Area famiglia e minori

Claudia Bellò, Sentirsi genitori migliori. L’esperienza di un gruppo per genitori utenti del Servizio Protezione e Tutela minori, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2017), vol. 17, pp. 42-45
Nell’articolo è descritta l’esperienza di un gruppo per genitori in carico al Servizio di protezione e Tutela minori di Bassano del Grappa, costituito per dare voce alle famiglie affinchè possano mettere in campo le loro esperienze e le loro competenze e per invitare ad una riflessione circolare sul legame con i Servizi sociali, con le paure correlate e le criticità incontrate.

cop-pss1703Marina Everri … [et al.], Omogenitorialità: pregiudizi e sfide future, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 47, n. 3 (estate 2017), pp. 20-24
Il presente lavoro di ricerca si è proposto di fornire un contributo relativo agli atteggiamenti che i professionisti dei servizi educativi, sociali e sanitari hanno nei confronti delle famiglie omogenitoriali, un ambito di ricerca ancora poco esplorato in Italia. Nell’articolo sono riportati e commentati i dati dell’indagine. Si veda anche nel n. 2 (2017), pp. 9-13, l’articolo di Valeria Fabbri e Angelo Latronico, Genitorialità, omosessualità. Il servizio sociale è pronto.

Francesco Vitrano … [et al.], Sistema giustizia e servizi, in Minorigiustizia, n. 2 (2017), pp. 5-145
Questa monografia tratta di come il sistema giustizia e servizi sappia interpretare i bisogni dei soggetti di cui si occupa, sostenendo l’acquisizione dei diritti, la tutela e la cura affinché a ciascun individuo sia consentito di essere se stesso come persona e come cittadino; un principio che sta alla base dello stato sociale. La monografia si articola in tre parti: 1 – Sistema giustizia e servizi: prospettive concentriche (con contributi di Elisabetta Lamarque, Maria Francesca Pricoco, Leonardo Luzzato, Laura Dutto e Mauro Tomè); 2 – Lavorare in rete, la sfida dell’interdisciplinarietà: esperienze concrete (Con esperienze attinenti ai gruppi d’ascolto e di parola per figli di coppie divise, alla messa alla prova di minori autori di reato e alle consulenze tecniche d’ufficio in ambito civile); 3 – Prassi e strumenti operativi nel percorso adottivo (con un contributo di Chiara Tunini sulle prassi operative nell’adozione, uno di Loredana Paradiso sulle linee guida per il collocamento di fratelli in affido o in adozione e la presentazione di uno strumento di valutazione dell’adottabilità a cura di un gruppo di psicologi piemontesi).

ImmagineBenedetta Polini, Politiche per l’infanzia e sostegno alla genitorialità. Osservazioni sulle recenti misure adottate, in Politiche Sociali, a. 4, n.1 (gen.-apr. 2017), pp. 181-187
Oggigiorno il sostegno alla genitorialità è uno dei più importanti obiettivi delle politiche sociali per l’infanzia: è infatti una misura di investimento sociale ma anche un intervento rivolto alla politica familiare e del lavoro. L’articola focalizza l’attenzione sul quarto Piano nazionale d’azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, adottato con decreto del 31 agosto 2016, sottolineandone le difficoltà di attuazione dovute alla frammentazione di responsabilità fra i livelli nazionale, regionale e locale.

Marianna Giordano … [et al.], Sostegno precoce alla genitorialità: l’home visiting in un’esperienza territoriale, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n.1 (mar. 2017), pp. 133 – 143
L’home Visiting (HV) nella letteratura nazionale e internazionale è considerato uno strumento privilegiato di prevenzione, tra le strategie generali d’intervento di supporto psicosociale e culturale alla genitorialità non solo in situazioni a rischio sociale. Cruciale è il rafforzamento della relazione madre-figlio fin dalle primissime fasi di vita e il confronto con un operatore per un sostegno efficace. Sulla base di queste evidenze, l’esperienza del progetto contenuto nell’articolo descrive 50 casi seguiti prospetticamente in cui, oltre a mettere in luce i punti forza dell’HV, sono descritte anche la formazione e la supervisione dell’equipe e le opportunità di integrazione della rete, che hanno permesso la presa in carico e la soluzione di problemi di natura socio-sanitaria.

