Area malati, disabili e anziani

COP-Welfare-2019_210Rita Breviglieri, Morena Furlan, La sfida dell’abitare inclusivo. Progetti di partenariato locale in Friuli-Venezia Giulia, in Welfare oggi, a. 24, n. 6 (nov.-dic. 2019), pp. 55-60
L’articolo descrive il cosiddetto modello di domiciliarità innovativa sperimentato a Trieste, uno strumento che offre alternative al collocamento in strutture residenziali per le persone anziane o fragili. Le persone abitano in piccoli gruppi in appartamenti dove possono scegliere con chi vivere, le attività da svolgere, la propria scansione dei tempi, contando sul supporto degli operatori quando necessario.

Carmen Iadevaia, Riflessioni sull’ambiente in RSA: quando la relazione d’aiuto diventa violenta, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 50, n.1 (inverno 2020), pp. 13-17
L’articolo indaga i meccanismi che trasformano un operatore socio-sanitario in una persona capace di atti violenti nei confronti degli assistiti, riflettendo però anche sul fenomeno inverso: gli assistiti aggressivi e violenti verso gli operatori. Vengono inoltre esaminati alcuni fattori ambientali che nelle RSA possono essere fattori predisponenti alla violenza, quali il modello organizzativo, il contesto, la comunicazione efficace. Mentre l’organizzazione motivante che mette la persona al centro dell’intervento può essere efficace nel prevenire atti di violenza.

L’inganno della “vita indipendente” per le persone con disabilità intellettiva grave, in Prospettive Assistenziali, n. 208 (ott.-dic. 2019), pp. 21-30
La Giunta regionale del Piemonte ha deliberato il 16 maggio 2019 le “Nuove linee guida per la predisposizione dei progetti di vita indipendente”, allargando i destinatari dei progetti alle “persone con disabilità intellettive e relazionali”, ma per queste persone è complicato parlare di “vita indipendente”. Segue l’esposizione di un caso e la cronologia delle tappe per l’approvazione e l’attuazione della Legge regionale. L’articolo rimanda ad un vademecun a pag.30-31.

ilsocialworkconlepersonenonautosufficienti210Francesca Corradini, Giulia Avancini e Maria Luisa Raineri, Social work con le persone non autosufficienti, Un ricerca qualitativa sui “casi andati bene”, Trento, Erickson, 2019, 138 p.
Per effetto delle dinamiche demografiche e della crisi delle risorse fiscali disponibili per i sistemi di welfare, accade che s’imponga sempre più alla nostra attenzione la condizione di non autosufficienza, sia quella che riguarda persone adulte con disabilità sia, soprattutto, quella legata all’età anziana. Il libro intende affrontare attraverso un metodo di ricerca originale il tema del fronteggiamento sociale dei problemi di vita e della maniera in cui esso può essere facilitato dai professionisti dell’aiuto. La ricerca mostra il lavoro svolto dagli assistenti sociali nelle situazioni di non autosufficienza, con l’obiettivo di mettere in luce le caratteristiche distintive del loro apporto e di identificare le pratiche professionali che possono risultare maggiormente efficaci nell’innestare e sostenere i processi di assistenza.
Collocazione Biblioteca: 18434

Simone Zorzi, Giovanni Merlo, Disabilità tra persistenza e innovazione, in Welfare oggi, a. 24, n. 4-5 (lug-ott. 2019), pp. 27-45
La rivista si è più volte occupata del tema del superamento dell’intervento sociale che si attesta sulla mera risposta ai bisogni primari della persona con disabilità. Il FOCUS 2 di questo numero amplia il concetto di politiche per la disabilità nei seguenti articoli: 1) Politiche e servizi per la disabilità: tra assistenzialismo e diritti, tra persistenza e innovazione; 2) Disabilità e servizi: cambiamento e resistenze al cambiamento; 3) Mettiamo su casa?

