Area famiglia e minori

E-book FrancoAngeliClaudio Cottatellucci … [et al.], Le ragioni della giustizia minorile e la lunga attesa dell’ordinamento penitenziario, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 5-87
Nella presente monografia vengono proposte alcune riflessioni sulla riforma dell’ordinamento penitenziario, in particolare di quello minorile, le cui sorti sono ancora molto incerte. Gli autori cercano di riprendere il filo dell’iter legislativo e di comprendere quali sono le ragioni della sua mancata attuazione, individuando resistenze e progetti che la riforma sostiene e mobilita. Tra i punti di forza della riforma emerge l’esigenza del superamento dell’idea della pena come sofferenza ritorsiva e l’impegno a rendere disponibili percorsi di recupero personalizzati. Viene previsto, inoltre, un nuovo modo di concepire l’intervento educativo rivolto ai minori autori di reato attraverso un “progetto educativo individualizzato”, che richiede l’interazione tra servizi minorili e risorse presenti sul territorio. Si sottolinea, infine, l’importanza di un’attenta analisi dei disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, già molto presenti nella popolazione generale, ma ancora di più tra coloro che sono in contatto con la giustizia minorile, con la conseguente necessità di uno stretto lavoro comune tra servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, servizi sociali e sistema della giustizia minorile.

Elena Cabiati, Francesca Corradini, Insegnanti e assistenti sociali: assieme per una migliore tutela dei minori, in Sociologia e Politiche Sociali, n. 1 (2018), vol. 21, pp. 121-140
L’articolo presenta il tema della collaborazione tra gli operatori dei servizi sociali e quelli scolastici nel contesto della tutela dei minori. Le riflessioni presentate hanno origine da un’esperienza di formazione che ha coinvolto professionisti di due regioni italiane. A partire da una ricognizione della letteratura internazionale sul tema, le autrici discutono alcuni temi cruciali, come i ruoli, i compiti e le competenze professionali, le aspettative reciproche e le modalità operative, concentrandosi su specifici aspetti di criticità. L’approccio del metodo relazionale al lavoro sociale e il paradigma dell’etica della “care” offrono spunti di riflessioni utili per sostenere gli operatori della scuola e dei servizi sociali nel promuovere percorsi dialogici e cooperativi.

Chiara Fabris … [et al.], L’intervisione in un servizio di protezione e tutela minori. Percorsi innovativi nei servizi pubblici, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 2 (primavera 2018), pp. 32-34
L’intervisione è un momento di lavoro in équipe fra assistenti sociali, educatori, psicologi che lavorano in un servizio per la presa in carico di minori che si trovano in situazioni di pregiudizio o rischio di pregiudizio a seguito di maltrattamento, trascuratezza, abuso e violenza. L’articolo riferisce di una esperienza condotta anche tramite l’uso di questionari per studiare l’utilità del lavoro di gruppo per affrontare problematiche personali e relazionali assai difficili e complesse dal punto di vista sociale e sanitario.

9788843092680A cura di Laura Fruggeri, Famiglie d’oggi. Quotidianità, dinamiche e processi psicosociali, Carocci Editore, Roma, 2018, pp. 315
Numerosi sono gli argomenti affrontati nel libro: la cultura delle differenze, le condizioni socio-economiche, le migrazioni e le dinamiche familiari, la procreazione senza sessualità, le relazioni virtuali e i rapporti di coppia, la comunicazione familiare nell’era digitale, le famiglie a struttura complessa, la disabilità e le relazioni familiari, le dinamiche con i servizi, la comunità educante, le competenze degli operatori. Laura Fruggeri è professore ordinario di psicologia sociale all’Università di Parma.
Collocazione Biblioteca: 18052

A cura di Massimo Calovi, Nicola Pedergnana, Fabrizio Pedron, Il fare assieme di operatori, ragazzi e famiglie in difficoltà, in Animazione Sociale, n. 318 (2018), pp. 75-96
La strada del “fare assieme”, ossia del far interagire famiglie in difficoltà con operatori dei servizi sociali ed educativi, può aprire inedite prospettive per uscire dai problemi. Nel presente lavoro vengono proposti due articoli: “Se dobbiamo fare un viaggio, facciamolo insieme. I servizi per i minori e famiglie: spazi di partecipazione e nuove narrazioni” di Nicola Pedergnana; “Il ricorso al sapere di chi ha passato fatiche. Giovani con storie di fatica affiancano adolescenti oggi in difficoltà” di Massimo Calovi, Fabrizio Pedron.