Giulia Barbero Vignola, Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, LCG cioè valutare le competenze genitoriali, in Studi Zancan, n. 1 (gen.-feb. 2017) – on line, pp. 7-14
A partire dall’esperienza della genitorialità è stata sviluppata una scala per la valutazione delle competenze genitoriali (LCG). A partire da una serie di domande frequentemente poste, si è costruita una matrice delle competenze genitoriali che riproducesse le questioni fondamentali cui dare risposta. Da qui si possono costruire azioni appropriate per i genitori e per i figli. La validazione della scala è stata realizzata coinvolgendo madri e padri in carico ai servizi.

copertina-n-304piccola-320x449Daniela Drago, Francesca Ruozi, Sconfinare e ri-conoscersi per partecipare. Utenti-esperti e professionisti si addomesticano per lavorare in situazioni educative fragili, in Animazione Sociale, a. 46, n. 304 (nov.-dic. 2016), pp. 89-99
Nel sistema di tutela dei diritti dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie in difficoltà, si sta progressivamente diffondendo la consapevolezza che è vitale dare ai ragazzi maggior spazio e potere: tanto nel leggere i problemi che nel cercare e costruire le possibili vie d’uscita. Significativo è in questo senso il movimento nascente dei “care leavers”, ossia quei ragazzi che, proprio perchè hanno fatto esperienze di crescita in comunità o in affido, hanno oggi cose da dire sulle buone prassi legate ai percorsi di tutela e possono sperimentarsi come operatori pari ed esperti sul campo. Tuttavia per i servizi è ancora difficile aprirsi alla partecipazione degli utenti e far spazio al loro sapere per tutelare i loro diritti.

Donata Micucci e Frida Tonizzo, La tutela del diritto alla continuità affettiva dei minori in affidamento familiare: approvata la legge n. 173/2015, in Prospettive Assistenziali, n.193 (gen.-mar. 2016), pp. 26-31
Il Coordinamento nazionale servizi affidi e le associazioni di questo settore si sono attivamente impegnati per l’approvazione della legge 19 ottobre 2015 n. 173 “Modifica alla legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare” con cui viene finalmente affermato un diritto, ancora oggi talvolta negato dalle istituzioni preposte. La legge, i cui punti principali vengono esaminati nell’articolo, non si limita ad affermare la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa, a tutela del suo prioritario interesse, essere adottato dagli affidatari, ma sottolinea anche la necessità di assicurare, sempre nel suo interesse, “la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento” con gli affidatari anche quando egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”

Francesca Corradini, Per un’indagine partecipata. Possibile collaborazione tra assistenti sociali, famiglie e minori nell’indagine psicosociale, in Lavoro sociale, n.1 (feb. 2016), vol. 16, pp. 14-25
Nel contesto dei procedimenti di tutela minorile dove è richiesta un’indagine psicosociale, generalmente l’indagine viene subita dalle famiglie, che assumono dunque un atteggiamento strumentale. Sarebbe invece auspicabile costruire percorsi condivisi dove anche chi è oggetto di indagine possa avere un atteggiamento di partecipazione attiva. La partecipazione presuppone però una condivisione delle decisioni e il riconoscimento da parte degli operatori della capacità di autodeterminazione anche di chi si trova in difficoltà, il che è particolarmente problematico nei casi in cui ci si trova a dover garantire la tutela dei minori. In una tabella sono confrontati, in 10 punti, il metodo di indagine tradizionale e quello di indagine partecipata. Viene proposta inoltre la testimonianza di una persona adulta su come, nell’infanzia, aveva vissuto gli operatori che dovevano valutare la sua situazione familiare come qualcuno “che dovevo tenere fuori” per proteggere la sua famiglia.