Velia Bartoli, Disagio esistenziale e il rischio di suicidio degli anziani: dati e riflessioni, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 3 (estate 2019), pp. 20-23
Partendo da dati statistici e dalla loro analisi, si può constatare che in materia di causa di morte il suicidio nell’età avanzata è scarsamente preso in considerazione e forse anche banalizzato. I dati epidemiologici evidenziano come la causa di decesso per suicidio sia sensibilmente elevata con un aumento relativo all’aumentare dell’età, con un livello di rischio per il genere maschile tre volte più elevato rispetto a quello femminile. E’ dunque da ritenere opportuno che una politica sociale per gli anziani sia rivolta al raggiungimento di un nuovo status che preveda ruoli sociali capaci di sostituire o integrare i ruoli del passato.

badanti-caregiver-ecc210Eleonora Belloni, Alzheimer, badanti, caregiver e altre creature leggendarie, Roma, Il pensiero scientifico, 2019, 266 p.
In questo libro vengono messe a confronto le voci dei principali caregiver (familiari e badanti) per analizzare quali siano gli orizzonti comuni e quali criticità possano emergere dalla condivisione di un’esperienza così complessa a totalizzante. Nel lavoro con le persone con demenza non si può infatti ignorare il loro mondo. Un mondo interiore di vissuti e sentimenti, ma anche di relazioni, famiglie, persone che si prendono cura. Riconoscersi nelle parole di altri caregiver fa scoprire nuovi punti di vista, permette di avvicinarsi a questo mondo avendone meno paura. Le riflessioni che ne emergono, oltre ad offrire interessanti spunti per orientare nuovi servizi e proposte di intervento, aiutano ad abbattere il muro di isolamento che circonda i malati di Alzheimer e i pregiudizi che ancora accompagnano questa malattia.
Collocazione Biblioteca: 18451

Francesca Corradini … [et al.], Anziani, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2019), vol. 19, pp. 25-45
Il Focus “anziani” di questo numero comprende i seguenti articoli: “Discriminiamo le persone anziane?” di Francesca Corradini, centrato sullo ‘ageism’ e le sue ricadute sul lavoro sociale; di Francesca Gatto “Mediare tra nonni, genitori e nipoti”, che presenta la mediazione familiare intergenerazionale per aiutare la continuità dei rapporti nelle famiglie; di Clara Bertoglio “Invecchiare bene, a casa propria”, che presenta una ricerca su come favorire la permanenza delle persone anziane a domicilio e nella propria comunità. Inoltre fuori rubrica segnaliamo di Andrea Canevaro: “Gli operatori sociali e le persone anziane”

Silvia Cossa, Sara Emerenziani, Servizio sociale ospedaliero e pazienti fragili, in Studi Zancan, a. 17, n. 2 (mar.-apr. 2019) – on line, pp. 43-48
Per i pazienti affetti da patologie croniche, il percorso ospedale-territorio rappresenta uno scenario non privo di criticità. L’esperienza qui presentata nasce all’interno del Servizio Sociale Ospedaliero presso il Policlinico Campus Bio-Medico di Roma e coinvolge pazienti e loro familiari con fragilità socio-assistenziali, per i quali è necessaria la prosecuzione di cure a domicilio. Fondamentale è un’accurata comunicazione fra il care giver, i medici e i servizi di riferimento. L’articolo è disponibile in Pdf.

cop1901Stefania Guasasco… [et al.], La traccia. Percorsi di aiuto domiciliare ad anziani e disabili ad alto rischio di emarginazione, in Prospettive Sociali e Sanitarie, a. 49, n. 1 (inverno 2019), pp. 7-11
Il progetto “La Traccia” è un’iniziativa del CISSACA di Alessandria e provincia, che ha previsto la creazione di una rete interistituzionale, guidata dal Consorzio con un ruolo di capofila. Tale rete ha assunto l’obiettivo di intervenire su persone anziane o adulte con disabilità che vivono sole. Gli interventi messi a disposizione dal progetto hanno giostrato tra la sanificazione degli ambienti, il ripristino di condizioni vivibili per le persone e la sperimentazione del “facilitatore naturale”. Il progetto si è concluso il 30 aprile 2018.

