Area immigrazione

Elena Stanchina, Identità in dialogo. Per un approccio interculturale nel lavoro sociale, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2017), vol. 17, pp. 4-11
Gli operatori sociali si trovano sempre più spesso a confrontarsi con utenti stranieri, migranti o di origine culturale diversa. In tale situazione la complessità dell’intervento assume molte sfaccettature. Talvolta sembra di non avere le risorse (economiche o in termini di prestazioni) per un aiuto efficace, altre volte sembra di trovarsi di fronte ad un “muro” che non permette di comprendere comportamenti apparentemente irrazionali. Le competenze professionali classiche, centrate su modelli della società occidentale, non sempre sono in grado di trovare soluzioni adeguate. Nell’articolo vengono proposte alcune utili indicazioni, che emergono dagli approcci interculturali al lavoro sociale, come quello sviluppato dalla studiosa Margalit Cohen-Emerique nel contesto francese. Nello stesso numero della rivista, si veda anche, di Maria Luisa Raineri, Una relazione paritaria. Il social work antioppressivo nella pratica quotidiana (pp. 13-21) dove, l’autrice, attraverso la presentazione di un caso pratico, sostiene che, per creare un “social work” sostenibile, occorre adoperarsi affinchè l’assistito possa costruire relazioni, possa dare qualcosa alla sua comunità e da questa riceverne in cambio, contribuendo così ad accrescere il capitale sociale.

ImmagineMarta Lotto, Abitare nella crisi. Le occupazioni abitative dei migranti, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 183-202
Il contributo si propone di indagare le realtà degli edifici e delle palazzine occupate illegalmente da migranti. A partire dall’analisi di queste pratiche residenziali nella città di Torino, l’autore riflette sulle funzionalità sociali che possono assumere tali strategie dell’abitare. Oltre a costituire soluzioni di emergenza in caso di difficoltà di accesso al mercato immobiliare, queste realtà posso assumere un’ampia varietà di ruoli: centri di accoglienza informali, punti di appoggio e di passaggio, luoghi di socialità e solidarietà, spazio di scambio di informazioni e servizi e laboratori di convivenza interculturali.

Marcello D’Amico, Questione migratoria e un’ Europa davvero inclusiva. Flussi migratori, crisi economica, minacce terroristiche: sono le sfide che attendono il Vecchio Continente. Senza dimenticare i valori profondi che lo contraddistinguono, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 58-60
La questione migratoria è tornata con forza nell’agenda europea per diversi motivi: a causa del forte impatto negativo che la crisi economica ha avuto sull’occupazione e sul reddito; per la continua minaccia di attentati terroristici che fomenta xenofobia e intolleranza e per l’inarrestabile flusso di migranti richiedenti protezione internazionale. Si tratta di sfide per gli Stati Nazionali sul rispetto dei diritti umani e sulla solidarietà. Per una maggiore coesione interna, l’Europa non può basarsi solo su misure di sicurezza e su controlli alla frontiera, è necessario puntare su adeguate politiche per l’accoglienza e l’integrazione e sulla definizione di un quadro legislativo comune. Nel 2005 la commissione europea ha definito 11 principi e le possibili conseguenti strategie di integrazione suggerite, sono inoltre stati messi a disposizione delle singole nazioni un portale, un manuale sull’integrazione e un forum. Nell’ambito della programmazione finanziaria 2014-2020 è stato istituito il FAMI – Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Infine nel 2015 la commissione europea ha pubblicato un rapporto sugli “Indicatori per l’integrazione degli immigrati”.

Andrea Canevaro, Superare l’emergenza. Appunti per un progetto ambizioso e necessario, in Educazione interculturale, n.1 (gen. 2016) – on line, vol. 14, pp. 7
L’autore, uno dei massimi esperti di pedagogia viventi, avverte che l’articolo è scritto con l’intenzione di non dare risposte nell’immediato, ma di proporre una logica di progetto che esige tempo. Gli annegati dei barconi, le vittime della negazione dei diritti, vittime dei trafficanti, forse a loro volta vittime degli impresari dell’illegalità che vive sull’ignoranza dei propri diritti e sul lavoro nero… Tutte queste situazioni ci chiedono di: inserire in maniera strutturale e stabile le informazioni sulla cittadinanza fatta di diritti e di doveri; farlo insieme, chi scappa dalle disperazioni e noi, che potremmo credere, sbagliando, di essere liberi e di saperla lunga; fare uscire, chi fugge le disperazioni, dall’emergenza e costruire, con loro, un progetto.

