzati, i piercing, eccetera, diventano tutti elementi sia per distinguersi dagli altri, sia per costruirsi una propria identità mediante l’appartenenza ad uno specifico gruppo.

Graziella Zizzo, Il tentato suicidio in adolescenza, in Rivista Plexus, n. 18 (2017), pp. 1-26 – on line
L’autrice propone una riflessione sulle caratteristiche del tentativo di suicidio in adolescenza attraverso la narrazione di frammenti di casi clinici seguiti in un Servizio di Neuropsichiatria Infantile, secondo un modello di intervento terapeutico che fa riferimento alle teorie junghiane e che prevede la presa in carico anche della coppia genitoriale e del contesto di vita degli adolescenti che hanno cercato la morte. Questo contributo è stato presentato nel seminario “Rischio suicidario in adolescenza”, organizzato a Palermo dal Laboratorio di Gruppoanalisi il 29 e 30 settembre 2017. Nello stesso numero della rivista troviamo l’articolo di Giovanna Erika Di Cara, Nuove evenienze patologiche in adolescenza e rischio suicidario, in Rivista Plexus, n. 18 (2017), pp. 1-17 – on line

0001-6Maria Chiara Giorda … [et al.], Nuove generazioni e radicalismo violento. Stereotipi e antidoti, in Rassegna Italiana di Criminologia, a. 46, n. 4 (2017), pp. 228-303
La rivista è interamente dedicata ad un’analisi interdisciplinare del radicalismo violento di matrice religiosa legato alle giovani generazioni europee con background immigrato. Sono proposti i seguenti contributi: “Nuove generazioni e radicalismo violento. Stereotipi e antidoti” di Maria Chiara Giorda, Antonio Cuciniello, Mariagrazia Santagati; “Dinamiche della auto-radicalizzazione” di Giorgio Gallino, Mara Rotelli; “Oltre la religione. Il reclutamento dei foreign fighter nello Stato islamico (ISIS)” di Corrado De Rosa e Andrea Fiorillo; “Terrorismo, terrorista e funzionamento mentale” di Carmine Munizza, Paolo F. Peloso, Luigi Ferrannini; “Terrorismi vecchi e nuovi” di Francesco Gianfrotta; “La percezione sociale delle vittime del terrorismo” di Luca Guglielminetti; “Il radicalismo estremo in carcere: una ricerca empirica” di Luisa Ravagnani e Carlo Alberto Romano; “I meccanismi di radicalizzazione: giudici e criminologi a confronto” di Guido Travaini … [et al.].

A cura di Emanuela Confalonieri, La dating violence negli adolescenti e nei giovani adulti: fattori di rischio e di protezione nella ricerca in ambito nazionale e internazionale. Focus monotematico, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2017), vol. 19, pp. 7-68
Questa raccolta di articoli ha per tema la violenza intima messa in atto nei confronti del partner all’interno di una relazione sentimentale, fenomeno che oggi riguarda non solo le coppie adulte, ma anche gli adolescenti e i giovani. L’espressione “dating violence” utilizzata per descrivere tale fenomeno comprende anche le conseguenze dei comportamenti violenti. Questo tema viene trattato anche in Lucia Beltramini, Questo piccolo grande amore. Il fenomeno della violenza di genere nelle giovani coppie, in Lavoro sociale, n. 1 (feb. 2017), vol. 17, pp. 17-36

Luca Chianura, Vittoria Quondamatteo, Adolescenza e pseudoadolescenza. Nuove emergenze e nuove prospettive, Franco Angeli, Milano, 2017, 155 p.
Questo volume raccoglie riflessioni e pensieri originati dall’esperienza di un variegato gruppo di figure professionali che da anni, in diversi contesti terapeutici e riabilitativi, incontra ragazze e ragazzi il cui percorso evolutivo e autobiografico si è interrotto alle soglie dell’adolescenza o nella prima adolescenza. Questa interruzione si manifesta, il più delle volte, con il clamore dell’urgenza psichiatrica e con una apparente varietà di sintomi e forme di sofferenza fisica e mentale. Il percorso, spesso molto lungo, deve procedere verso la nascita di una libera curiosità per la mente dell’altro e della consapevolezza che dall’altro si possa imparare qualcosa. Vengono descritti alcuni progetti e servizi rivolti a minori all’interno del circuito penale, minori stranieri non accompagnati, minori rom, ecc. Due capitoli sono inoltre dedicati rispettivamente all’arteterapia e alla “sand play therapy” con gli adolescenti.
Collocazione Biblioteca: 17935

Il lavoro con gli adolescenti e i giovani

9788815283306Franco Prina, Gang giovanili. Perché nascono, chi ne fa parte, come intervenire, Il Mulino, Bologna, 2019, 136 p.
Gruppi di ragazzi, a volte poco più che bambini, si rendono protagonisti di aggressioni, compiono reati predatori, vandalizzano strutture, mezzi e spazi pubblici: quello delle gang giovanili è un fenomeno dai contorni sfuggenti che si manifesta in Italia come in molti altri Paesi. Questo saggio del docente di sociologia torinese Franco Prina indaga su chi sono i ragazzi che sperimentano queste forme di aggregazione, sulle motivazioni che li spingono, sui loro vissuti e rapporti con il mondo degli adulti e con le istituzioni. Il testo inoltre aiuta a capire come incontrarli e dialogare con loro in una logica educativa anziché repressiva e punitiva.
Collocazione Biblioteca: 18573

Beatrice Eleuteri, L’adolescente e il libro. Una proposta di indagine motivazionale di tipo qualitativo, in Biblioteche oggi, n. 5 (lug.-ago. 2019), vol. 37, pp. 8-16
Nell’articolo è descritto un progetto pilota, che, attraverso un’attività di ricerca sul campo, studia l’approccio generazionale alla lettura e raccoglie dati rilevanti per l’elaborazione di proposte di intervento. Nucleo dello studio è l’analisi della spinta motivazionale e dei fattori psico-ambientali che influiscono sul rapporto dell’adolescente con testi e storie, anche in relazione alle nuove modalità di fruizione e ai nuovi bisogni informativi e narrativi. L’indagine si è svolta nel maggio 2018 a Roma in una porzione molto specifica di territorio, l’area periferica del VII Municipio, prendendo in considerazione le zone urbanistiche collocate oltre il Grande Raccordo Anulare: Romanina, Gregna, Barcaccia e Morena.