Francesco Aglì … [et al.], Domiciliarità. Un diritto, un progetto, Torre Pellice, La Bottega del Possibile, 2018, 144 p.
Il libro costituisce un omaggio al pensiero di Mariena Scassellati Sforzolini la cui instancabile opera ha saputo mettere in campo, tra l’altro, la salvaguardia e la preminenza del sostegno alla domiciliarità rispetto alle altre risposte sociali. I testi dei vari autori a sostegno della domiciliarità si rivolgono a tutti coloro che scelgono di prendersi cura dell’Altro, impegnandosi a rendere più umano il lavoro di cura, riconoscendolo come un’opera d’arte tra le più significative.
Collocazione Biblioteca: 18388

Elisa Comandini, Cristina Galavotti, Le Frontiere del dopo di noi: i siblings, fratelli unici, in Welfare oggi, a. 24, n. 1 (gen.-feb. 2019), pp. 60-65
Con l’aumento delle prospettive di vita, quando i genitori di una persona con disabilità non sono più in grado di essere “caregiver”, sempre più spesso sono i fratelli ad assumere un ruolo importante. Secondo le autrici, entrambe assistenti sociali, si tratta di una relazione ancora in parte inesplorata, ma potenzialmente molto significativa: un tassello in più da inserire nelle strategie dei servizi.

Roberto Franchini, Carlo Francescutti, È utile parlare di segregazione? Opinioni a confronto, in Welfare oggi, a. 24, n. 1 (gen.-feb. 2019), pp. 11-22
Il Focus di questo numero parte dalla lettura del libro di Maggioli “La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia”. Roberto Franchini, nell’articolo “Visioni, parole e pratiche: le parole chiave della disabilità”, ritiene che il concetto di segregazione sia poco produttivo e soprattutto influenzato dall’ideologia del sociale, che anche se opposta alla ideologia della salute, condivide con questa una visione parziale dell’individuo, mentre un approccio sulla “qualità della vita” mette in luce una pluralità di sfere che per l’individuo diventano preminenti. Carlo Francescutti, nell’articolo “L’importanza di superare logiche segreganti”, riafferma come la questione della segregazione sia presente e decisiva, affrontando anche il livello tecnico e politico della questione.

lacuraerelazione210Fabio Cavallari, La cura è relazione. Storie di assistenza domiciliare, Torino, Lindau, 2018, 158 p.
Le società moderne sembrano raccontarci un presente perpetuo, privo di legami con il passato, con la genesi stessa della natura umana. Poi, d’improvviso, la vita pone spalle al muro: una malattia, un padre o una madre cronici a casa, una patologia neurodegenerativa. In quel momento si diventa «utenti», «pazienti in fase terminale», scoprendosi deboli e precari, incapaci persino di chiedere aiuto. È lì che il cortocircuito diventa evidente ed è la società che va in crisi, non solo una persona o una famiglia. Non dobbiamo aspirare alla costruzione della città ideale, ma piuttosto tendere la mano laddove, dal basso, in modo sussidiario, si è riusciti a declinare bisogni e fragilità dentro percorsi in cui relazione, empatia e accompagnamento sono diventati strumenti eletti dell’agire. Questo libro è una narrazione di senso dell’assistenza domiciliare. Le sue storie vogliono proporre il racconto delle metamorfosi in atto, le pratiche di accoglienza. Modalità e percorsi che vedono la casa, il domicilio, come luogo della cura. Uomini e donne, giovani e anziani, che si incontrano, si raccontano, compiono assieme, dentro una reciprocità non scontata, passi condivisi, gesti che costruiscono la comunità.
Collocazione Biblioteca:18315

Cristiana Malvi, Fausto Trevisani, Siamo tutti caregiver, in Welfare oggi, a. 23, n. 3 (mag.-giu. 2018), pp. 67-71
Gli autori riflettono su come i caregiver – un ruolo che presto o tardi sarà ricoperto dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani – spesso mancano di supporti adeguati per vivere adeguatamente questa impegnativa esperienza. La USL di Bologna in questi anni ha iniziato a lavorare su questo tema, attivando, tra l’altro, guppi di auto e mutuo aiuto e altri interventi di empowerment dei caregivers, Caffè Alzheimer, interventi per alleviare il lavoro delle famiglie di disabili e malati psichiatrici e una ricerca intervento mediante l’uso di video per confermare l’identità spazio temporale dei malati di Alzheimer. Nell’articolo si trovano infine spunti e proposte per il futuro. Nel medesimo numero della rivista si trovano anche due esperienze di domiciliarità, descritte nell’articolo di Laura Ceccarini, Salvatore Rao e Deborah Pollo, Nuovi modi del prendersi cura andando verso le persone e la comunità. L’esperienza di Piossasco: “intrecci e alleanze generative per una comunità curante amichevole”, in Welfare oggi, a. 23, n. 3 (mag.-giu. 2018), pp. 53-58 e nell’articolo di Massimo Zucchini e Margherita Giusti, Ideare e valutare le innovazioni nel welfare. Ricerca sul sistema di servizi a sostegno della domiciliarità a Bologna, in Welfare oggi, a. 23, n. 3 (mag.-giu. 2018), pp. 59-66

