Area immigrazione

Micol Bronzini, Promuovere l’attivazione e l’inclusione attraverso l’abitare. L’esperienza di un progetto di autocostruzione, in RPS : La rivista delle politiche sociali, n. 1 (gen.-mar. 2018), pp. 337-353
Le politiche per la casa rappresentano oggi un nodo cruciale per contrastare il disagio abitativo del cosiddetto “ceto medio impoverito” e per favorire processi di inclusione sociale. Tra i programmi innovativi sperimentati in questi ultimi anni, risultano particolarmente interessanti le iniziative di autocostruzione associata e assistita, sostenute da alcuni enti locali che prevedono l’impegno diretto dei beneficiari. Se adeguatamente sostenute e gestite, possono essere uno strumento di empowerment e contribuire alla costruzione di capitale sociale comunitario. In quest’ottica, viene presentato un intervento di autocostruzione rivolto a cittadini italiani ed extracomunitari, realizzato nella regione Marche.

51jOA597uaL._SX350_BO1,204,203,200_A cura di Paolo Morozzo della Rocca, Immigrazione, asilo e cittadinanza. Discipline e orientamenti giurisprudenziali, 3. ed., Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna, 2017, pp. 481
La presente opera è una trattazione completa e aggiornata al 2017 della disciplina dell’immigrazione, analizzata tenendo costantemente conto della giurisprudenza e della prassi. Si vuole in tal modo garantire uno strumento di studio e, al contempo, capace di fornire agli operatori (giudici, avvocati, amministrazioni ecc.) soluzioni puntuali e applicabili a casi concreti. In forma operativa, ma analitica, sono affrontati, tra gli altri, i seguenti argomenti: disciplina di ingresso e soggiorno; domanda d’asilo; protezione internazionale; ricongiungimento familiare; minori; ingresso e soggiorno per motivi di lavoro e regole speciali del rapporto di lavoro con lo straniero; accesso al pubblico impiego; respingimento, espulsione, trattenimento; diritto penale dell’immigrazione; tutela contro le discriminazioni; cittadinanza; diritto all’assistenza sanitaria per gli stranieri in Italia; sicurezza e assistenza sociale per i cittadini per i cittadini dell’UE e per i cittadini extra UE.
Collocazione Biblioteca: 18035

.Città di Torino, Prefettura di Torino, Osservatorio Interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino. Rapporto 2016, Città di Torino, Torino, 2017, pp. 413
Il documento nasce dalla volontà delle istituzioni della città e della provincia di Torino di contribuire a rappresentare, con i propri patrimoni di dati e conoscenze e dai rispettivi punti di vista, il fenomeno migratorio in ambito provinciale allo scopo di consentirne una reale conoscenza e favorire l’attuazione di politiche e di interventi idonei a sviluppare l’integrazione. Il volume contiene dati, grafici e commenti che si soffermano fra l’altro sugli insediamenti abitativi, sull’accesso al mondo del lavoro, sui flussi d’ingresso legati alle regolarizzazioni e ai ricongiungimenti familiari, sulle misure di protezione, sugli adolescenti e la popolazione studentesca, sulla salute degli immigrati. Un focus di approfondimento è dedicato all’analisi dell’evoluzione dei Centri per l’istruzione degli adulti negli ultimi vent’anni.

Roberta Quirico, Semini in gruppo e raccogli risorse. Un gruppo con donne migranti a disagio socio-economico, in Animazione Sociale, a. 47, n. 312 (set.-ott. 2017), pp. 108-110
L’autrice riferisce di una esperienza di lavoro di gruppo condotto con donne extracomunitarie. Descrive la formazione del gruppo condotto da due professioniste e due volontarie. Quindi fornisce alcune osservazioni sui risultati del gruppo. Sono stati notati dei miglioramenti nelle donne partecipanti per quanto riguarda il rapporto con il servizio sociale, fra di loro e con se stesse.