A cura del T.E.C.O. (Tavolo Educatori Cooperative Oratori), Educatore professionale in Oratorio, in Note di pastorale giovanile, n. 7 (nov. 2019), pp. 67-70
Molti oratori in Italia si avvalgono della figura dell’educatore professionale retribuito. Chi per tutto l’anno per accogliere i ragazzi durante la settimana, chi solo per le attività estive, chi per attività sociali come il doposcuola, chi per accompagnare i ragazzi nei cammini di fede. Alcuni operatori sono assunti direttamente dalle parrocchie, ma molti prestano il loro servizio attraverso appalti a cooperative. Alcune di esse, principalmente nel nord Italia, si sono radunate nel TECO che intende essere un tavolo di condivisione, del pensiero e delle prassi sul lavoro professionale educativo e formativo negli oratori. Il suo obiettivo è sostenere l’esperienza attuale individuando delle linee di progetto future.

Andrea Marchesi, Nutrire l’immaginazione critica per imparare ad andare oltre. Muoversi con i giovani dentro e oltre i mondi esistenti, in Animazione Sociale, n. 327 / 4 (2019), pp. 18-30
Il testo riprende e approfondisce la relazione al terzo appuntamento di “Cose da fare con i giovani” (Padova, 21-22 febbraio 2019). La posta in gioco dell’educazione, sostiene l’autore, è proporre esperienze che permettano di immaginarsi diversi da come si è, produrre campi di esperienza in grado di dilatare orizzonti e aprire possibilità.

Luigi Russo … [et al.], La “Narrazione integrata” come risultato di un percorso di Educazione Razionale Emotiva in ragazzi con storie di abuso, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 101-113
L’articolo presenta i risultati di un percorso di stimolazione delle competenze emozionali, al fine di provocare la narrazione spontanea di eventi emozionali su un gruppo di 20 adolescenti che hanno vissuto Esperienze Sfavorevoli Infantili, ospiti di comunità educative.

E-book FrancoAngeliClaudio Cottatellucci … [et al.], Disagio, marginalità, devianza: essere, essere fuori, essere contro, in Minorigiustizia, n. 2 (2019), pp. 5-209
Gli autori riflettono e analizzano forme di disagio, marginalità e devianza relativi al periodo dell’adolescenza e cercano di individuare percorsi e ambiti in cui il minore possa realizzare un sviluppo psichico che gli permetta di essere portatore di un’identità completa, matura e stabile. La monografia è suddivisa nei seguenti capitoli: 1) Disagio, marginalità e devianza; 2) Imputabilità e maturità; 3) Le nuove forme del disagio psichico: le nuove forme di comportamenti devianti; 4) Quali i possibili interventi?; 5) Special needs.

A cura di Nicola Basile, Sconfinare e ibridarsi per diversificarsi. Oltre l’autosufficienza degli operatori per aprire strade locali con i giovani, in Animazione Sociale, n. 323/9 (2018), pp. 43-53
Le riflessioni proposte dall’articolo nascono da un intenso tour sul lavoro con i giovani in Toscana, nell’ambito del progetto “Youth worker di nuova generazione”, che viene riletto nei suoi contenuti salienti, offrendo spunti di riflessione a tutti gli operatori che lavorano con i giovani, a cominciare dall’esigenza di uscire dai confini entro cui essi, non meno dei giovani, spesso si (auto) confinano.

Marta Rohani Moaied … [et al.], Photovoice e intervento di comunità, in Psicologia di Comunità, n.2 (2018), vol. 14, pp. 13-66
Photovoice è una metodologia di ricerca-azione partecipata con la quale le persone possono rappresentare alcuni aspetti e contenuti critici delle loro comunità o gruppi di riferimento attraverso la tecnica fotografica. Il photovoice nasce negli anni ’90 con uno studio pionieristico di C. Wang e A. Burris sulla vita di un gruppo di lavoratrici di un villaggio cinese ed è ora diffuso, per la sua versatilità, in molti campi. In questa monografia sono raccolti quattro articoli che spiegano ricerche ed esperienze in cui è stato utilizzato il photovoice con adolescenti per decostruire gli stereotipi di genere, con un gruppo di donne con malattia oncologica al seno, con operatori sociali che lavorano con persone senza fissa dimora e con preadolescenti in un progetto finalizzato ad aumentarne il senso di comunità.

imagesIvo Lizzola, Condividere la vita. Legami, cura, educazione, Fondazione Apostolicam Actuositatem, Roma, 2018, 171 p.
Nell’educare prende forma il legame, si incontrano tempi diversi, si fanno prove di un futuro in comune. È ormai tempo di tornare a pensare la relazione educativa, a immaginarla e curarla, fuori dalla sua forma istituita e formalizzata. I testi raccolti nel libro propongono riflessioni nate dalla presenza in contesti ed esperienze sociali ed educative, da scambi e dialoghi con operatori della cura e della formazione, provando a raccontare la particolare tessitura di vita e di futuro che lì si è colta. Ivo Lizzola è professore di pedagogia sociale e di pedagogia della marginalità, del conflitto e della mediazione presso l’Università di Bergamo.
Collocazione Biblioteca: 18276

Marco Schneider, Quando il rischio è il carcere: la psicoterapia con i giovani autori di reato, in Terapia familiare, a. 41, n. 118 (nov. 2018), pp. 5-26
A partire dalla propria esperienza clinica, l’autore propone una classificazione sia delle motivazioni individuali alla base del gesto criminale compiuto dal minore che delle possibili reazioni della famiglia. Inoltre, propone una metodologia di intervento che ridisegna in modo strategico le regole della gestione della privacy sui contenuti dei colloqui, la considerazione della committenza e l’utilizzo della strumentalità del paziente in terapia.