Greta Persico, Cristiana Ottaviano, Vivere insieme come risposta ai bisogni abitativi di giovani donne con e senza disabilità: una sfida generativa alle politiche abitative, in Autonomie locali e servizi sociali, n. 1 (apr. 2018), pp. 155-169
L’articolo riferisce di una ricerca volta ad analizzare strategie innovative in risposta ai bisogni abitativi di giovani adulti/e con disabilità, con l’intento di mettere in discussione i principali strumenti di policy pensati per la residenzialità di persone con disabilità, offrendo possibili alternative analizzate alla luce della letteratura esistente e radicate nell’esperienza concreta.

Mirko Dai Prà, Intervento psicoeducativo con pazienti parkinsoniani e loro caregiver. Descrizione di un’esperienza, in Psicologia della Salute n. 3 (2018), pp. 145-163
L’autore, psicologo, descrive un intervento psicoeducativo per un gruppo di 18 pazienti parkinsoniani e 14 caregivers, svoltosi all’interno dell’Associazione Parkinsoniani Aretini (APAR). Scopo del lavoro è indagare la presenza di ansia e depressione tra i partecipanti e valutare il gradimento del programma proposto. Le valutazioni evidenziano sintomi depressivi nei due campioni e sintomi ansiosi nel campione dei pazienti, oltre a bassa qualità della vita percepita di pazienti e caregiver. Il programma è stato valutato positivamente dai partecipanti, ma è stato osservato un elevato numero di drop-out. L’autore discute i risultati.

programmabenessere210Rita Pezzati … [et al.], Programma benessere emotivo anziani. Attività e giochi per conoscere, esprimere e gestire le emozioni, Trento, Erickson, 2018, 174 p.
In una società in cui i cambiamenti socio-demografici e culturali suscitano nuove attenzioni nei confronti degli anziani, il testo propone un “programma benessere” quale supporto al cambiamento. Presenta un percorso di gruppo completo, strutturato e chiaro, con precise indicazioni per l’operatore e corredato di schede, che in modo ludico e divertente, esplora il mondo emotivo, aiutando l’anziano a riconoscere le emozioni, ad ascoltarle ed ad accoglierle.
Collocazione Biblioteca: 18040

Marco Arlotti, Costanzo Ranci, Coping with the Care Deficit in Times of Austerity. Different Strategies in Long-Term Care Across the Globe, in Politiche Sociali, a. 5, n. 1 (gen.-apr. 2018), pp. 3-85
Negli ultimi decenni, l’invecchiamento della popolazione, insieme ad altri cambiamenti significativi (come l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e il calo dei tassi di fertilità), ha portato all’emergere di un deficit strutturale di cura nelle società contemporanee. Un compromesso specifico tra universalismo e orientamento al mercato ha permesso di coprire progressivamente questo deficit attraverso una forte estensione delle politiche di assistenza a lungo termine in molti paesi (anche se in misura diversa), specialmente in Europa. Tuttavia, nell’ultimo decennio, il ridimensionamento dei finanziamenti pubblici e i processi di privatizzazione dell’assistenza hanno dato origine a tensioni e cambiamenti in questo campo. L’inserto di questo numero prende in esame queste tensioni in una prospettiva internazionale. Segnaliamo in particolare un articolo di Rossana Trifiletti e Stella Milani (p. 67-85) riguardante l’Italia, paese in cui la crisi economica è stata particolarmente forte e duratura, concernente il flusso di migranti per l’assistenza. Si veda anche, sullo stesso numero della rivista: Marco Arlotti, Andrea Parma, Costanzo Ranci, Riformare è possibile? Proposte e discussioni attorno all’Indennità di accompagnamento, in Politiche Sociali, a. 5, n. 1 (gen.-apr. 2018), pp. 109-114

Consultare anche le bibliografie su: la famiglia, Hiv e Aids. Il paragrafo sulle politiche sociali  e quello sul lavoro di questa bibliografia.