A cura di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini, Genere e diritti sociali, in RPS: La rivista delle politiche sociali, n. 1, (gen-mar) 2018, pp. 7-247
La sezione monografica di questo numero esplora vari aspetti del welfare state italiano, mostrando e riflettendo sulle sue connotazioni e implicazioni di genere. La sezione raccoglie i seguenti articoli: 1) Un percorso di genere sui diritti sociali in Italia. Nota introduttiva, di Cristina Solera e Emmanuele Pavolini; 2) Tra famiglia e lavoro, quattro sistemi a confronto. I casi di Australia, Stati Uniti, Italia e Giappone, di Mauro Migliavacca e Manuela Naldini; 3) Le interruzioni lavorative delle donne migranti in transizione alla genitorialità in Italia, di Arianna Santero e Cristina Solera; 4) La riforma dei servizi per l’infanzia e il lavoro di cura dei bambini tra residualità e universalismo, di Stefano Neri, 5) Disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro: l’impatto del Bonus Infanzia e del congedo di paternità, di Enrica Maria Martino; 6) La dimensione di genere nell’analisi del welfare e nelle proposte di riforma, di Chiara Saraceno; 7) Congedi parentali e paternità: ambivalenze delle politiche tra Italia ed Europa, di Maddalena Cannito; 8) Coinvolgimento familiare e politiche per la non autosufficienza: modelli di defamilizzazione in Europa, di Matteo Luppi; 9) L’Health Equity Audit per un welfare equilibrato: dalle diseguaglianze sociali e di genere alle capacità di controllo sulla salute, di Silvia Pilutti et al.; 10) Autonome ma prudenti. Differenze di genere nell’autonomia abitativa dei giovani single in Europa, di Marianna Filandri; 11) Genere e politiche di lotta alla povertà. Una riflessione sulle misure di reddito minimo di Alessandro Martelli; 12) Un welfare italiano che non discrimini per orientamento sessuale e identità di genere, di Maria Gigliola Toniollo.

CatturaLuca Pievani … [et al.], Efficacia ed efficienza degli interventi proposti dal Servizio Minori e Famiglia, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 48, n. 1 (inverno 2018), pp. 24-27
La ricerca presentata si propone di valutare il grado di efficacia e di efficienza degli interventi proposti dal Servizio Minori e Famiglia dell’Ambito territoriale n. 9 Valle Seriana (Bergamo), nei confronti dei minori, oggi maggiorenni, che nel periodo dal 2004 al 2014 hanno usufruito di interventi a seguito di disagio familiare di tipo psicologico e sociale.

Caterina Bartolone, Secondina Avataneo, Bruna Ferrero, I tempi di attesa dei minori nell’abbinamento nazionale. L’esperienza del Servizio Sociale presso la Cancelleria Adozioni del Tribunale per i minorenni di Torino, in Minorigiustizia, n. 4 (2017), pp. 193-200
Il contributo presenta i risultati di una ricerca effettuata dalle assistenti sociali che svolgono la loro attività presso la Cancelleria Adozioni del Tribunale per i minorenni di Torino sui dati relativi agli anni 2013/2016, prendendo in considerazione tutti gli abbinamenti nell’ambito dell’adozione nazionale della Regione Piemonte e Valle d’Aosta. L’analisi ha permesso di mettere in evidenza alcuni fattori che rendono più complesso l’incontro dei bisogni del bambino con le disponibilità delle coppie, in particolare il collocamento delle fratrie, le situazioni sanitarie, l’abuso e maltrattamento, i bambini grandi. Si veda anche, sullo stesso numero della rivista, l’articolo di Antonio Iudici … [et al.], La rilevazione delle competenze genitoriali per la gestione biografica del figlio: un protocollo per l’osservazione e la valutazione, pp. 201-210.