Paolo Gambini, Emilio Brecciaroli, L’influenza del sostegno degli adulti significativi sulla crescita dei preadolescenti, in Orientamenti pedagogici, n. 2 (apr.-giu. 2018), pp. 225-248
La ricerca approfondisce l’influenza sui preadolescenti degli adulti significativi, cioè le persone più grandi e diverse dai genitori che i ragazzi dichiarano di avere scelto come riferimento importante. La ricerca è stata realizzata su 373 preadolescenti di due scuole secondarie di primo grado di Roma.

Luigi Campagner, Carlo Arrigone, Un modello di integrazione sociosanitaria innovativa, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 4 (autunno 2018), pp. 3-6
L’articolo propone delle esperienze a favore di giovani adolescenti con disturbi di personalità borderline realizzate nei Centri Snodi (comunità educative femminili integrate) nei territori di Agenzia per la tutela della salute (ATS) Insubria e Milano.

9788865792049_0_221_0_75Kristian Caiazza e Michele Gagliardo, Sulle tracce dell’educazione. Persone, contesti, relazioni, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2018, 183 p.
L’essere umano nel suo percorso di crescita è un esploratore che parte alla ricerca di mondi “sconosciuti”. Per questo l’esperienza di chi educa si alimenta del confronto, della tensione verso ciò che non si conosce, dell’andare altrove per poi tornare e riflettere, rielaborare e contestualizzare ciò che si è appreso. Il testo è dunque un viaggio nei principali contesti educativi – famiglia, scuola, comunità, politica – fatto di interviste, racconti e analisi. Nella seconda parte del libro si trovano infatti alcune esperienze di educativa di strada in contesti permeati dalla mafia, di doposcuola tra pari e di educazione attraverso il modello economico. L’obiettivo è proporre a chi vive l’esperienza dell’educare strumenti e stimoli per interpretare la realtà in cui opera e promuovere, laddove possibile, condizioni di maggior benessere. Gli autori sono rispettivamente il responsabile del Progetto Giovani del Gruppo Abele e il responsabile nazionale per la formazione dell’associazione Libera.
Collocazione Biblioteca: 18205

A cura di Annamaria Mandese, Alfredo De Risio, Giacomo Salvanelli, «Baby gang»: come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti e istituzioni, Alpes, Roma, 2018, 166 p.
La finalità di questo lavoro è quella di ribaltare la logica repressiva ed emarginante imperante nella cultura italiana, nella convinzione che il migliore metodo per contenere l’entità di un problema è conoscerlo per prevenirlo. Il fenomeno delle baby gang, sempre più frequente come fatto di cronaca nera, viene analizzato da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e geodetico fornendo indicazioni, anche pratiche, per la sua prevenzione. Non è permessa la fotocopiatura. Si veda anche l’articolo di Giovanni Zoppoli, Delinquenza giovanile. Quella baby gang che ho nel cervello, in gli asini, a. 6, n. 49 (mar. 2018), pp. 68-72
Collocazione Biblioteca: 18194

A cura di Andrea Marchesi, Michele Marmo, Cose da fare con i giovani. Parole chiave tra comprendere e intraprendere, in Animazione Sociale, supplemento al n. 321 (2018), 320 p.
Il volume, rivolto agli operatori sociali che lavorano con i giovani in vari ambiti, è una raccolta di articoli apparsi nella rivista “Animazione sociale”. Si propone di aiutare gli operatori a “comprendere ciò che sta già accadendo, qui e ora, nelle esperienze di chi sta provando ad aprirsi un varco nel futuro, nonostante l’incertezza di una crisi senza fine”. Non si tratta dunque di considerare i giovani oggetto di studio, ma di riflettere sui metodi, sul che fare e come fare, provando ad aprire prospettive di azione nella realtà. Tra gli autori degli articoli troviamo, oltre a molti operatori del privato sociale, Kristian Caiazza del Gruppo Abele, Michele Gagliardo di Libera Formazione, Mario Pollo, esperto di animazione socio-culturale, Vincenza Pellegrino e Ivo Lizzola, docenti universitari.

Manuela Guardiani, Educazione alla prosocialità: impatto sulla maturazione dei giovani, problemi aperti e potenziali soluzioni, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-feb.-mar. 2018), vol. 65, pp. 133-144
Negli ultimi tempi l’esacerbarsi dell’individualismo sociale ha portato a un incremento dei comportamenti devianti dei giovani, mettendo in evidenza l’importanza dell’insegnamento della responsabilità sociale in ambito scolastico. Ciò può essere realizzato mediante la pedagogia del “service learning” che combina attività di servizio solidale e attività riflessive, metodo diffuso nel mondo, ma scarsamente conosciuto in Italia. Questo lavoro si inserisce in un progetto più vasto, volto a monitorare gli approcci all’insegnamento della prosocialità nel nostro Paese, valutando la relazione tra programmi di “service learning” e sviluppo del senso di responsabilità sociale negli studenti. Il progetto ha anche sondato il mondo valoriale dei giovani e raccolto impressioni e suggerimenti per il miglioramento di un programma scolastico di attività di servizio sociale attraverso colloqui con gli studenti stessi, comparando le esperienze degli studenti italiani e di quelli di un liceo internazionale.