Rita Finco, Marion Jacoub, Minori stranieri non accompagnati. Comprendere una realtà complessa e contradditoria in una prospettiva etnoclinica, in Educazione interculturale, n. 1 (gen. 2016) – on line, pp. 5
Da 25 anni, la Francia e l’Italia affrontano un’immigrazione particolare chiamata, in termini di legge, minori stranieri non accompagnati (MSNA): sono ragazzi non ancora maggiorenni che hanno lasciato il loro Paese d’origine senza genitori o tutore legale. Questo fenomeno di erranza indipendente ha visto la sua intensificazione in questi ultimi anni, provocando nei differenti Stati europei una situazione caotica, in quanto le realtà istituzionali incaricate di occuparsi di questa popolazione non dispongono di strumenti sufficienti né di politiche nazionali coerenti. Le contraddizioni sono tali che i professionisti dei servizi minorili e di salute mentale sono in una posizione di smarrimento continuo che impedisce loro di pensarsi protagonisti nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura. In questo articolo vorremmo offrire al lettore una breve riflessione sull’argomento, soffermandoci in particolare su una situazione clinica, in quanto tale problematica che è già stata approfondita nel dibattito scientifico da un testo curato da una delle autrici. Sul tema si veda anche I minori stranieri non accompagnati in Italia. V Rapporto ANCI/Cittalia.

9788821596681_0_200_0_0Giuseppe Dardes, Ignazio Punzi, Dov’è tuo fratello? Famiglia, immigrazione e multiculturalità, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi), 2015, pp. 199       Attraverso la narrazione delle esperienze e dei vissuti di diverse persone, il libro offre un’ampia panoramica sui problemi sociali legati all’immigrazione non solo per quanto concerne gli stranieri, ma anche per gli italiani, sia a livello individuale che delle organizzazioni di accoglienza. Al centro dell’attenzione vi è la migrazione del gruppo familiare. Giuseppe Dardes è responsabile dell’Ufficio Formazione di Caritas Italiana. Ignazio Punzi è Professore di Psicologia Generale presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. Collocazione Biblioteca: 17828

 A cura di Alfredo Agustoni, Alfredo Alietti, Politiche abitative e mix sociale: considerazioni e analisi di caso, in Sociologia urbana e rurale, a. 37, n. 108 (2015), pp. 15-116
Il presente lavoro si propone di riflettere, attraverso più contributi, sul mix sociale, quale politica di contrasto alla disuguaglianza socio- spaziale. La questione relativa agli esiti della prossimità sociale e spaziale tra le differenze, negli ultimi vent’anni, è tornata ad essere centrale come dispositivo di governo nelle aree metropolitane nordamericane ed europee. La promozione del social-mix a livello di quartiere attraverso la coabitazione (co-housing) con segmenti di popolazione caratterizzati da maggiori risorse sociali, economiche e culturali raffigura una strategia assai diffusa nel contrasto alla crescente marginalizzazione e segregazione dei gruppi sociali ed etnici più vulnerabili. Si veda anche Neoliberalismo, migrazioni e segregazione spaziale. Politiche abitative e mix sociale nei casi europeo e italiano, nel n. 106 (2015)  pp. 118-136

Davide Pizzi, “Mi chiamo Svetlana e faccio la badante”. Imparare a considerare con uno sguardo politico i fenomeni delle nostre città, in Animazione Sociale, a. 45, n. 296 (dic. 2015), pp. 91-98
Le inadeguate politiche del welfare italiano dagli anni Novanta hanno costretto i cittadini dotati di maggiori possibilità economiche a rivolgersi all’assistenza privata per far fronte alle necessità di cura dei loro anziani: un welfare autogestito dalle famiglie, come lo definisce il Censis. Il numero di badanti in Italia è arrivato a 700.000, ma il loro costo per molte famiglie è diventato insostenibile. Su questi temi si interroga l’autore, con l’attenzione rivolta all’integrazione delle risorse pubbliche e familiari, ma anche alle condizioni di vita e di lavoro delle badanti.