Paola di Nicola, Princìpi di “giustizia”: la sfida del lavoro di cura per le famiglie e per la società degli individui, in Autonomie locali e servizi sociali, a. 40, n. 3 (dic. 2017), pp. 609-620
Guardando criticamente l’evoluzione della famiglia italiana dagli anni Settanta ad oggi, emerge nella famiglia contemporanea la particolare problematica della sfera del lavoro di cura. Con il presente articolo, l’autore analizza questa criticità attraverso l’analisi di alcuni fattori: la distribuzione del lavoro di cura tra uomo e donna, tra istituzioni pubbliche e private e tra famiglia e mercato del lavoro.

Stefano Neri, Il nuovo sistema integrato dei servizi per l’infanzia tra ambizioso universalismo e realismo minimalista, in Politiche Sociali, a. 4, n. 3 (set.-dic. 2017), pp. 513-516
Il decreto legislativo n. 65 del 13 aprile 2017 rappresenta una svolta importante per i servizi per l’infanzia in Italia. Lo Stato è chiamato per la prima volta a svolgere una missione universalistica nel campo dei servizi 0-3 anni, dei quali viene sancito pienamente il carattere educativo, costruendo un sistema integrato che superi la tradizionale separazione rispetto alla scuola dell’infanzia. L’autore propone una riflessione sui punti di forza e sulle criticità del provvedimento.

Rapporto-CRC-3-_2017Arianna Saulini, Silvia Taviani, I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 3° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2016-2017, Save the Children, Roma, 2017, pp. 212
In occasione dell’esame dell’Italia del prossimo anno presso il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, le 96 associazioni del Gruppo CRC pubblicano il 3° Rapporto Supplementare di monitoraggio dell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) in Italia e dei suoi Protocolli Opzionali. Il rapporto, con 157 raccomandazioni, si rivolge a rappresentanti del governo, agli enti locali, nonché ai parlamentari auspicando che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, adoperarsi al fine di risolverle e di migliorare le politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia.

Paola Ciceri, Il lavoro con i minori e le famiglie. Costruire interventi partecipati, Carocci Faber, Roma, 2017, pp. 119
È sempre più frequente sentire parlare di “partecipazione” in relazione al lavoro dell’assistente sociale con i minori e le famiglie. Da più parti arrivano sollecitazioni a coinvolgere le persone nella definizione dei progetti e degli interventi a loro destinati, anche nei casi di tutela dei minori. La partecipazione e il coinvolgimento favoriscono l’attivazione di interventi più adeguati alle situazioni specifiche e quindi più efficaci. Questo testo spiega cosa voglia dire per l’assistente sociale lavorare in quest’ottica, quali sono gli effetti di questo approccio nella sua relazione con le persone e quali le implicazioni per il suo ruolo professionale. Il volume propone degli spunti di riflessione e indica alcune possibili strategie operative che adottano un’ottica partecipativa come metodo di lavoro degli assistenti sociali.
Collocazione Biblioteca: 17947

Erica Aloè e Marcella Corsi, Alessandra Fasano, Che cos’è la famiglia?, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 2 (apr.-giu. 2017), pp. 199-267
La monografia, che prende spunto dal testo di Chiara Saraceno, “L’equivoco della famiglia” (coll. bibl. 17884), comprende due articoli: “La famiglia: da costrutto sociale a entità economica” di Erica Aloè e Marcella Corsi; “Famiglia e welfare tra cambiamenti e nuove sfide” di Alessandra Fasano. Nel primo articolo si guarda a due visioni teoriche della famiglia, quelle di Friedrich Engels e Gary Becker, e si tenta non tanto di dare definizioni univoche, quanto piuttosto di suscitare interrogativi e dare suggerimenti per cambiamenti di prospettiva. Nel secondo scritto si evidenzia come la famiglia in Italia, pur essendo in continua trasformazione, continui ad assumere un ruolo prioritario a livello sociale, mentre le politiche sociali e i diritti normativi restano ancorati a differenti equilibri, a differenza di quanto avviene in altri contesti europei.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Linee di indirizzo per l’accoglienza nei Servizi residenziali per minorenni, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Roma, 2016, pp. 81
Le presenti “Linee di indirizzo” si propongono come strumento aggiornato di orientamento politico e tecnico nel settore dell’accoglienza residenziale per i bambini e gli adolescenti. L’elaborazione e la proposta di questo documento, costruito attraverso la raccolta e la condivisione dei saperi e delle esperienze svolte nei diversi territori, sono finalizzate a indirizzare, sostenere, qualificare e soprattutto dare unitarietà agli interventi di accoglienza residenziale familiare e di tipo familiare realizzate in tutto il territorio nazionale. Un lungo processo di deistituzionalizzazione continuamente richiamato a una specifica attenzione ai diritti del bambino e in particolare al perseguimento del suo superiore interesse. Le presenti linee di indirizzo tengono conto delle innovazioni e delle modifiche al sistema dell’accoglienza apportate dalla recente Legge 7 aprile 2017, n. 47 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”.