Cattura1Sabrina Anzillotti, Giuseppe Faro, Carola Morè, Lo specchio velato. La ricerca del Ser.D. di Orbassano sul fenomeno della complessità socio-sanitaria adolescenziale, in Mission, a. 14, n. 49 (gen. 2018), pp. 51-55
L’articolo si sviluppa intorno ad un fenomeno osservato presso il Ser.D di Orbassano ma che riguarda tutti i servizi che accolgono adolescenti multiproblematici. Gli autori evidenziano un forte aumento delle situazioni con problematiche sanitarie croniche di medio-bassa gravità associate a criticità sociali per le quali non esistono percorsi di valutazione integrata e risposte domiciliari o residenziali adeguate. Tale scenario diviene ancora più complesso e complicato quando i protagonisti del circuito socio-assistenziale sono adolescenti multiproblematici. Gli autori hanno realizzato una ricerca con l’obiettivo di analizzare come l’essere portatori di complessità socio-sanitaria influisca sugli adolescenti, i quali, a causa della gravità delle problematiche che presentano, sono “presi in carico” da più servizi (specialistici e del territorio) contemporaneamente. La ricerca ha preso in esame 25 casi di adolescenti in carico al Servizio per le Dipendenze di Orbassano dal 2008 al 2016. Nell’articolo vengono descritti e commentati i dati della ricerca.

A cura di Maria Clotilde Gislon e Valentina Franch, La psicoterapia breve in adolescenza. Un modello integrato, Mimesis Edizioni, Milano, 2017, 214 p.
Nella prima parte il libro ha l’obiettivo di presentare un processo di valutazione del disagio adolescenziale: le cause, le risorse, le potenzialità e le capacità di resilienza individuali e ambientali. Nella seconda parte si propone di descrivere il modello di Psicoterapia Breve Focale Integrata di cui vengono presentati gli elementi costitutivi: lo schema teorico di riferimento, il processo diagnostico e l’intervento terapeutico con particolare attenzione alla ricerca sulla resilienza. Sono presentati numerosi casi clinici. Le autrici sono psicoterapeute e docenti.
Collocazione Biblioteca: 18199

9788891753298_0_221_0_75A cura di Giulia Ruta e Mario Schermi, Educare nel tempo dell’estraneità. Il lavoro educativo nelle urgenze della crescita contemporanea, Franco Angeli, Milano, 2017, 187 p.
Il libro intende rilanciare gli spunti di riflessione elaborati in occasione della prima edizione del CantierEducare, tenutosi a Parma nell’ottobre 2015, un evento dedicato alle questioni educative e alle loro pratiche. L’educare nella società attuale è caratterizzato da complessità notevoli e rapidi cambiamenti. I diversi capitoli del volume affrontano diverse realtà come il carcere, la scuola, i luoghi di lavoro, la multiculturalità, i problemi di incomunicabilità, la struttura sociale urbana, i mezzi di comunicazione, la capacità di ascolto, i problemi dei minori, le capacità di apprendere. Fra gli altri segnaliamo l’intervento di Luigi Ciotti “Il noi, al di qua dell’estraneità”.
Collocazione Biblioteca: 17939

A cura di Stefano De Martin, Lessico generazionale. Adulti che si occupano di giovani, Piagge, Firenze, 2017, 240 p.
Questo libro comincia dalla copertina, dove un’immagine appesa malamente con un chiodino e pasticciata, suggerisce l’idea di precarietà e mostra, tra altre, la foto di Giulio Regeni, per segnalare la vicinanza al movimento che chiede verità sulla sua tragica fine. Il testo è composto da venti contributi raccolti in vario modo (focus group, interviste individuali, testi scritti per l’occasione), riflessioni di persone impegnate professionalmente in ambiti transitati da giovani (la scuola e i luoghi della formazione, la città con le sue periferie e gli spazi di socializzazione, i co-working e gli spazi dei nuovi lavori, i centri di accoglienza e i campi nomadi). Il libro diventa terreno di incroci e scambi di esperienze, parole, riflessioni; un campo aperto dove si viene assaliti da un lessico preciso, dove l’attenzione è tutta sugli adulti che predispongono setting di ascolto, animazione, educazione, accompagnamento, formazione, divertimento, espressione artistica.
Collocazione Biblioteca: 17746

Le politiche giovanili

Arianna Saulini, I Diritti degli adolescenti oggi. Lo Stato dell’attuazione della Convenzione ONU in Italia, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), vol. 19, pp. 13-17
L’autrice, avvocato e collaboratrice della ONG Save the Children, ripercorre le tappe fondamentali dell’attuazione in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e analizza la situazione attuale. In Italia circa il 60% dei minori vive una situazione di povertà educativa, che raggiunge anche l’80% in alcune regioni del sud, accompagnandosi a contesti di povertà relativa e assoluta. Secondo l’autrice, processi di resilienza possono essere innescati da fattori come la pratica sportiva, la famiglia, la scuola, la comunità educante, che richiedono, tuttavia, il supporto di politiche attente e investimenti mirati.