ImmagineMarcello D’Amico, Questione migratoria e un’Europa davvero inclusiva. Flussi migratori, crisi economica, minacce terroristiche: sono le sfide che attendono il Vecchio Continente. Senza dimenticare i valori profondi che lo contraddistinguono, in Lavoro sociale, n. 2 (apr. 2016), vol. 16, pp. 58-60
La questione migratoria è tornata con forza nell’agenda europea per diversi motivi: a causa del forte impatto negativo che la crisi economica ha avuto sull’occupazione e sul reddito; per la continua minaccia di attentati terroristici che fomenta xenofobia e intolleranza e per l’inarrestabile flusso di migranti richiedenti protezione internazionale. Si tratta di sfide per gli Stati Nazionali sul rispetto dei diritti umani e sulla solidarietà. Per una maggiore coesione interna, l’Europa non può basarsi solo su misure di sicurezza e su controlli alla frontiera, è necessario puntare su adeguate politiche per l’accoglienza e l’integrazione e sulla definizione di un quadro legislativo comune. Nel 2005 la Commissione Europea ha definito 11 principi e le possibili conseguenti strategie di integrazione suggerite. Inoltre sono stati messi a disposizione delle singole nazioni un portale, un manuale sull’integrazione e un forum. Nell’ambito della programmazione finanziaria 2014-2020 è stato istituito il FAMI – Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Infine nel 2015 la Commissione Europea ha pubblicato un rapporto sugli “Indicatori per l’integrazione degli immigrati”.

Elena Stanchina, Identità in dialogo. Per un approccio interculturale nel lavoro sociale, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2017), vol. 17, pp. 4-11
Gli operatori sociali si trovano sempre più spesso a confrontarsi con utenti stranieri, migranti o di origine culturale diversa. In tale situazione la complessità dell’intervento assume molte sfaccettature. Talvolta sembra di non avere le risorse (economiche o in termini di prestazioni) per un aiuto efficace, altre volte sembra di trovarsi di fronte ad un “muro” che non permette di comprendere comportamenti apparentemente irrazionali. Le competenze professionali classiche, centrate su modelli della società occidentale, non sempre sono in grado di trovare soluzioni adeguate. Nell’articolo vengono proposte alcune utili indicazioni, che emergono dagli approcci interculturali al lavoro sociale, come quello sviluppato dalla studiosa Margalit Cohen-Emerique nel contesto francese. Nello stesso numero della rivista si veda anche, di Maria Luisa Raineri, Una relazione paritaria. Il social work antioppressivo nella pratica quotidiana (pp. 13-21) dove l’autrice, attraverso la presentazione di un caso pratico, sostiene che, per creare un “social work” sostenibile, occorre adoperarsi affinché l’assistito possa costruire relazioni, possa dare qualcosa alla sua comunità e da questa riceverne in cambio, contribuendo così ad accrescere il capitale sociale.

Andrea Canevaro, Superare l’emergenza. Appunti per un progetto ambizioso e necessario, in Educazione interculturale, n. 1 (gen. 2016) – on line, vol. 14, pp. 7
L’autore, uno dei massimi esperti di pedagogia viventi, avverte che l’articolo è scritto con l’intenzione di non dare risposte nell’immediato, ma di proporre una logica di progetto che esige tempo. Gli annegati dei barconi, le vittime della negazione dei diritti, vittime dei trafficanti, forse a loro volta vittime degli impresari dell’illegalità che vive sull’ignoranza dei propri diritti e sul lavoro nero… Tutte queste situazioni ci chiedono di inserire in maniera strutturale e stabile le informazioni sulla cittadinanza fatta di diritti e di doveri; di farlo insieme, chi scappa dalle disperazioni e noi, che potremmo credere, sbagliando, di essere liberi e di saperla lunga; di fare uscire dall’emergenza quelli che fuggono e costruire con loro un progetto.

Educazione-Interculturale-14Rita Finco, Marion Jacoub, Minori stranieri non accompagnati. Comprendere una realtà complessa e contradditoria in una prospettiva etnoclinica, in Educazione interculturale, n. 1 (gen. 2016) – on line, pp. 5
Da 25 anni, la Francia e l’Italia affrontano un’immigrazione particolare chiamata, in termini di legge, minori stranieri non accompagnati (MSNA): sono ragazzi non ancora maggiorenni che hanno lasciato il loro Paese d’origine senza genitori o tutore legale. Questo fenomeno di erranza indipendente ha visto la sua intensificazione in questi ultimi anni, provocando nei differenti Stati europei una situazione caotica, in quanto le realtà istituzionali incaricate di occuparsi di questa popolazione non dispongono di strumenti sufficienti né di politiche nazionali coerenti. Le contraddizioni sono tali che i professionisti dei servizi minorili e di salute mentale sono in una posizione di smarrimento continuo che impedisce loro di pensarsi protagonisti nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura. In questo articolo vorremmo offrire al lettore una breve riflessione sull’argomento, soffermandoci in particolare su una situazione clinica, in quanto tale problematica che è già stata approfondita nel dibattito scientifico da un testo curato da una delle autrici. Sul tema si veda anche I minori stranieri non accompagnati in Italia. V Rapporto ANCI/Cittalia.

Consultare anche le bibliografie su: immigrati e integrazione , rifugiati e richiedenti asilo e prostituzione e tratta delle persone.