cop-pss1703Marina Everri … [et al.], Omogenitorialità: pregiudizi e sfide future, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 3 (estate 2017), pp. 20-24
Il presente lavoro di ricerca si è proposto di fornire un contributo relativo agli atteggiamenti che i professionisti dei servizi educativi, sociali e sanitari hanno nei confronti delle famiglie omogenitoriali, un ambito di ricerca ancora poco esplorato in Italia. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dell’indagine. Si veda anche nel n. 2 (2017), pp. 9-13, l’articolo di Valeria Fabbri e Angelo Latronico, Genitorialità, omosessualità. Il servizio sociale è pronto.

Claudia Bellò, Sentirsi genitori migliori. L’esperienza di un gruppo per genitori utenti del Servizio Protezione e Tutela minori, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2017), vol. 17, pp. 42-45
Nell’articolo è descritta l’esperienza di un gruppo per genitori in carico al Servizio di protezione e Tutela minori di Bassano del Grappa, costituito per dare voce alle famiglie affinché possano mettere in campo le loro esperienze e le loro competenze e per invitare a una riflessione circolare sul legame con i Servizi sociali, con le paure correlate e le criticità incontrate.

Francesco Vitrano … [et al.], Sistema giustizia e servizi, in Minorigiustizia, n. 2 (2017), pp. 5-145
Questa monografia tratta di come il sistema giustizia e servizi sappia interpretare i bisogni dei soggetti di cui si occupa, sostenendo l’acquisizione dei diritti, la tutela e la cura affinché a ciascun individuo sia consentito di essere se stesso come persona e come cittadino; un principio che si trova alla base dello stato sociale. La monografia si articola in tre parti: 1 – Sistema giustizia e servizi: prospettive concentriche (con contributi di Elisabetta Lamarque, Maria Francesca Pricoco, Leonardo Luzzato, Laura Dutto e Mauro Tomè); 2 – Lavorare in rete, la sfida dell’interdisciplinarietà: esperienze concrete (Con esperienze attinenti ai gruppi d’ascolto e di parola per figli di coppie divise, alla messa alla prova di minori autori di reato e alle consulenze tecniche d’ufficio in ambito civile); 3 – Prassi e strumenti operativi nel percorso adottivo (con un contributo di Chiara Tunini sulle prassi operative nell’adozione, uno di Loredana Paradiso sulle linee guida per il collocamento di fratelli in affido o in adozione e la presentazione di uno strumento di valutazione dell’adottabilità a cura di un gruppo di psicologi piemontesi).

ImmagineBenedetta Polini, Politiche per l’infanzia e sostegno alla genitorialità. Osservazioni sulle recenti misure adottate, in Politiche Sociali, a. 4, n.1 (gen.-apr. 2017), pp. 181-187
Oggigiorno il sostegno alla genitorialità è uno dei più importanti obiettivi delle politiche sociali per l’infanzia: è infatti una misura di investimento sociale ma anche un intervento rivolto alla politica familiare e del lavoro. L’articola focalizza l’attenzione sul quarto piano nazionale d’azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, adottato con decreto del 31 agosto 2016, sottolineandone le difficoltà di attuazione dovute alla frammentazione di responsabilità fra i livelli nazionale, regionale e locale.