Luca Taddei, Costruire decent work e imprenditoria etica: il progetto EYEE, in Counseling, n.2 (giu. 2019), vol. 12, pp. 1-6 – on line
Il presente articolo offre una riflessione sul contributo che l’imprenditoria etica può dare alla costruzione del decent work. Viene presentato il progetto EYEE (Erasmus +) che include otto Paesi Europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania, Regno Unito e Italia). Il progetto EYEE è finalizzato alla realizzazione di un’azione concreta che possa stimolare i giovani a impegnarsi nel fare impresa, diffondendo una cultura etica dell’intrapreneurship tra i più giovani, che favorisca un metodo di costruzione di idee di impresa che siano valide e validabili. Il contributo che l’imprenditorialità etica può dare alla costruzione del decent work (lavoro dignitoso) ispira la costruzione di nuove opportunità per il lavoro del futuro, a partire dai giovani come nuovi protagonisti. Seguono nello stesso numero della rivista, altri due articoli relativi al tema dell’imprenditorialità, visto come determinante per lo sviluppo del potenziale di inclusione sociale e lavorativa delle nuove generazioni e sul ruolo dei servizi di placement universitari nel processo di transizione al lavoro : “Competenze imprenditoriali e formazione all’imprenditorialità: il ruolo delle università”, di Serena Cubico e altri; “Il ruolo dei servizi di placement universitari nel processo di transizione al lavoro: lo stato dell’arte” di Emanuela Ingusci e altri.

untitledMarina Mastropierro, Giovani generazioni: il ruolo delle politiche pubbliche nel ritardo italiano, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n.1 (gen.-mar. 2019), pp. 233-247
Quest’ articolo contribuisce al dibattito in corso sul ritardo nella transizione all’età adulta delle giovani generazioni italiane. Il ruolo che le politiche pubbliche giocano nella produzione sociale di tale ritardo merita di essere approfondito. L’articolo si chiude con la proposta di politiche rivolte a costruire un nuovo patto sociale in Italia.

Manuele Cicuti, La comunità “Educativa e Psicologica” come risposta innovativa alle nuove sfide poste dal disagio giovanile. Analisi del modello e risultati di una valutazione di impatto, in Orientamenti pedagogici, n. 1 (gen.-mar. 2019), vol. 66, pp. 115-132
In questo articolo si vuole proporre una riflessione su un nuovo modello di comunità per minori (bambini ed adolescenti), che sta nascendo in Italia come risposta innovativa e multidisciplinare al disagio psicologico in età evolutiva. Ripercorrendo gli antecedenti storici e il tragitto che ha portato nel tempo alla nascita di realtà sperimentali, si arriva alla presentazione di questo modello di comunità che prevede la de-istituzionalizzazione del minore per far spazio al carattere familiare. A partire dall’osservazione delle esperienze pilota si arriva alla presentazione di un’esperienza di valutazione dell’impatto educativo.

Joelle Long … [et al.], Le politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza e gli attori non convenzionali del welfare minorile, in Minorigiustizia, n. 3 (2018), pp. 14-165
L’obiettivo di questo numero della rivista è quello di riflettere sulle politiche a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza, fermando poi l’attenzione sul ruolo degli attori “non convenzionali” del welfare minorile. Talvolta si tratta di attori di recente introduzione, come nel caso dei garanti regionali e comunali per l’infanzia e l’adolescenza e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Spesso sono soggetti pubblici e privati che agiscono in questo campo da un tempo ben più lungo di quello che vede l’attribuzione ai servizi sociali territoriali del ruolo di principali organi di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia, come la scuola pubblica, i servizi sanitari pubblici o la magistratura minorile. I diversi contributi sono suddivisi e raccolti nelle parti seguenti: 1) Il welfare minorile oggi; 2) Le sfide per gli attori istituzionali; 3) Le autorità garanti per l’infanzia e l’adolescenza; 4) L’associazionismo a vocazione specifica e il “volontariato dei diritti”.

A cura di Ugo Ascoli, Micol Bronzini, La “Nuova” questione abitativa tra criticità consolidate e prospettive inedite, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 4 (ott.-dic. 2018), pp. 7-197
Gli articoli di questa monografia affrontano da diverse prospettive di analisi la nuova questione abitativa, con riferimento al cambiamento intervenuto sia sotto il profilo dei bisogni abitativi, sia nella configurazione delle risposte e degli interpreti. Accanto all’esclusione abitativa dei più poveri, si è fatto sempre più diffuso il problema della insostenibilità delle spese per la casa, che coinvolge anche soggetti a medio e medio-basso reddito. Si affiancano poi i bisogni degli anziani e dei giovani in cerca di indipendenza abitativa.

51HHOchy3pLMarco Rossi Doria, Battere la “disperanza”, in Il Mulino, a. 67, n. 4 (2018), pp. 620-628
L’autore propone alcune riflessioni a partire da un caso di cronaca, gli episodi di violenza gratuita compiuti da ragazzi tra i 12 e i 16 anni contro altri ragazzi a Napoli alla fine del 2017. L’autore si interroga sull’origine di questo fenomeno e sostiene che il compito della Repubblica è anche di sostenere tutte quelle realtà, come una scuola accogliente e rigorosa, una formazione professionale seria, progetti di sviluppo locale, che riducono i pesanti condizionamenti nei quali alcuni ragazzi si trovano a dover vivere.

Filippo Giordano, I tirocini di inclusione sociale. Le novità introdotte dal Ministero del Lavoro per l’avvio, nel mondo dell’occupazione, di persone beneficiarie del ReI, in Qualità Sociale, a. 22, n. 50 (ott. 2018), pp. 83-88
Nell’articolo vengono esposte numerose informazioni riguardanti il reddito di inclusione con particolare riguardo all’inserimento lavorativo (Progetto Giovani) e al tirocinio di inclusione sociale. Filippo Giordano è esperto in consulenza del lavoro.

A cura di Michele Raitano e Giovanni B. Sgritta, Un welfare per le generazioni, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 3 (lug.-set. 2018), pp 7-181
Si segnalano, all’interno della monografia, i seguenti articoli:  Generazioni: dal conflitto alla sostenibilità, di Giovanni B. Sgritta e Michele Raitano; La “ricalibratura intergenerazionale”: sviluppi di policy e dinamiche politiche, di Marcello Natili e Matteo Jessoula; Il divario generazionale nell’accesso al mercato del lavoro: differenziazione e destandardizzazione delle traiettorie d’ingresso, di Emanuela Struffolino e Michele Raitano; Generazioni, equità e politiche pubbliche in un’Europa che invecchia, di Pieter Vanhuysse; Competenze e lavoro: la sfida della Cgil per le nuove generazioni, di Giuseppe Massafra.