Stefano Zamagni, Chi ha paura degli immigrati? Dall’economista Zamagni un’analisi del rapporto tra immigrazione, mercato e finanza, in Sempre, a. 38, n.11 (dic. 2015), pp. 32-35
Secondo l’autore la mutata natura del mercato ha creato una nuova categoria sociale in eccesso, di persone che sono definite “gli scarti umani”; è qui la radice del fenomeno migratorio attuale, percepito come una minaccia e per affrontarlo occorre un cambiamento strutturale. Stefano Zamagni è professore di Economia Politica all’Università di Bologna e il testo dell’articolo è stato tratto dal suo intervento al convegno “Il coraggio di essere umani”, tenutosi a Rimini il 30 ottobre 2015.

9788859013457_0_0_0_75Margalit Cohen-Emerique, Per un approccio interculturale nelle professioni sociali e educative. Dagli inquadramenti teorici alle modalità operative, Erickson, Trento, 2017, pp. 474
Il libro affronta sul piano teorico e pratico le problematiche che caratterizzano il lavoro nelle professioni sociali ed educative di fronte ai migranti. L’approccio interculturale viene visto nei suoi vari aspetti come la famiglia, la scuola, il lavoro, la religione, il razzismo, l’integrazione, i maltrattamenti verso i minori, la ricerca di nuove prospettive. L’autrice, studiosa di metodi dell’intercultura, propone quindi degli inquadramenti teorici e delle modalità operative innovative per superare gli ostacoli che si incontrano nella relazione con i migranti.
Collocazione Biblioteca:17860

 Francesca Brancato, Marina Fasciolo, Dentro la catena globale della cura. Come un servizio sociale può prendersi cura delle assistenti familiari del suo territorio, in Animazione Sociale, n. 9/305 (dic. 2016), pp. 88-98
Le autrici descrivono un’eperienza di assistenza sociale con risvolti psicologici fornita ad assistenti familiari immigrate, definite come “badanti” nel lessico comune. Viene descritta una traccia di intervista utilizzata per raccogliere dati sociali e psicologici e sono riportate parti di colloqui clinici basati sul racconto autobiografico incoraggiato dalle assistenti sociali, con una restituzione terapeutica volta fondamentalmente a costruire un rapporto di reciprocità.

Mariarosa Pipponzi, Stranieri e prestazioni assistenziali: il punto della situazione dopo le pronunce della Corte costituzionale sull’art. 80 co. 191. n. 388 del 2000, in Diritto Immigrazione e Cittadinanza, a. 17, n. 1 (2015)
L’articolo ricostruisce il percorso delle norme sulla fruizione delle provvidenze e delle prestazioni di assistenza sociale da parte di stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno. In seguito all’introduzione di forti limitazioni con l’art. 80 co. 191. n. 388/2000, alcuni giudici del lavoro presentarono ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo l’ultima norma discriminatoria. L’articolo analizza e commenta le prime pronunce della Corte costituzionale in merito.

9788891707680_editedA cura di Andrea Bassi e Giuseppe Moro, Politiche sociali innovative e diritti di cittadinanza.  Franco Angeli, 2015, Milano, pp. 271
Il testo analizza le politiche sociali e le loro implicazioni relativi al tema dei diritti sociali e di cittadinanza, con particolare riferimento a tre aree: famiglia e infanzia, invecchiamento attivo, immigrazione, al fine di individuare principi, metodologie e pratiche innovative, nonché gli esiti prodotti nei contesti sociali. Concetti come partecipazione, partnership, cittadinanza e advocacy, si rivelano fattori trasversali strategici per politiche sociali adeguate e personalizzate, nella prospettiva di un nuovo welfare inclusivo, partecipato e attivo. Collocazione Biblioteca: 17094

Consultare anche le bibliografie su: immigrati e integrazione , rifugiati e richiedenti asilo e prostituzione e tratta delle persone.