Maria Luisa Raineri, Affrontare una richiesta di interruzione volontaria di gravidanza, in Lavoro sociale, n.1 (feb. 2016), vol. 16, pp. 48-49
L’articolo dà alcuni consigli a chi si trova per la prima volta ad affrontare, come assistente sociale, una richiesta di interruzione di gravidanza. Dopo un’inquadratura giuridica l’articolo chiarisce che l’IVG non è un metodo per il controllo delle nascite e illustra qual è il ruolo del consultorio. L’articolo successivo spiega cosa fare “Quando la richiesta viene da una miniorenne”. Queste indicazioni sono tratte dal libro della stessa autrice “Linee guida e procedure di servizio sociale” (Coll. 16121). M.L. Raineri ha lavorato come assistente sociale e come educatrice professionale e insegna all’Università Cattolica di Milano.

9788821593758g_53469Simone Bruno, Affiancare le famiglie fragili. Verso nuove forme di affido, San Paolo, Milano, 2015, pp. 342
Il percorso tracciato nel volume tenta di rispondere a domande importanti su come aiutare le famiglie vulnerabili, sulla separazione dei bambini dai genitori, sulle comunità e l’affido come uniche forme di tutela minorile. Partendo dall’affido familiare, di cui esamina l’evoluzione e i limiti attuali, volge poi lo sguardo a nuove modalità di intervento mirate a ridurre l’allontanamento dei minori dalle famiglie, sostenendo queste ultime attraverso la valorizzazione delle sue risorse. Viene così presentato il progetto “Una famiglia per una famiglia”, che approda all’affiancamento familiare, attraverso l’impegno di una famiglia solidale che sostiene un’altra famiglia in difficoltà.
Collocazione Biblioteca: 17649

Giuliana Costa, Politiche e progetti di nuova generazione a sostegno dell’autonomia abitativa dei giovani a Torino e a Milano, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2015), pp. 35-53

L’articolo illustra alcune delle politiche e dei progetti rivolti ai giovani dai 18 ai 35 anni d’età a Torino e Milano, due contesti metropolitani che hanno risposto in modo diverso alle esigenze abitative dei giovani e al tema della loro autonomizzazione dalla famiglia di origine. Ci si sofferma prioritariamente sulle politiche rivolte al sostegno dell’affitto e sugli interventi che vedono il coinvolgimento di attori pubblici in grado, se non di finanziarli, anche solo di diffonderli. La domanda cui si vuole cercare di dare risposta è se e come si sono create delle opportunità abitative per i giovani nei due contesti, e a partire da quale sistema di vincoli e di opportunità.

9788874667352Maurizio, Norma Perotto, Giorgia Salvadori, L’affiancamento familiare. Orientamenti metodologici, Carocci Faber, Roma, 2015, pp. 186
Il testo rappresenta uno strumento metodologico per approfondire gli aspetti più significativi dell’affiancamento familiare, così come è stato sviluppato in diverse parti d’Italia dalla Fondazione Paideia, in collaborazione con servizi sociali territoriali e realtà del privato sociale. Dietro un minore in difficoltà spesso c’è una famiglia in difficoltà: questo lo spunto che ha condotto all’elaborazione del modello di affiancamento familiare, una forma innovativa di intervento sociale, pensata per sostenere famiglie che vivono un periodo problematico nella gestione della propria vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli. Il focus dell’intervento non è solo il bambino ma tutto il suo nucleo familiare: una famiglia solidale sostiene e aiuta un’altra famiglia in difficoltà, e tutti i componenti di entrambi i nuclei vengono coinvolti in una relazione basata sulla fiducia, sul consenso e sulla reciprocità. Le aree tematiche proposte nel volume costituiscono uno stimolo alla riflessione sugli aspetti preventivi e sullo sviluppo di azioni integrate nell’ambito del sostegno all’infanzia e alla famiglia in difficoltà.
Collocazione Biblioteca: 17621

Consultare anche le bibliografie specifiche su: la famiglia, i minorigiovani e adolescenti, violenza di genere.