Greta Persico, Cristiana Ottaviano, Vivere insieme come risposta ai bisogni abitativi di giovani donne con e senza disabilità, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2018), pp. 155-169
L’articolo riferisce di una ricerca volta ad analizzare strategie innovative in risposta ai bisogni abitativi di giovani adulti/e con disabilità, con l’intento di mettere in discussione i principali strumenti di policy pensati per la residenzialità di persone con disabilità, offrendo possibili alternative analizzate alla luce della letteratura esistente e radicate nell’esperienza concreta.

0392-2278Serena Quarta, Stefania Ruggeri, I Giovani Neet in Italia: quali politiche innovative per il contrasto e la prevenzione del fenomeno, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 2 (ago. 2017), pp. 315-331
La letteratura internazionale ha consentito negli ultimi anni di conoscere a fondo il fenomeno dei giovani Neet e di mostrare le numerose sfumature che esso assume se rapportato alla struttura sociale e alle condizioni socio-economiche della società di riferimento. Nel presente articolo gli autori analizzano il fenomeno in Italia e provano a individuare nuove strategie di intervento in grado di prevenire il fenomeno e stimolare soluzioni che portino alla riqualificazione delle nuove generazioni e a scardinare pregiudizi e luoghi comuni fuorvianti.

Kristian Caiazza, Michele Gagliardo, Poter dare una mano al futuro di tutti. Giovani che crescono lavorando allo sviluppo locale, in Animazione Sociale, a. 47, n. 311 (lug. – ago. 2017), pp. 23-32
Gli autori, operatori sociali che al Gruppo Abele si occupano di giovani e cittadinanza, ritengono che la crisi più profonda di oggi sia relativa al senso di futuro. Una crisi che coinvolge gli adulti non meno che le nuove generazioni, per le quali è distruttivo sentire di non poter dare una mano al futuro delle società a cui appartengono. Eppure l’orizzonte non è chiuso neanche oggi; è possibile nutrire aspirazioni e partecipare alla costruzione di trame di futuro. Per coglierle occorre uscire dai pensieri massimalisti o minimalisti, immergersi nel quotidiano, vivere il proprio territorio, dove prendono forma, più di quanto si creda, esperimenti che già fanno parte del futuro.

Pietro Fantozzi … [et al.], Bisogni e politiche sociali nel Mezzogiorno. Nuovi fermenti in un contesto avverso, in Politiche Sociali, a. 4, n, 2 (mag.-ago. 2017), pp. 211-385
Il numero speciale della presente rivista è nato per verificare le prospettive del welfare state, del welfare locale e comunitario in territori difficili come quelli del Mezzogiorno d’Italia. L’intento degli autori è descrivere esperienze di produzione di benessere, che, nonostante la precarietà dei contesti, sono riuscite a dare risposte a bisogni sociali importanti. In alcuni casi, anche per capire se emergono delle best practices, per conoscere meglio gli attori che si mobilitano e qual è la dimensione politica di questo welfare. Si segnala in particolare: Emmanuel Jovelin; “Il programma di Garanzia Giovani: tra ri-centralizzazione e specificità meridionale” di Maurizio Cerruto e Manuel Marocco; “Le politiche del lavoro e i servizi per l’impiego: eredità passate e opportunità di innovazione” di Maurizio Avola, Laura Azzolina, Marco Cuttone; “La negoziazione delle politiche sociali e del lavoro in Calabria” di Maria Mirabelli, Vincenzo Fortunato; “Social investment e Mezzogiorno: il caso della Puglia” di Lucia Ferrara … [et al].

Alessandro Pirani, Districarsi nel dar corpo a un progetto giovani. “Scotch”: meta ragionamento per orientarsi in percorsi di co-progettazione, in Animazione Sociale, n. 308 (2017), vol. 47, pp. 86-91
Nell’ambito della pianificazione di politiche giovanili, l’autore propone una forma di progettazione dialogica, partecipata, sociale: un cammino da inventare strada facendo, avendo sufficientemente chiara una mappa e un “meta ragionamento”, che permettano di fare spazio e dare ordine a un lavoro creativo capace di apprendere dal suo evolversi. Secondo l’autore, l’acronimo SCOTCH (Self, Contradiction, Openness, Tinkering, Capabilities, Hacking) è prima di tutto un esercizio per ragionare sul processo di produzione delle politiche che vogliono dar corpo a un progetto.

Gli adolescenti spiegati ai genitori

9788859018971_0_221_0_75A cura di Gerolamo Spreafico, Franco Taverna e Simone Feder, Storie(s). Dove nasce il nuovo. Un viaggio nella vita degli adolescenti, Erickson, Trento, 2019, 123 p.
L’adolescenza è quel periodo della vita in cui l’impulso alla libertà e alla sperimentazione risulta ingrediente fondamentale per la formazione di un’identità individuale e sociale. È anche quel periodo dove avvengono i più grandi cambiamenti e stravolgimenti evolutivi ed emotivi. Da questa premessa è nato il progetto Selfie, una ricerca che ha coinvolto gli alunni della scuola secondaria di 1° e 2° grado, con l’obiettivo di restituire a docenti, genitori, educatori e ragazzi stessi spunti concreti per conoscere i comportamenti degli adolescenti di oggi e per poterli aiutare domani. Il questionario, composto da circa 60 domande e somministrato in 16 province italiane a un totale di 55000 ragazzi, fornisce informazioni mai raccolte prima sull’universo giovanile, individuando i fattori di rischio e valorizzando quelli di protezione con percorsi di prevenzione.
Collocazione Biblioteca: 18511