Marianna Giordano … [et al.], Sostegno precoce alla genitorialità: l’home visiting in un’esperienza territoriale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n.1 (mar. 2017), pp. 133 – 143
L’home Visiting (HV) nella letteratura nazionale e internazionale è considerato uno strumento privilegiato di prevenzione, tra le strategie generali d’intervento di supporto psicosociale e culturale alla genitorialità non solo in situazioni a rischio sociale. Cruciale è il rafforzamento della relazione madre-figlio fin dalle primissime fasi di vita e il confronto con un operatore per un sostegno efficace. Sulla base di queste evidenze, l’esperienza del progetto contenuto nell’articolo descrive 50 casi seguiti prospetticamente in cui, oltre a mettere in luce i punti forza dell’HV, sono descritte anche la formazione e la supervisione dell’équipe e le opportunità di integrazione della rete, che hanno permesso la presa in carico e la soluzione di problemi di natura socio-sanitaria.

Giulia Barbero Vignola, Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, LCG cioè valutare le competenze genitoriali, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2017) – on line, pp. 7-14
A partire dall’esperienza della genitorialità è stata sviluppata una scala per la valutazione delle competenze genitoriali (LCG). A partire da una serie di domande frequentemente poste, si è costruita una matrice delle competenze genitoriali che riproducesse le questioni fondamentali cui dare risposta. Da qui si possono costruire azioni appropriate per i genitori e per i figli. La validazione della scala è stata realizzata coinvolgendo madri e padri in carico ai servizi.

copertina-n-304piccola-320x449Daniela Drago, Francesca Ruozi, Sconfinare e ri-conoscersi per partecipare. Utenti-esperti e professionisti si addomesticano per lavorare in situazioni educative fragili, in Animazione Sociale, a. 46, n. 304 (nov.-dic. 2016), pp. 89-99
Nel sistema di tutela dei diritti dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie in difficoltà, si sta progressivamente diffondendo la consapevolezza che è vitale dare ai ragazzi maggior spazio e potere: tanto nel leggere i problemi che nel cercare e costruire le possibili vie d’uscita. Significativo è in questo senso il movimento nascente dei “care leavers”, ossia quei ragazzi che, proprio perché hanno fatto esperienze di crescita in comunità o in affido, hanno oggi cose da dire sulle buone prassi legate ai percorsi di tutela e possono sperimentarsi come operatori pari ed esperti sul campo. Tuttavia per i servizi è ancora difficile aprirsi alla partecipazione degli utenti e far spazio al loro sapere per tutelare i loro diritti.

Donata Micucci e Frida Tonizzo, La tutela del diritto alla continuità affettiva dei minori in affidamento familiare: approvata la legge n. 173/2015, in Prospettive Assistenziali, n.193 (gen.-mar. 2016), pp. 26-31
Il Coordinamento nazionale servizi affidi e le associazioni di questo settore si sono attivamente impegnati per l’approvazione della legge 19 ottobre 2015 n. 173 “Modifica alla legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare” con cui viene finalmente affermato un diritto, ancora oggi talvolta negato dalle istituzioni preposte. La legge, i cui punti principali vengono esaminati nell’articolo, non si limita ad affermare la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa, a tutela del suo prioritario interesse, essere adottato dagli affidatari, ma sottolinea anche la necessità di assicurare, sempre nel suo interesse, “la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento” con gli affidatari anche quando egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento a un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”

Francesca Corradini, Per un’indagine partecipata. Possibile collaborazione tra assistenti sociali, famiglie e minori nell’indagine psicosociale, in Lavoro sociale, n.1 (feb. 2016), vol. 16, pp. 14-25
Nel contesto dei procedimenti di tutela minorile dove è richiesta un’indagine psicosociale, generalmente l’indagine viene subita dalle famiglie, che assumono dunque un atteggiamento strumentale. Sarebbe invece auspicabile costruire percorsi condivisi dove anche chi è oggetto di indagine possa avere un atteggiamento di partecipazione attiva. La partecipazione presuppone però una condivisione delle decisioni e il riconoscimento da parte degli operatori della capacità di autodeterminazione anche di chi si trova in difficoltà, il che è particolarmente problematico nei casi in cui ci si trova a dover garantire la tutela dei minori. In una tabella sono confrontati, in 10 punti, il metodo di indagine tradizionale e quello di indagine partecipata. Viene proposta inoltre la testimonianza di una persona adulta su come, nell’infanzia, aveva vissuto gli operatori che dovevano valutare la sua situazione familiare come qualcuno “che dovevo tenere fuori” per proteggere la sua famiglia.

Consultare anche le bibliografie specifiche su: la famiglia, i minorigiovani e adolescenti, violenza di genere.