Raffaele Mastromarino, Genitori e figli: crescere insieme. Itinerario per genitori tra le diverse fasi evolutive, Erickson, Trento, 2018, 386 p.
L’itinerario proposto in questo libro vuole essere uno stimolo per i genitori sia per riflettere su come crescere insieme ai propri figli prendendosi cura di sé mentre ci si prende cura di loro, sia per interrogarsi su se stessi e le modalità di interagire con i propri figli. In ogni capitolo l’autore prende in considerazione una fase della vita durante tutto il corso dell’età evolutiva, dalla prima infanzia al giovane adulto, descrivendo le caratteristiche di quella fase, i possibili problemi e le risorse per affrontarli, i bisogni dei genitori nel prendersi cura di sé. Il testo è un manuale rivolto, oltre che ai genitori, a persone che si preparano a diventarlo, a quanti lavorano nell’ambito socio-educativo, prefiggendosi di prevenire il disagio psicologico e di creare le condizioni per sviluppare una relazione tra genitori e figli che permetta lo sviluppo e la crescita reciproca.
Collocazione Biblioteca: 18358

Andrea Biondi …[et al.], Generazione Z, in Servire, n.2/3 (2019), pp. 1-72
Questo numero monografico indirizzato agli educatori scout, affronta il tema degli adolescenti e dei preadolescenti di oggi, che appartengono alla generazione Z (1996-2010), quella di chi è nato e cresciuto nell’era di internet. Tra i primi quattro articoli, che offrono un quadro generale e introduttivo al tema dell’adolescenza, si segnala l’articolo di Susanna Pesenti su una ricerca dell’Ispos che offre una panoramica sui ragazzi in età adolescenziale. Gli articoli successivi trattano dell’esperienza scout, dell’interesse di questa generazione per la politica, del rapporto con le nuove tecnologie (articolo di Alberto Rossetti) e di altri argomenti attinenti agli adolescenti di oggi, letti attraverso gli occhi di chi li incontra nello scoutismo. Chiude la monografia l’esperienza educativa di un caposquadriglia.
Collocazione Biblioteca: A0204

Virginia Conti, Donatella Sanna, Chi siamo: un viaggio nell’adolescenza, Città Nuova, Roma, 2019, 63 p.
L’Associazione Progetto Pioneer, attraverso il progetto “Mostrami l’Amore”, ha tra i suoi obiettivi quello di contribuire a formare una nuova cultura dell’educazione, che abbia al centro la dignità della persona e una visione positiva del corpo, per questo ha sviluppato una serie di sussidi, diversificati per età, come strumento pratico ed efficace per sostenere uno sviluppo affettivo-sessuale positivo ed integrato.
Collocazione Biblioteca: 18460

41Zf-pvutZL._SX324_BO1,204,203,200_Giovanni Tommasini, #Smartchi?. Come riconnettersi alla vita, a noi stessi, all’altro?, Santelli, Cosenza, 2019, 113 p.
L’autore, educatore e formatore, propone una riflessione su come il mondo digitale abbia portato, oltre che immense comodità e possibilità, anche l’indebolimento delle relazioni umane, facendo disconnettere le persone, e specialmente bambini e adolescenti, dalla realtà e dalla propria vita reale. In una ricerca ostinata della relazione autentica, l’invito è ai genitori perché si impegnino a realizzare una visione progettuale della vita.
Collocazione Biblioteca: 18261

Iacopo Bertacchi, Ilaria Cipriani, Siamo un gruppo, Erickson, Trento, 2019, 95 p.
Il libro narra le vicende di cinque ragazzi di una scuola secondaria di primo grado accomunati dalla passione per la musica. Malgrado le differenze, decidono di unire le proprie competenze e abilità e creare un gruppo musicale per partecipare a un concerto scolastico. Impareranno l’importanza di affrontare assieme paure, emozioni contrastanti e pregiudizi. Il libro affronta diversi temi: la costruzione del gruppo, i traguardi a breve e lungo termine, la consapevolezza delle emozioni, l’autocontrollo, cambiare punto di vista, il problem solving e l’abilità di rifiuto, riconoscere le qualità proprie e altrui. Il libro è parte di un percorso per imparare a gestire le problematiche relazionali e promuovere comportamenti prosociali in classe che è illustrato nella guida “Coping power nella scuola secondaria” (coll. Bibl. 18392).
Collocazione Biblioteca: 18391

Jimmy Liao, Una splendida notte stellata, Edizioni Gruppo Abele, 2019, Torino, 144 p.
Il libro racconta, attraverso gli straordinari disegni di Jimmy Liao, di una amicizia nella prima adolescenza. La protagonista trascorre giornate malinconiche. A scuola si sente fragile, in famiglia non va sempre tutto bene, ma arriva un nuovo amico, che per gli altri è un po’ strano e diventa per lei il compagno perfetto. I due trascorrono insieme giornate indimenticabili, imparano a conoscersi, si confidano segreti e paure. I cieli stellati di quell’estate rimarranno il più bel ricordo della loro giovane età.
Collocazione Biblioteca: 18547

Giuseppe Lavenia, Mio figlio non riesce a stare senza smartphone, Giunti Edu, Firenze 2019, 127 p.
Questo libro aiuta a: conoscere quali sono i cambiamenti che stanno avvenendo nella società moderna per comprendere il contesto in cui le dipendenze tecnologiche si sviluppano e le forme in cui si manifestano; capire in che cosa consistono Nomofobia, Hikikomori, dipendenza dai videogiochi e tanto altro, quali caratteristiche hanno e come si comportano i ragazzi che ne sono coinvolti; intervenire per aiutare concretamente i propri figli, fornendo suggerimenti e indicazioni operative su come sostenerli, spiegando se e quando chiedere l’intervento degli specialisti.
Collocazione Biblioteca: 18443

A cura di Maria Nosengo e Stefania Biagini, Lo “Spirito” della festa. Come proteggere i propri figli dall’alcol, ITL, Milano, 2018, 103 p.
Il libro è un manuale e uno strumento di aiuto e orientamento per tutti i genitori desiderosi di capire meglio un fenomeno che ha assunto le dimensioni di una piaga sociale: quello dell’abuso di alcol tra giovani e giovanissimi. Per affrontare o prevenire un problema tanto grave, come quello dello “sballo” incontrollato, bisogna prima esserne consapevoli. Solo un padre e una madre informati e vigili possono infatti educare i propri figli senza opprimerli, proteggerli senza soffocarli.
Collocazione Biblioteca: 18555

91B9eQ0HscLAlberto Pellai, Barbara Tamborini, L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, De Agostini, Milano, 2017, 254 p.
In questo libro gli autori, un medico psicoterapeuta e una psicopedagogista, tracciano un ritratto della pre-adolescenza e danno indicazioni e strumenti a genitori ed educatori su come affrontare quest’età della vita così particolare. L’inizio coincide approssimativamente con l’entrata nella scuola media ed è un’età di emozioni intense e improvvise, di un cervello in piena evoluzione, che funziona in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Il testo aiuta anche i genitori a guardarsi dentro e capire che tipo di genitori si è e si vorrebbe diventare per essere mamme e papà sufficientemente buoni, capaci di riflettere sui propri errori ed aggiustare il tiro. A completare l’opera si trovano anche proposte di film da vedere per riflettere su adolescenza e pre-adolescenza.
Collocazione Biblioteca: 17946

Valeria Giordano, Paola Panarese, Stefania Parisi, Rischio, trasgressione, avventura. Esperienza e percezione del limite tra gli adolescenti, Franco Angeli, Milano, 2017, 169 p.
Obiettivo di questo volume è il tentativo di decostruzione degli stereotipi sulle pratiche a rischio, condotto a partire dalla restituzione della parola ai giovanissimi. Un’indagine realizzata presso alcuni Istituti superiori della città di Roma, su un campione di circa 1.200 studenti di età compresa tra i 14 e i 20 anni, costituisce infatti il punto di partenza per il superamento del carattere di “eccezionalità della notizia”, legato alla rappresentazione mediatica dei giochi pericolosi, e suggerisce spunti per nuove e più documentate interpretazioni di questi comportamenti, in apparenza insensati e in realtà rispondenti a specifiche domande di senso. All’analisi delle condotte a rischio più note (balconing, binge drinking, choking game, eyeballing, surfing suicide) la trattazione affianca una valutazione della conoscenza, della percezione, dell’esperienza e delle motivazioni di un’idea di divertimento che presuppone la trasgressione di una norma o il superamento di un limite socialmente imposto.
Collocazione Biblioteca: 17931

Filmografia

Greta Gerwig, Lady Bird, film drammatico, USA, 2017, 94′
Lady Bird, nome che Christine ha scelto per sé, è una ragazza difficile che a Sacramento – il “Midwest della California” – si sente prigioniera, obbligata a frequentare una scuola cattolica, a coltivare amicizie poco soddisfacenti, a veder sfuggire di fronte a sé la possibilità di partecipare alla verve culturale della lontana East Coast. Animata da un incontenibile spirito di ribellione, una dispettosa indole anarchica e un’ambizione sfrenata che sogna di appagare lontano da casa, Christine scoprirà nel teatro un posto accogliente, un luogo dove incontrare nuovi amici e fare nuove esperienze; un rifugio dal rapporto complicato con la madre ipercritica e affettuosa, che vorrebbe che sua figlia diventasse “la migliore versione di se stessa”, e da un padre rimasto da poco disoccupato.
Collocazione Biblioteca: 03D64

Stampa

Francesca Archibugi, Gli sdraiati, Italia, 2017, 120′
Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti che si scontrano all’interno di un appartamento a Milano. Giorgio è un giornalista di successo, celebre volto di un programma televisivo, stimato da colleghi e circondato da amici. Solo la sua ex moglie non gli rivolge parola e suo figlio si limita a farlo il minimo indispensabile. Tito, d’altronde, è un adolescente e in quanto tale è mosso da un insieme di emozioni complesse che non si preoccupa di articolare o esprimere, soprattutto a suo padre. È pigro come solo un adolescente può essere. Giorgio fa il possibile per cercare di capirlo. Il suo sogno è portarlo sul Colle della Nasca, per la vendemmia, ma lui non ne vuole sapere. Tito si sente soffocato dalle attenzioni di suo padre e preferisce passare tutto il giorno con il suo gruppo di amici, mangiando, parlando di niente e giocando ai videogiochi. Finché un giorno, senza preavviso, comunica a suo padre che l’avrebbe raggiunto in Liguria per la vendemmia. Dopo una serie di incidenti e malintesi, alla fine, in qualche modo padre e figlio troveranno il modo di comunicare… o almeno ci proveranno. Liberamente ispirato al ‘romanzo’ omonimo di Michele Serra, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione ‘stesa sul divano’.
Collocazione Biblioteca: 03D48

Jonas Carpignano, A Ciambra, Italia, Brasile, Francia, Germania, 2017, 120′
Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia. Osservato con uno sguardo lucido ed esterno, A Ciambra si presenta come un efficace e partecipe ritratto di un mondo che molti preferiscono non conoscere e disprezzare.
Collocazione Biblioteca: 03D53